Ricordate gli articoli sul metodo Cencelli e quelli sul Bilancio? In detti pezzi
venivano poste in evidenza alcune situazioni alquanto discutibili. Ebbene pare
che da allora nulla sia cambiato e gli ultimi appuntamenti internazionali
giovanili, lo testimonierebbero. Infatti, gli Europei di Maribor e i Mondiali
in Uzbekistan, dimostrerebbero che il mio pensiero è nella giusta direzione.
Le convocazioni per i suddetti impegni hanno visto alcune conferme, sulla
base dei ranking, vedi la squadra di spada femminile cadetti; in quella
femminile giovani il discorso sembra essere più o meno uguale, visto anche le
posizioni delle ragazze nel ranking.
Il metodo Cencelli si evidenzierebbe nel settore maschile, laddove i
responsabili della conduzione del settore palesano conflitti di interesse,
essendo gli stessi anche tecnici di alcuni atleti convocati.
Dopo una intera stagione agonistica, nel settore maschile avvengono
fenomeni paranormali che di normale hanno solo l’incoerenza. Nella spada
maschile Cadetti, infatti, il ranking non viene proprio considerato e si passa
dalla convocazione degli allievi dei collaboratori del responsabile d’arma fino
a quella di persona cara a quest’ultimo. E’ superfluo evidenziare che i ragazzi
non figurano tra i primi 3 del ranking.
Mi viene da pensare che si siano spostati i Campionati Italiani a dopo gli
Europei e i Mondiali, per avere maggiori margini di discrezionalità nelle
convocazioni, facendo così cadere la regola che vuole il Campione italiano di
categoria convocato. Rilevo che, mentre vengono stabilite quali siano le gare
obiettivo del circuito europeo, indicative per le convocazioni, si chiama il
Maestro di Staff per seguire gli atleti, i quali per prendere parte a tale giro
devono sborsare 80,00€ per gli arbitri, che sovente non vengono chiamati.
Sembrerebbe si sia stabilito che l’ultima gara, la quale cade nel periodo in
cui alcuni maestri programmano lo scarico per poi riprendere gli allenamenti in
funzione degli impegni istituzionali, fosse fondamentale. Caso vuole che chi
vince ‘solo’ l’ultima gara, sia poi punto fermo delle convocazioni agli Europei
e Mondiali. Fin qui nulla di che meravigliarsi poiché rivedendo la storia di
questi ultimi sei anni non si evidenzia alcuna anomalia. Per quanti sforzi
faccia non mi è dato di capire quali siano i criteri impiegati per le
convocazioni. A questo punto devo dedurne che non se ne segua nessuno, se non
uno personalistico, visto che non è convocato nemmeno il Campione italiano o il
primo del ranking nazionale. Allora, ho pensato: vengono presi in valutazione
tutti i risultati dell’anno. No neppure questo criterio viene seguito. Infatti,
c’è chi si è classificato secondo alla prima prova Cadetti di ottobre, quella
dove i risultati li fa chi si allena con la nazionale per tutto il mese di
agosto, come ‘gradito’ ospite, per poi riemergere nuovamente a Gennaio. Non mi
si dica: "ma alla fine ha avuto ragione il responsabile d’arma perché
hanno vinto la gara a squadre".
E’ arcinoto come la scherma sia uno sport in cui sicurezza e fiducia in se
stessi rappresentino elementi fondamentali per l’equilibrio psico-fisico di un
giovane atleta. Voglio dire che non a tutti vengono date le stesse possibilità,
per cui chi non orbita in un certo cerchio avrà sempre mille difficoltà ad
emergere e ciò che ho potuto capire è che con la certezza di convocazioni i
risultati alla fine arrivano quasi sempre. Mi preme comunque ricordare che la
storia degli ultimi 6/7 anni ci dice di successi effimeri e di inevitabili fallimenti,
imputabili certamente a scelte poco lungimiranti e qualche(!?) volta di parte.
Per quanto riguarda le medaglie conquistate agli europei è oggi facile
affermare che le scelte si sono rivelate giuste, ma mi domando: ”se fossero
stati convocati quelli che, sulla base del ranking nazionale, meritavano come
si sarebbero comportati? Avrebbero vinto? Voglio dire che con “il senno di poi”
siamo tutti bravi.
Veniamo alla categoria Giovani. Qui il metodo Cencelli sembra aver
raggiunto l’apice. Infatti, in questo caso il n°1 del ranking nazionale è stato
convocato e poco importa se si allena ed è allievo di un certo maestro poiché
la convocazione se l’è meritata e poco importa, ancora, se a livello
internazionale i risultati latitano (in questo caso vale il Ranking nazionale),
lo stesso rinuncia alla convocazione per gli Europei i cui motivi sono
sconosciuti. A Maribor, quindi, va un altro atleta che però sia in Coppa, ad
Udine, che ai Mondiali, in Uzbekistan, ritorna ad essere la riserva. Si
potrebbe dire che agli Europei la gara individuale la fanno in 4 ai mondiali in
3. E se così fosse andrebbero i 3 della prima scelta. Invece no. Rispunta il
n°1 del ranking nazionale che viene inserito tra i 3. Quindi dei 4 degli
europei, per la prova individuale, rimangono a casa in 2. Ora sicuramente con
l’aiuto della “buona stella” ci potrebbe scappare il risultato. Ci vorrà
proprio la “buona stella” perché il ragazzo al 2° anno nella categoria Giovani,
non raggiunge una finale internazionale da tempo immemore, pur partecipando alle
gare internazionali per tutta la stagione da convocato.
Alla lunga continuando a fare le gare a spese federali qualche risultato
dovrà pur arrivare. Proviamo a vedere se andando a spese proprie succede la
stessa cosa. Mi è incomprensibile capire il perché di tante convocazioni pur in
presenza di esiti che al momento vedono l’atleta finire le gare tra il primo ed
il secondo turno e poi viene convocato per i Mondiali.
Ora non mi si dirà che la F.I.S. corrisponde un lauto compenso a chi ha la
responsabilità di fare delle scelte, ebbene se fosse così non avrei nulla da
ridire, ma la realtà è che chi fa le convocazioni troppo spesso guarda il
proprio orticello, cercando di curarlo meglio di altri.
Concludo con una domanda sul Bilancio: se i settori tecnici hanno tutti lo
stesso budget, come mai un CT riesce a moltiplicare i pani ed i pesci? Siamo
forse di fronte ad un altro Messia? O si tratta di un bravo prestigiatore?
Sembrerebbe (nessuno lo ha smentito sul Blog) che si siano spesi 30mila
euro per una trasferta in Cina, che si facciano allenamenti con attività extra
schermistiche ed infine che si riesca a convocare un maggior numero di atleti
alle gare internazionali, cosa assai complicata per gli altri CT. Sono indotta
a forse pensare che la Dirigenza trovi risorse aggiuntive per coprire eventuali
buchi.
Per tornare al metodo Cencelli ed alle risorse finanziarie a disposizione,
rilevo che la sua massima espressione l’avverto nella gara a Squadre
sperimentale Cadetti, che si svolgerà al mondiale in Uzbekistan. Infatti, se
Fioretto e Sciabola prevedono di dare i nomi degli atleti dopo la prova
individuale, il CT della spada porta le riserve in Italia fino in Uzbekistan
per far fare loro, la sola prova sperimentale.
A mio avviso, ritengo che la F.I.S. sostenga tali decisioni in quanto favoriscono
la politica degli equilibri (Cencelli). Se così fosse sarebbero chiare tante
scelte che vedono accontentati tutti. All’europeo U20 si chiama la riserva, poi
si cambia, poi al mondiale U17 si chiama un atleta per ‘tranquillizzare’ quella
Società che vanta 3 atleti tra i primi 3 del ranking, ma nessuno convocato e
via di questo passo.
Perché non essere chiari? Invece di invadere il complicato sito federale di
comunicati autocelebrativi, si potrebbero pubblicare i budget dei singoli
CT, le relazioni che gli stessi presentano o dovrebbero presentare al Consiglio
per le scelte tecniche fatte ed i criteri di valutazione ad inizio anno
agonistico? E’ chiedere troppo?
Bianca IANNUZZI