martedì 7 luglio 2020

AMPIE FINESTRE, MA L'ARIA NON CAMBIA, INCOGNITA LA DATA PER LE ELEZIONI FEDERALI


In data 2 luglio 2020 si è riunita la Giunta Esecutiva del CONI e a valle delle discussioni all’ordine del giorno il grande tema atteso da tutti era: quando andremo a votare? La risposta è per ora un’incognita e vediamo perché.
Prima dello slittamento delle olimpiadi la finestra elettorale per le Federazioni nazionali era stabilita entro il primo trimestre dell’anno successivo alle olimpiadi. La Federazione italiana scherma aveva più volte ripetuto che sarebbe andata a votare a febbraio del 2021, cioè 30 giorni prima dell’ultimo mese per ottemperare alla scadenza.
Con l’arrivo del Covid19, lo scenario globale è stato ridisegnato in quanto con l’Olimpiade spostata di un anno, si era fatta strada l’idea di andare ad elezioni dopo l’evento olimpico e ciò per dar modo di portare a termine il progetto sportivo per il quale i Consigli direttivi in carica avevano ed hanno lavorato.
La congiuntura dovuta alla situazione politica e al Covid19 ha radicalmente modificato il quadro politico amministrativo e sportivo, per il quale si sono intraprese iniziative affinchè le federazioni convocassero il loro congresso elettivo dopo le olimpiadi. Le volontà dei vari presidenti sono state contrastanti. Infatti una parte di esse hanno spinto affinchè le elezioni si svolgessero entro il 2020 – fine del quadriennio – così come previsto dalla legge in vigore, mentre altre erano di parere contrario.
La Giunta, evidentemente in accordo con le autorità governative nazionali, ha stabilito che la finestra per l’evento elettivo sia compresa tra settembre 2020 e il 17 ottobre 2021, lasciando alle federazioni la libertà di scelta.
Credo che la decisione sia figlia del nuovo scenario e si può ben capirne le ragioni, anche se non del tutto condivisibili. Infatti provate a immaginare la frustrazione di un Consiglio Direttivo eletto nel 2016, che ha lavorato per quattro anni verso l’obiettivo finale, ma poi perde le elezioni del 2020, e quindi per ragioni estranee alle proprie decisioni non potrà partecipare alle olimpiadi del 2021, potrebbe sembrare un’ingiustizia: in realtà non lo sarebbe, poiché il mandato dura 4 anni, a prescindere dall’evento olimpico e normalmente termina dopo le olimpiadi. E se queste non dovessero avere luogo? Infatti, poiché sia il primo ministro giapponese che il presidente del comitato organizzatore delle olimpiadi non hanno fornito rassicurazioni sul loro svolgimento ci sono fondati motivi per supporlo. Peraltro, stando ai vari comunicati governativi, il Covid19 non è affatto sconfitto, specie nei paesi asiatici, quindi lo svolgimento delle elezioni in una finestra che va da settembre 2020 ad ottobre 2021 lo ritengo una inutile forzatura. Se proprio ci si volesse prendere un po’ di tempo per migliorare il periodo di riflessione elettorale, reputo il prossimo mese di febbraio il periodo più indicato per andare a votare e soprattutto un lasso di tempo sufficiente per dirimere dilemmi che nel caso della FIS, stando al di fuori dei giochi politici, sono molto complicati da leggere.
Come ormai risaputo, ci saranno due gruppi a contendersi la gestione federale ma nessuno dei due ha fatto annunci, né su chi sarà il nuovo presidente, né sui consiglieri. Solo “Piazzadellascherma” ha espresso ipotesi che non sono state avvalorate da nessuno, inoltre non vi sono programmi di lavoro, tanto che tutto appare ancora molto oscuro. Infine, i vari rumors riferiscono di una possibile e mai tramontata ricandidatura di Scarso, soprattutto se i decreti attuativi della legge di riforma dello sport glielo consentissero. Questi infatti sono in fase di discussione piuttosto animata, con risvolti molto complessi all’interno dell’attuale governo nazionale, al punto che Scarso potrebbe indire le elezioni a novembre anziché febbraio, con la possibilità di presentarsi al congresso elettivo FIE, che sarà entro fine 2020, con la forza ed i “galloni” di presidente in carica e, quindi, dall’alto di una celebrata sua rielezione, giocando d’anticipo sugli avversari, e forse anche creando non poche difficoltà, sotto l’aspetto logistico, ai singoli club, che fra settembre e novembre saranno impegnati nel tesseramento, non certamente del tutto agevole, visto il particolare momento.
Un’ultima voce va espressa in merito allo Statuto infinito, per il quale non è dato sapere se sia stato approvato, né a che punto sia, nonostante sia stato dato mandato ad un nuovo commissario ad acta per le opportune modiche segnalate anche dal CONI.
Sono, comunque, più che sicuro che Scarso inviterà a votare gli elettori in maniera leale ed onorevole, in un’epoca del tutto libera da eventuali nuovi focolai, lasciando la possibilità anche agli avversari di potersi organizzare al meglio e questo soprattutto per continuare a poter dire a pieno titolo: Viva la scherma!
Fabrizio ORSINI

7 commenti:

  1. Anch'io sono più che sicuro che il maestro Scarso, dimenticando ancora una volta quanto da lui medesimo assicurato nel 2004, e quindi smentendo se stesso, si ricandidera' per compiere un ulteriore quadriennio, magari sperando che, nelle more di quel periodo, le leggi possano cambiare nuovamente tanto da consentirgli di ri-ri-ri-ri-candidarsi.

    Meditate, gente (elettori, eletti, candidati vari), meditate.
    Cordialmente.
    Gaspare Fardella

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  2. Riflettendo sulla eventuale frustrazione di un Consiglio Direttivo che rischierebbe di non essere in carica durante le prossime oliolimpiadi, viene da pensare che di olimpiadi questo Consiglio ne ha vissute 3 il che va già oltre il "naturale" numero di mandati.

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  3. In Ungheria si vota il 18 luglio tenendo fede alla data stabilita. Siamo sicuri che le Olimpiadi si disputeranno nel 2021? Con questo clima di incertezze penso proprio di no. Michele

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  4. Da pochi minuti é possibile verificare il nuovo statuto federale come modificato dal Commissario ad acta, dopo 4 anni di estenuanti battaglie. Vince la giustizia e la democrazia.
    Qui il sito della federazione

    https://www.federscherma.it/homepage/media/news/14-news/top-news/31122-pubblicato-lo-statuto-federale-ratificato-dalla-giunta-coni-nella-seduta-del-2-luglio-2020.html

    Fabrizio Orsini

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    1. Caro Fabrizio, finalmente abbiamo lo strumento con il quale potremo affrontare qualsiasi situazione e soprattutto condiviso da tutti, almeno credo. Considerato che il Commissario ad acta ha recepito quasi tutte le proposte presentate in Assemblea e discusse da Arpino e Scisciolo. Diamo a Cesare quel che é di Cesare e cioè il merito a Marco, Marcello e Paola per il lavoro fatto. Mi sento di ringraziarli di vero cuore.

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    2. Gaspare Fardella7 luglio 2020 18:45

      Quindi, tutte quelle persone che avevano lavorato per offrire al mondo della scherma un vero strumento democratico e, soprattutto a Riccione, ci hanno messo la faccia non era un manipolo di "sprovveduti" e perdi-tempo, come qualcuno ha cercato vanamente di farli apparire.

      Occorre fare tesoro di questa esperienza e, quindi, ancora una volta, meditate, gente, meditate.

      Cordialmente.
      Gaspare Fardella

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  5. Caro Fabrizio nella tua analisi e per le tue conclusioni parti da un assunto da cui dissento: che la Federazione Scherma, così come molte altre, lavori quattro anni solo per l'eccellenza, per il risultato olimpico. Benché io sia un competitore ed un agonista impenitente penso che gli scopi e i compiti di una federazione debbano essere più ampi, meno focalizzati sull'eccellenza. La propaganda, e quindi i numeri, la formazione e l'educazione dei giovani che si contrappone all'egocentrismo ipertrofico che caratterizza spesso il campione e così via. Mi sembra riduttivo
    accettare la sopravvivenza, oltre i limiti, di un direttivo giustificandola con l'attesa di un evento che, per quanto importante, rappresenta solo uno dei tanti compiti della classe dirigente.
    Penso che questa vada giudicata, più che per il brutale risultato agonistico a tutti i costi, per un modus operandi che ristabilisca i principi fondanti dello sport e i suoi intrinseci valori culturali.
    Sarei quindi propenso al rispetto della scadenza quadriennale più che al prolungamento innaturale nella prospettiva dell'obiettivo olimpico.
    Alberto Coltorti

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