lunedì 21 settembre 2020

Il libro dei sogni. Secondo capitolo.

 

M° Giancarlo TORAN
Ormai è certo, o quasi: si va alle elezioni. Non c’è ancora, di converso, certezza sulla data e sulle regole. C’è una legge importante in itinere, che secondo alcuni porterà chiarezza, secondo altri distruggerà il buono che c’è nel mondo dello sport. C’è anche chi dice che il vero nodo da sciogliere – tutti gli altri sarebbero secondari – sia quello del limite al numero dei mandati. Sciolto questo, sapremo se un nutrito elenco di dirigenti dovrà andare a casa, o potrà presentarsi nuovamente all’elettorato, con buone speranze di restare. Nel mondo dello sport, più ancora che in quello della politica, a me pare che chi è nella stanza dei bottoni abbia notevoli vantaggi sulla concorrenza. Con le restrizioni imposteci dalla pandemia, le persone si muovono poco o nulla, e mancano le occasioni di incontro. Internet aiuta, ma lo svantaggio è evidente.

Ma veniamo alla scherma, e al sogno di questa notte di fine estate: un sogno che è iniziato tanti anni fa, ed è stato interrotto con quello che, ai miei occhi, è stato un vero e proprio colpo di mano, ed è rimasto ben vivo nella mia memoria. Conservo ancora tutta la documentazione, che del resto dovrebbe essere ancora reperibile, in quanto regolarmente protocollata e depositata presso la Fis.

Tutti sanno che il 30% dei voti necessari ad eleggere il futuro presidente proviene da atleti (20%) e tecnici (10%). Ma pochi si rendono conto del fatto che i tecnici, organizzati in un’associazione, l’Aims, che conta anche su mezzi e strutture federali (locali, telefoni, contributi, e quanto ne consegue), sarebbero in realtà in grado di influenzare pesantemente anche il voto degli atleti, che non dispongono di un’organizzazione equivalente, e seguono, in gran parte, le indicazioni ricevute dai rispettivi maestri. Inoltre, non è facile convincerli a votare, e il vantaggio numerico deriva anche dalla scelta della sede: difficilmente un buon numero di atleti è disposto a spostarsi per parecchi chilometri, solo per contribuire ad eleggere un “grande elettore”.

In definitiva, il rischio – a mio parere una ragionevole certezza – è che l’associazione dei tecnici (che non li comprende tutti, ma solo una parte, di cui ignoro la consistenza numerica) possa monopolizzare quel 30%, determinando di fatto l’esito della votazione.

Quando ero presidente dell’Aims mi ero riproposto di modificare questa ed altre storture del sistema. A mio modo di vedere, era poco ragionevole che ci fosse un presidente dell’Aims con un tale potere di indirizzo, e poi un consigliere federale (senza contare i due rappresentanti degli atleti, con evidenti debiti di riconoscenza) espressione della stessa Aims. Ed era anche poco ragionevole che l’associazione dei tecnici federali non comprendesse tutti quelli in attività, e non concedesse solo a quelli il diritto di voto. Ragion per cui proposi una modifica statutaria che metteva parzialmente a posto le cose (il diritto di voto solo agli iscritti alla lista tecnica, cioè i tecnici in attività): modifica regolarmente poi approvata dall’assemblea.

E qui inizia l’assurdo.

Pochi mesi prima della fine del mio ultimo mandato, nel 2008, non sopportando più talune pressioni cui mi sentivo sottoposto, diedi le dimissioni dalla carica, e mi restò il compito di preparare le elezioni, quale commissario.

Secondo il nostro nuovo statuto, solo i maestri in attività, cioè iscritti alla lista tecnica federale, avrebbero potuto votare. Mi arrivò, nell’imminenza delle elezioni, un’ingiunzione del segretario generale, Salvatore Ottaviano (conservo la lettera) in cui mi si diceva in buona sostanza che le elezioni avrebbero dovuto tenersi secondo lo statuto precedente: in quanto qualcuno aveva trovato da ridire, e quindi la Fis aveva chiesto pareri al presidente della Commissione Statuto, e al suo ufficio legale. Entrambi mi avevano dato ragione, e i pareri favorevoli mi furono inviati in copia. Però di pareri, mi scrisse il segretario generale, ce n’erano altri due, che erano contrari, che non mi furono mandati, e che non sono mai riuscito a conoscere.

Basandosi su queste premesse Ottaviano mi scrisse, per conto dell’Ufficio di Presidenza della Fis, che avrei dovuto far votare secondo il vecchio statuto, ventilando la possibilità di negare in futuro all’Aims il contributo annuale, in caso contrario. E infine, minacciando altrimenti il sicuro disconoscimento dell’Aims, imponeva di modificarne entro pochi mesi lo statuto, inserendo le norme che c’erano già (!), ed erano ben chiare, secondo gli autorevoli pareri ufficiali che mi erano stati inviati.

In seguito, dopo le nuove elezioni, l’Assemblea si fece, e la modifica così imperativamente richiesta fu tranquillamente ignorata.

Il risultato – uno dei risultati – fu a mio parere un enorme e indebito aumento del potere di indirizzo e di pressione dell’Aims sulla Fis: un potere nelle mani di un’associazione che comprende anche tecnici non più in attività, vuoi per l’età avanzata, vuoi perché i loro interessi preminenti sono altrove. Ma sono anche loro a decidere su questioni importanti, che dovrebbero riguardare tutti i tecnici in attività.

Quale sarebbe, a mio parere, la soluzione migliore? È presto detto.

Solo i tecnici in attività (che dovrebbero risultare da una lista tecnica pubblicata e aggiornata regolarmente sul sito della Fis) dovrebbero aver diritto di voto per eleggere i vertici dell’Aims. Il presidente di questa Aims dovrebbe essere il rappresentante dei tecnici nel Consiglio della Fis, evitando inutili e a mio parere dannosi doppioni. E gli atleti? Per loro, e penso anche per i maestri, si dovrebbe prevedere il voto all’interno delle singole società: l’unico luogo, forse, dove è più naturale incontrarsi e confrontare le idee.

Giancarlo Toràn


 

3 commenti:

  1. Caro Giancarlo
    con la lettera che Michele MAFFEI ha inviato al Presidente SCARSO ed a vari destinatari (società, comitati regionali, atleti e tecnici) di fatto si è dato inizio alla campagna elettorale, ma non è dato sapere in che data si svolgerà il Congresso elettivo: indiscrezioni parlano di febbraio/marzo 2021. Al momento ci sono due gruppi che si contenderanno il soglio federale. Anche se non c’è nulla di ufficiale, molti nominativi già circolano, nomi anche importanti. Ma mentre da una parte la squadra è già completa dall’altra sembrerebbe che il cantiere sia ancora aperto per completarla. In realtà, a mio avviso, tutti e due i gruppi hanno la squadra al completo. Se così non fosse una delle due sarebbe molto indietro con il lavori ed il tutto a vantaggio dell’altro competitor.
    Da quanto mi è parso capire sembrerebbe che la contesa viaggerà su binari di assoluto rispetto l’uno dell’altro e questo non può che far piacere, non solo a me ma all’intero movimento. Scendendo nei particolari del duello elettorale non posso non rilevare che la compagine governativa abbia più di qualche vantaggio: ufficio stampa, segreteria, AIMS. Strumenti assolutamente mancanti ai suoi competitor e tutto ciò potrebbe far presumere che la vittoria le arriderebbe con una certa facilità. Personalmente devo ammettere che mi sento molto vicino a Michele MAFFEI, non fosse altro per la trentennale amicizia così come lo sono per alcuni componenti della sua compagine, anche se, devo ammettere, non ho assolutamente nulla verso Paolo AZZI che, anzi, ritengo una brava persona. Poi nei miei riguardi ha sempre tenuto un comportamento corretto e di questo lo ringrazio, ragione per la quale ritengo doveroso, qualora lo ritenesse utile, di poterlo ospitare sulla “PIAZZA”, anche per una “Par condicio” tra i contendenti.
    Tutto ciò detto vorrei esprimerti i miei complimenti per la chiarezza del tuo articolo poichè all’epoca ero consigliere federale e le vicende da te descritte le ho pienamente vissute. Quindi non sto qui a dirti cose che hai esposto in maniera assolutamente corretta. Mi preme sottolineare la parte finale del tuo scritto, dove auspicheresti che a votare siano i tecnici in attività e iscritti alla lista tecnica federale e che sia il Presidente AIMS a rappresentare la categoria in Consiglio Federale. D’altra parte, nel calcio avviene proprio così: il presidente dell’associazione allenatori Renzo ULIVIERI siede in consiglio federale in rappresentanza della categoria così come il presidente dell’assocalciatori. Questa dovrebbe essere una delle prime riforme che il nuovo consiglio federale dovrebbe attuare.

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  2. Un signore mi scrive:"Gentilissimo Rinaldi, i rappresentanti dei Tecnici e degli Atleti, sono previsti per
    legge alla quale gli Statuti si son dovuto adeguare.
    Se vuole può anche non pubblicare il mio intervento. Ho cercato di ristabilire la verità
    oltre che la correttezza dell'informazione, esclusivamente nel rispetto del suo impegno
    che apprezzo." Le leggi stabiliscono la presenza in consiglio di tecnici ed atleti nella misura di 10 e 30% degli affiliati. Ora non voglio entrare nello specifico, lascio ad altri e autorevoli competenti il compito di applicare/interpretare le normative, ma il Maestro Toran ed io sono d'accordo con lui, propone una riforma, che a mio avviso è possibile. Al cortese signore che ha scritto, considerato la moderazione e il contenuto del suo scritto, rimprovero la mancanza della sua firma.

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  3. Errata corrige: non 30% ma 20 per un totale del 30%.Chiedo scusa ai lettori.

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