giovedì 25 febbraio 2021

ERA UN'ASSEMBLEA BUIA E TEMPESTOSA: elezioni Lombarde 2021.

 
Dr. Fabrizio arch. ORSINI
“Era una notte buia e tempestosa…” comincia sempre così il romanzo di Snoopy, mentre scrive sul tetto della sua cuccia e così mi accingo io nel raccontarvi qualcosa sull’elezione del Consiglio federale della regione Lombardia, anche se non ho una remington, né una cuccia, e non vi sono state “notti buie e tempestose…” o forse, quasi.
Per la verità una tempesta c’è stata, e mi riferisco alla vicenda del Dr. Gabriele Aru, il quale, da circa cinquant’anni nella scherma, pare si sia trovato giuridicamente “ineleggibile” a cariche nelle quali era ormai un’inamovibile istituzione, non solo lombarda.
Invece per la prima volta c’è stata una grande partecipazione di società e grandi elettori, mentre nelle ultime edizioni, credetemi, sembrava di essere al ritrovo di “quattro amici al bar”.
40 società presenti, su 44 aventi diritto al voto, e 20 grandi elettori fra tecnici e atleti, 60 in totale, se la memoria non mi fa difetto.
Si sono aperte le attività assembleari alle 15.30, come previsto per la seconda convocazione. Nominata l’Avv. Moscardino (chiedo scusa se non ho scritto correttamente il suo nome, che riporto sempre a memoria) presidente dell’assemblea e Gianandrea Nicolai vicepresidente. Nominati i vari segretari e scrutinatori, tutti estratti dal grande patrimonio arbitrale lombardo, si è passati alla relazione morale del Presidente, Maurizio Novellini.
“Dunque farò una relazione un po’ strana dal solito, non ho scritto nulla, pertanto andrò a braccio e vi racconterò che…” questo l’esordio, al quale siamo d’altronde abituati. È seguita quindi una sfilza di “ho fatto” e “abbiamo fatto”, fra cui il dato a mio giudizio davvero poco credibile che in Lombardia gli iscritti negli ultimi 4 anni sono saliti del 96%. Un dato che se ovviamente fosse vero, mi farebbe trovare in palestra il doppio degli atleti che avevo nel 2016 e che invece purtroppo non ho. Certo le società sono cresciute, ma qualcuna si è anche persa per strada, vittima ognuna di ragioni indipendenti dal Comitato regionale, così come il proliferare delle sale scherma, che sussistono in virtù della libera iniziativa dei singoli attori che agiscono sul territorio. Se pensiamo che l’attività di un Comitato regionale è fare promozione, praticamente quel 96% (semmai sia vero) è praticamente un miracolo. Infatti se ora abbiamo all’incirca 4000 atleti in Lombardia, nel 2016, dovevamo averne poco più di 2000. (Mi immagino Snoopy che nel suo romanzo descrive la scena: “centinaia di aspiranti atleti che corrono nelle palestre a iscriversi, dove maestri e dirigenti con un sorriso panoramico in faccia li accolgono a braccia aperte”). Una puntualizzazione del presidente è stata chiara e incontrovertibile: “noi dialoghiamo con le istituzioni, un dialogo che non abbiamo mai interrotto e soprattutto lavoriamo nell’ombra”, che vuol dire che fanno cose, ma non le dicono a nessuno, corroborata da un finale iconico: “perché io non sono uno che si vanta”, frase detta dopo una tassonomica sfilza di “io ho fatto” e “noi abbiamo fatto” mi pare più una battuta che una dichiarazione seria.
E poi? Come di rito la parola è passata all’assemblea e io ho volentieri parlato. Non ho fatto altro che ripetere i grandi punti del nostro programma, che trovate sul sito www.lombardiascherma.it , rimarcando che non credevo ai dati forniti dal palazzo e che li avrei verificati se il Presidente avrà l’occasione di dirmi la sua fonte e soprattutto se vorrà depositare la relazione morale agli atti prima o poi. Ho espresso l’ineleggibilità del Dr. Aru, facendo depositare una mia dichiarazione, quindi ho concluso l’intervento seguito da un flebile applauso della platea che è stato il biglietto da visita del voto finale.
Interessante sapere che la presidentessa dell’Assemblea ci ha tenuto a dire che, pur mettendo agli atti la mia dichiarazione, non era quella la sede appropriata per dirimere la questione. A questo è seguito l’intervento di Paolo Ferrante, che con i suoi modi vigorosi e accalorati ha espresso pareri chiari sulla scarsa presenza degli arbitri lombardi nelle gare, pur rinnovando la problematica relativa al Dr. Aru, cosa che ha fatto letteralmente indisporre la presidentessa che batteva la mano sul tavolo per evitare che si parlasse della questione.
A quel punto Novellini ha replicato agli argomenti posti in luce dai precedenti oratori cui è poi seguito un ulteriore intervento di Ferrante, il quale, volendo ritornare sull’argomento “ineleggibilità di Aru”, è stato letteralmente fermato da Nicolai, il quale gli ha sottratto il microfono con la forza, mitigando il gesto dal suo mellifluo modo di fare.
Si è poi passati alle votazioni che hanno visto riconfermare Novellini e la sua squadra. Il voto è così consegnato alla storia assieme al fatto che per la prima volta in Lombardia dopo molti anni, si è visto un programma scritto e con obiettivi dichiarati oltre che un’assemblea elettorale fatta con le giuste liturgie, e come il regolamento prevede.
I conservatori potrebbero dire che poiché le società hanno dato ragione alla squadra uscente, a queste votazioni si sarebbero potute risparmiare le polemiche. Non sono d’accordo e al contrario dico che dopo tanti anni, le cose si sono fatte nel migliore dei modi.
Fabrizio ORSINI

1 commento:

  1. Un giorno scriverò un libro dal titolo "IL FIUTO DEL SEGUGIO"

    https://www.calciomercato.com/news/conte-furioso-per-la-truffa-di-bochicchio-al-telefono-con-malago-60236

    A. Fileccia

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