25 febbraio 2024

LE INCOMPATIBILITA DEI RUOLI: la FIE chiude gli occhi!

Fikrat Valiyev
Cosa succede in città?

È il titolo di una canzone di Vasco Rossi che mi ha ispirato questa volta, e che potremmo parafrasare con un Cosa succede in città della scherma.

È notizia di due settimane fa che Ysaora Thibus, la fiorettista francese, è stata trovata positiva al doping. Una faccenda che ricorda spettri italiani del passato, e che è meglio non rivangare. I giornali tacciono, specie quelli francesi, in attesa come noi di una voce sugli esiti di questi risultati specie perché l’olimpiade parigina è vicina e per lei una sentenza negativa potrebbe lasciarla sugli spalti come spettatrice.

Altro fronte è vedere certi scenari internazionali poco chiari, che hanno fatto riflettere non poco. Il primo riguarda Fikrat Valiyev, che è maestro della Nzlymov Fencing in Azerbaijan che il 10 febbraio a Lima, per la coppa del mondo di sciabola, è stato visto a bordo pedana dei suoi atleti, mentre il giorno successivo aveva la giacca da arbitro, ma sempre nella medesima gara, in barba al regolamento che recita “Gli arbitri non possono cumulare lo loro funzione con nessun altro ruolo all’interno dello stesso torneo quale membro della Direzione di torneo, capitano di una squadra, osservatore ufficiale della propria federazione nazionale, accompagnatore, ecc…” e per accompagnatore ed ecc… possiamo annoverare quindi il ruolo di Valiyev. Forse sono mancati i dovuti controlli.

E che dire di certi comportamenti poco schermistici, che solitamente vengono sanzionati in modo grave? È facile trovare sul web l’assalto fra il georgiano Badzaze e il francese Patrice, che li ha visti ben poco schermistici a valle di un arbitraggio in cui il georgiano ha preso per la giacca il francese rimostrando le sue ragioni in maniera poco signorile, e poi, dopo averlo avvinghiato sul collo e portato il volto vicino al suo, gli ha anche sferrato un debole calcio alla gamba. Nessun cartellino è stato estratto per nessuno degli schermitori, nonostante siano stati divisi dai membri delle rispettive nazionali.

Nell'immagine a dx è dimostrato come in una gara di coppa del mondo di sciabola femminile in quel di Lima, valevole per la qualificazione Olimpica, i soliti atleti dell'est europeo fanno quello che vogliono e nessuno interviene. Domanda: ma i regolamenti si rispettano? E la FIE cosa aspetta ad intervenire?

Eppure vi ricordate il cartellino nero estratto contro uno spadista statunitense in una gara in cui lui per rabbia diede un calcio a un cartellone? Quel gesto fece sì che la nazionale americana venne esclusa dai mondiali di Milano. Due pesi e due misure verrebbe da dire, o forse una mancanza di lucidità. O addirittura parafrasando Orwell, gli schermitori sono tutti uguali, ma alcuni sono più uguali di altri. Sono molto dispiaciuto per questo.

Per fortuna c’è la Federazione italiana, che ha fatto partire il Campionato cadetti e juniores a Napoli, al cui primo esordio sono arrivati due ori uno da Michele QUEIROLI nella spada e da Vittoria Mocci nella sciabola, contornati da un argento della fiorettista Maria Vittoria BERRETTA, e il Bronzo di Francesca LENTINI nella sciabola. La gara si concluderà il 29 gennaio e siamo già con il pallottoliere per il conteggio finale dei successi dei nostri atleti.

Ezio RINALDI

 

24 febbraio 2024

RICORSI E SENTENZE: disponibilità.

Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "RICORSI E SENTENZE":

Carissimo Ezio, l'unico accordo possibile potrebbe essere quello che i due Enti trovassero
l'intensa nel rilasciare gli attestati, insieme con parità di diritti, ma soprattutto che il diploma riportasse la dicitura di entrambi gli Enti, firmato dai due Presidenti
La proposta dovrebbe partire da persona terza per essere credibile.
Perché non ti esponi in prima persona come hai sempre fatto?
Tentare non nuoce.
Se ti esponi, ti chiamerò per darti una mano.

L'anonimo "amico" mi sollecita ad espormi affinchè proponga alla FIS un'intesa acchè gli attestati/diplomi vengano rilasciati dai due Enti con parità di diritti e che il diploma riporti la firma dei due Presidenti (ANS e FIS). Mi sembra una proposta sensata che andrebbe sviluppata. Non so se Io possa essere la persona giusta per una mediazione, però do sin da ora la disponibilità per una trattativa seria, scevra da condizionamenti vari.
Ezio RINALDI


23 febbraio 2024

UN RICORDO Di Irene CAMBER

Irene CAMBER
La prima notizia su Irene Camber che appare sul Bollettino nazionale federale è del 1941, numero 32. Al campionato femminile di III categoria Alberta Lorenzoni arrivò prima, Irene seconda, terza Marcella Mac Dowal, seguite da Nives Franco e Tina Galimberti. A maggio dello stesso anno è grazie al campionato a squadre femminile che si fece vedere anche perché la gara era organizzata a Trieste, la sua città. Militava infatti nella R.S. Ginnastica triestina, e passò il turno battendo il Circolo spada Venezia, con un 14-2. La squadra era composta oltre che da lei anche da Velasco, Lorenzoni, e Silvia Strukel, che praticamente è già o quasi la nazionale italiana femminile, o ci mancava poco. In seminifinale la Triestina batté il GUF Padova, accedendo al tabellone finale che la vide diventare campionessa italiana a squadre battendo in sequenza il Dopolavoro ferroviario Genova, dove militava Velleda Cesari, il GUF Milano, e il C.S. Torino. Fu il primo successo, nel quale mostrò evidenti capacità schermistiche e aveva solo quindici anni.

Da questa importante affermazione a quella decisiva che la consacrerà campionessa olimpica nel 1952, ci sono undici anni, ma effettivi soltanto otto, di continue gare e prestazioni che la vedranno impegnata in un continuo ininterrotto crescendo, in cui sarà campionessa mondiale nello stesso anno olimpico, prima donna in assoluto a raggiungere questo traguardo.

Era nata a Trieste nel 1924 e aveva due doti perfette di una persona impareggiabile, la bravura e l’umiltà. E se noi schermitori sempre pronti a verificare i risultati possiamo constatare che la prima dote fu innegabile, per la seconda c’è una testimonianza che lei stessa riportò in una intervista dopo che vinse a Helsinki. Prima di partire per la Finlandia si avvicinò alla porta per salutare la madre che le chiese se avrebbe potuto vincere. Tra donne evidentemente non si poteva mentire e lei rispose, potrei. “Allora se puoi devi anche riuscirci.” E con quel bagaglio interiore a metà strada fra l’esortazione e l’impegno morale, assalto dopo assalto si trovò nel girone della finale assieme a Ilona Elek, una ungherese abituata alla vittoria e di grande esperienza. La cronaca di quell’assalto la fece sempre Irene, che è in sé un manuale di introspezione durante un assalto, e perdonatemi se vado a memoria: “Dopo la prima stoccata pensai che avrei potuto mettere anche le altre e constatai che era possibile. E misi la seconda e la terza e poi la quarta.”, il tutto avvenuto dopo uno spareggio a tre assieme alla danese Lachmann.

I capelli ricci e corti e un sorriso accattivante fu il suo marchi distintivo. Quando la incontrai alla commemorazione del M° Marcello Lodetti anni fa, arrivò da sola a Milano, facendo il tragitto con treno e metropolitana da Monza, alla tenera età di ottantotto anni e mentre le chiedevo alcune notizie della sua formazione, mi raccontava che la foto del maestro che la formò, la teneva sul comò di casa, ma non ricordava il nome per un improvviso vuoto di memoria, ma la medaglia d’oro era nel cassetto, quindi non in bella vista.

Nelle ricerche l’ho poi ritrovata in moltissimi eventi della scherma italiana, come se fosse stata la madrina della scherma femminile il cui battesimo si ebbe con Marisa Cerani e Germana Schwaiger, ma chi la svezzò nei vent’anni successivi fu lei, che ne diresse il gruppo delle fiorettiste e ne curò per la federazione i molteplici aspetti di una scherma femminile che cambiava in continuazione e aveva di fronte a sé il blocco sovietico che cercava una egemonia e che raggiunse, ma non durò molto.

La rividi dopo quell’incontro in un filmato dell’Istituto Luce, durante un incontro dimostrativo, durante il quale erano stati invitati i migliori campioni italiani e stranieri, e poi sarebbe seguito un gala elegante, come un tempo si faceva. Tirava con impeto, consapevole di sé e di quello che faceva, e nell’ultima stoccata di quell’assalto, sembrò girata da un regista, ma interpretato da una grande attrice. Dopo un’azione veloce e ben eseguita, si toglieva la maschera e sorrideva soddisfatta, noncurante della ricostruzione dell’arbitro che non poteva non darle il punto della vittoria. La sequenza successiva mostrava Edoardo Mangiarotti in smoking e lei che sorseggiava un drink con uno splendido abito di pizzo nero, rossetto, matita e ombretto, perché era anche clamorosamente femminile. E siccome alle donne di talento non serve altro che mostrare quello che hanno dentro, più di quello che hanno fuori, si laureò in chimica e lavorò con il marito per una vita, mettendo su famiglia con la stessa umiltà con la quale vinse un’olimpiade, che, strano a dirsi, oggi inebrierebbe chiunque, ma evidentemente non lei. Il 12 febbraio aveva compiuto la splendida età di novantotto anni.

Fabrizio Orsini


22 febbraio 2024

RICORSI E SENTENZE

Un anonimo mi ha fatto pervenire il commento che segue. In via del tutto eccezionale e ritenendolo utile, lo riporto integralmente affinchè i lettori ne abbiano piena conoscenza.  "Carissimo Ezio,
Quella che segue e' una notizia a te riservata e, dopo le opportune verifiche, potrai eventualmente pubblicare.
In data 12 febbraio u.s., il TAR del Lazio , sezione Prima TER, ha rigettato il ricorso della
Accademia Nazionale di Scherma di Napoli, tendente ad ottenere l'annullamento degli
esami magistrale, tenuti dalla FIS, negli ultimi tempi.
Un caro saluto e buon lavoro."
A tutto il mondo della scherma è nota, anzi notissima, la disputa sulla indizione dei bandi di esame da parte FIS ed il conseguente rilascio di “certificazione/attestati” per l’insegnamento della scherma in ambito federale. Al momento i fatti dicono che la competenza per il rilascio del diploma di Maestro di Scherma, sportiva e storica, compete all’Accademia Nazionale di Scherma di Napoli, così come determinato dal Consiglio di Stato. Nella sentenza del 19.04.21 numero 4592/2021 del TAR del Lazio, venne sancita la complementarità tra la FIS e l’ANS e non l’alternatività tra i campi di competenza dei due enti Se non ho letto male l’ultima pronuncia del TAR, in capo all’ANS resta la facoltà al rilascio del diploma per l’insegnamento della scherma quale disciplina onnicomprensiva, mentre la Federazione Italiana Scherma rilascia le “licenze Snaq”.  E tuttavia, secondo le sentenze del TAR Lazio n.2191/2019, pubblicata il 18.02.2019 e del Consiglio di Stato n. 1852, pubblicata il 16.03.2020 i diplomi rilasciati dalla FIS sarebbero invalidi.Peraltro, la sentenza attuale riprende anche il concetto che il nome di “tecnico” che, tuttavia, non risolve il problema federale poiché i compiti e le funzioni restano identiche a quelle del Maestro, sovrapponendosi, ad esse.
Inoltre, da una parte, si afferma che l’ANS deve coordinarsi con la FIS e le decisioni di quest’ultima “possono e devono investire l’attività dell’Accademia” nel rispetto di quel principio di autonomia che ha da sempre portato quest’ultima a rivestire la qualità di “Membro d’ Onore” e non di affiliato della Federazione, dall’altra, si riconosce alla Federazione di aver rispettato le regole, lo statuto e le direttive CONI.
In buona sostanza, così come enunciato nella sentenza, il TAR dà un colpo al cerchio ed uno alla botte, spinge i due Enti a coordinarsi e collaborare, perché, da una parte, sancisce il campo in cui possono operare i tecnici federali, considerati dilettanti, ignorando la riforma del lavoro sportivo, e dall’altra indica l’ANS come unico Ente deputato al rilascio di Diplomi magistrali, definendo i Maestri di Scherma dei professionisti, che possono operare anche in altri campi, come la scuola.
Dal Comunicato pubblicato sul proprio sito, l’Accademia si riserva l’opzione di impugnare la sentenza del TAR innanzi al Consiglio di Stato: Continua dunque la sequela dei ricorsi e contro ricorsi che certamente non fa bene al movimento. NON SAREBBE MEGLIO SE GLI ATTORI IN CAMPO SI SEDESSERO CON SERIETA’ INTORNO AD UN TAVOLO ED ADDIVENISSERO AD UN ACCORDO TRA LE PARTI NELL’INTERESSE PROPRIO E DI TUTTO IL MOVIMENTO?
In realtà un accordo era stato raggiunto e documentato, ma poi la FIS ci ha ripensato e siamo di nuovo punto e accapo.
Ezio RINALDI
 
 

28 gennaio 2024

RUMORS, ELEZIONI ED OLIMPIADI

Siamo ufficialmente nell’anno olimpico. Alla fine di luglio comincerà l’olimpiade parigina che ci farà, come sempre, sognare e sperare nelle medaglie e nei nostri campioni. Ma l’anno olimpico non regala solo nuovi podi e nuove emozioni, ma anche un nuovo scenario federale, sia a Roma che nelle venti regioni italiane.

Pare ci sia movimento un po’ ovunque, con volti nuovi e qualcuno conosciuto, compreso anche il pensionamento politico di qualche personaggio che per legge non potrà più candidarsi per eccesso di mandati. Se lo vorrà fare dovrà spostarsi di poltrona oppure farsi da parte. Qualcuno sale e qualcun altro scende, perché il mondo, dopotutto, è fatto a scale, ma anche, in senso metaforico, di affamati, di potere, di quel voler fare che nella scherma è motivo di aspirazioni più che legittime.

Qualcuno dice che tante cose non vanno, qualcun altro che è sufficiente fare piccoli aggiustaggi, altri ancora che affermano con grande sicurezza che tutto va bene, e che se qualcosa va cambiato, lo deciderà democraticamente il Consiglio federale.

Grandi poltrone ovviamente sono ambitissime. Per prima quella di presidente, la più prestigiosa e la più faticosa da gestire, ma anche quella del presidente del GSA non è male. Meno interessanti le poltrone dei Comitati regionali, ma ottime per fare gavetta, per dialogare con il Consiglio centrale, per stare vicino alla gente, le gare, le società, per visitarle, per toccare con mano le questioni dei singoli, per saggiarne le qualità. Un modo come un altro per mettersi anche in mostra e provare a scoprire la bellezza dell’ascesa ai cieli federali. Se ci sono regioni poco visibili, per numero di atleti e di società, è bene sapere che qualche altra potrebbe essere una federazione a sé, come la Lombardia per esempio o il Lazio, che hanno numeri da capogiro, non solo sul territorio, ma anche nelle gare. Essere consiglieri, o presidenti in queste regioni, aiuta non poco per l’ascesa all’olimpo federale. Se poi hai anche delle doti tecniche, delle capacità professionali, unito a del tempo libero, come minimo si può fare carriera. Le commissioni sono dopotutto moltissime e vanno in un certo modo riempite o per lo meno guidate e poi, non va dimenticato, che c’è una Federazione internazionale che necessita di egual numero di persone con egual capacità nelle ossa. Il tutto a discapito dell’età. Eh già, perché se per fare l’arbitro internazionale l’età massima è fissata a 60 anni, per tutto il resto si è liberi di operare anche passati i cento, sempre che la natura ti assista.

Ecco, poi ci sono quelli che votano. Il sistema di voto, che vi rammenteremo a tempo debito come se quattro anni fa fossero un’era geologica, è studiato per assicurare una elezione democratica, ma vi posso garantire che il potere delle promesse elettorali supera il potere del giudizio del singolo, sulla base delle capacità. Il potere ha infatti sempre un suo carisma che è impossibile da scalfire, se il sistema che quel potere ha installato funziona, anche se ai più non piace.

Fatta questa premessa ci sono rumors per quali qualche personaggio molto in vista stia preparando una squadra per rinnovare il Consiglio federale, da quel che mi risulta sono solo voci, forse messe in giro ad arte, che, secondo me, sono finalizzate a creare una certa fibrillazione. In realtà, nessuno si sbottona e la verità, come sempre, sta nel mezzo. Nel senso che sicuramente qualcuno non è completamente soddisfatto dell’attuale Consiglio, che magari qualche consigliere in carica non sia risultato adeguatamente simpatico o, se volete, all’altezza del compito. Ma da qui a parlare di preparazione di una intera squadra ce ne corre. Peraltro a me non risulta che personaggi cosiddetti importanti abbiano manifestato contrarietà verso l’attuale establishment, probabilmente qualcuno di essi non ha fornito le risposte che tali personaggi attendevano, ma questo è un altro discorso.

Certamente ci saranno delle uscite, io dico almeno due/tre, e a quanto è dato capire le aspirazioni possono essere quattro o cinque, quindi una certa battaglia ci sarà sicuramente, molto dipenderà dal Presidente uscente, che per me sarà sicuramente confermato, il quale avrà una notevole incidenza sull’argomento. Dò per certo la sua riconferma poiché, al di la di inciampi nelle prime settimane di gestione, vds la questione dell’Accademia con la quale furono firmati degli accordi e poi disattesi, non mi pare che le cose siano andate male. Qualche rumore per l’attività agonistica (calendario gare) ma nulla di particolarmente rilevante, le medaglie sono arrivate, il settore tecnico, pur in presenza di un inevitabile miglioramento, viaggia molto bene, non ho sentito lamentele sulla parte amministrativa. Pertanto non vedo la necessità di un cambio al vertice o di un consistente rinnovo.

Se ci sono delle ambizioni sarebbe opportuno manifestarle apertamente ed organizzarsi per esporle al Gran Premio Giovanissimi, nel qual caso si dovrebbe arrivare a quell’appuntamento con una squadra già al completo ed un programma semplice ma efficace e soprattutto deve essere capito dalla gente, viceversa ai cosiddetti aspirati dò un consiglio, non richiesto: LASCIATE PERDERE! In buona sostanza, per quel che mi suggerisce l’esperienza, ci saranno sicuramente dei nuovi innesti ma tutto dipenderà dal numero e dalle scelte che farà il presidente uscente (come dicevo prima, lo vedo riconfermato).

Su molti quotidiani, nazionali e non, è riportata la notizia circa la partecipazione della Russia e Bielorussia alle prossime olimpiadi, ebbene molto probabilmente potrebbe aversi la presenza di una ristretta delegazione delle due nazioni. Il presidente della Federazione Internazionale di Atletica Leggera, Sebastian Coe ha detto no alle due nazioni. Ovviamente egli può decidere per la sua Federazione. Sicuramente quelli che seguiranno gli indirizzi del CIO saranno presenti, ma Russia e Bielorussia daranno il loro benestare? Non credo, cosicché nella scherma l’Italia, ma non solo, sarà avvantaggiata e questo si è visto anche ai mondiali di Milano. Sull’argomento mi sono espresso in altri articoli, quindi non ritengo di farlo anche adesso.

In bocca al lupo soprattutto ai nostri ragazzi ed all’intera delegazione Italiana partecipante alle Olimpiadi, ma anche ai competitor nelle elezioni regionali e nazionali.

Ezio RINALDI

 

20 gennaio 2024

IL CIO CONTRARIO ALLA COSTRUZIONE DI UNA NUOVA PISTA DI BOB

Secondo quanto riportato dal “fattoquotidiano.it” del 19.01.24 in un articolo a firma di Giuseppe Pietrobelli, sembra che il Cio abbia stroncato il progetto di costruzione di una nuova pista da bob per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Il tutto contenuto in una lettera di Kristin Kloster, Presidente della Commissione di Coordinamento del Cio per Milano-Cortina 2026, la quale risponde ad una missiva di Marina Menardi per conto del Comitato Civico di Cortina, con cui veniva sottolineata la criticità del progetto.
In tutta la vicenda sono coinvolti il Ministro Salvini ed il Governatore Zaia, i quali valutando la impossibilità di realizzare un impianto completo nei tempi previsti hanno presentato un nuovo progetto notevolmente ridimensionato. Ciononostante, i pareri espressi hanno evidenziato notevoli criticità per la sua realizzazione.
Insomma, a me sembra che ci sia un confronto tra sordi ed ancora una volta ne va di mezzo la credibilità del paese. Quello che non mi è chiaro è la posizione del Presidente del Coni Giovanni Malagò. Infatti egli, a suo tempo annunciò l’impossibilità per il Governo di realizzare la nuova pista, soprattutto per lo scarso tempo a disposizione, quindi anch’egli era contrario alla costruzione di una nuova pista: lo è ancora?
Da tutta la vicenda emerge una gran confusione e la mano destra non sa cosa fa la sinistra, insomma un gran pasticcio. Credo che si sia finiti in un cul de sac, dal quale se ne uscirà malissimo.
VI riporto, integralmente il significativo articolo del “fattoquotidiano.it” del 19.01.24 ed a firma di Giuseppe Pietrobelli, la lettura del quale è molto interessante.
Ezio RINALDI
“Il Comitato Olimpico Internazionale, manifesta per l’ennesima volta una posizione contraria alla costruzione di una nuova pista da bob a Cortina per le olimpiadi invernali 2026. Proprio il giorno in cui il gruppo Pizzarotti ha presentato un’offerta per la realizzazione del nuovo progetto fatto preparare dal Ministro Matteo Salvini è arrivata a Cortina una lettera firmata da Kristin Kloster, presidente della commissione di coordinamento del CIO per Milano-Cortina 2026. E’ la risposta a una lettera di fine anno inviata da Marina Menardi per conto del Comitato Civico di Cortina, che sottolinea le criticità del progetto. Si profila così un braccio di ferro a distanza tra il CIO e la coppia composta dal Ministro Salvini e dal Governatore Luca Zaia, fortemente determinati a rifare la “Eugenio Monti” ormai smantellata. I contenuti sono già stati espressi in passato, ma il fatto che vengano ribaditi mentre è in corso la terza gara d’appalto, dopo che le prime due sono andate deserte nel corso dell’estate 2023, conferma l’attenzione che viene dedicata alla controversa e discutibile opera da 124 milioni di euro, di cui 82 milioni di base d’appalto per i soli lavori. “In linea con le raccomandazioni dell’Agenda olimpica 2020 – scrive Kloster – il CIO è stato inequivocabile riguardo al non costruire infrastrutture permanenti senza un piano di legacy chiaro ed attuabile. Questa posizione è stata inizialmente identificata dalla commissione di Valutazione come preoccupante, nel Report del 2019, ed è stata reiterata in continuazione nelle successive discussioni sulla sede di queste competizioni”. Poi rimarca l’inutilità di nuove “cattedrali nel deserto”. Anche se non cita l’impianto di Cesana Pariol per Torino 2006, chiuso dopo pochi anni, il riferimento riguarda anche l’unico impianto italiano esistente, ma dismesso”. Il CIO crede fermamente che l’esistente numero di piste per gli sport di scivolamento al mondo sia sufficiente per gli sport di bob, slittino e skeleton. Inoltre, come affermato durante le sessioni del CIO a Mumbai, solo piste già esistenti e funzionanti devono essere considerate, dati i tempi rimanenti molto stretti”. Un paio di mesi fa la posizione era stata espressa in modo chiaro, alla presenza del Presidente del Coni Giovanni Malagò, che in quella occasione aveva annunciato l’impossibilità del Governo Italiano di realizzare la nuova pista di Cortina per mancanza di costruttori e per lo scarso tempo a disposizione. Poi a dicembre era intervenuto Salvini con una proposta ridotta che però potrebbe creare qualche problema sulla sicurezza. Non a caso il Comitato Civico ha scritto: “Ci sono evidenti ragioni di sicurezza degli atleti e degli spettatori. Il nuovo progetto prevede, infatti, un drastico ridimensionamento dell’opera, lasciando la struttura nell’essenziale ed eliminando tutti quei lavori accessori che avrebbero mitigato l’impatto ambientale o che avrebbero garantito una minima legacy. Un impianto sportivo impoverito che dovrà addirittura essere completato dopo i Giochi Olimpici”. Aveva aggiunto che i costi di gestione “non sono coperti da alcun impegno formale da parte degli Enti pubblici o dei soggetti privati che ne sollecitano la costruzione, al punto che il Sindaco di Cortina, Gianluca Lorenzi, ha dichiarato che il Comune rischia il default e che non dorme la notte per gli impegni firmati”. Su questo punto il CIO assicura: “Garantire la sicurezza degli atleti e spettatori rispettando la timeline descritta nel dossier Milano-Cortina 2026 è fondamentale. Riconosciamo l’importanza dell’omologazione e dei test events per garantire la sicurezza e un’efficace implementazione di tutte le misure necessarie per un’infrastruttura sportiva complessa, e per la sicurezza degli atleti”.”

18 gennaio 2024

RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI NELL'IMPRESA O SAREMO COSTRETTI AD UNA FIGURACCIA?

Da “Repubblica.it” del 16 gennaio 2024,a firma di Fulvio Bianchi, riporto integralmente l’articolo inerente la pista di bob per le Olimpiadi invernali del 2026 – Milano/Cortina:

“Ci siamo. Giovedì 18 gennaio alle ore 12,00 si aprono le buste per il bando “accelerato” per la costruzione della pista olimpica di Cortina. Un giorno importante ‘per i Giochi 2026, che hanno vissuto, anche a Milano, non pochi problemi in questi anni. Dopo il flop dello scorso anno, la società del Governo Simico si è rimessa al lavoro: filtra ottimismo. Forse c’è davvero una ditta disponibile a farsi carico dei lavori di Cortina. Lo scorso anno si erano fatte avanti due importanti società di costruzioni, la Webuild (ex Salini) e la Pizzarotti, oltre ad una svizzera (Implenia). Ma poi tutte e tre, avevano fatto un passo indietro: pochi soldi e tempi stretti. Ora è cambiato tutto. Se, come sembra, ci sarà l’auspicata fumata bianca toccherà poi ad una commissione stabilire se chi ha accettato il bando ha tutti i requisiti per poter costruire. Ma sarebbe cosa di pochi giorni, i cantieri vanno aperti subito, già a febbraio. Certo, se anche questo bando andasse deserto, come quello del 31 luglio e poi come le trattative private, sarebbe davvero clamoroso. Una figuraccia senza precedenti. Ma, come detto, c’è moderato ottimismo.

Normale che un Governo di centro destra non ami molto l’ipotesi che si debba andare a gareggiare (a St. Moritz, come vorrebbe il Cio), ma c’è stata spaccatura in questi mesi fra partiti di maggioranza. La Lega di Salvini e Zaia a favore di Cortina, Forza Italia (con il PD) per Cesana. Oggi l’onorevole Mauro Berruto, responsabile sport del PD, attacca Abodi, “incredibili silenzi”, ma il ministro dello sport, come tanti, aspetta l’apertura delle buste di dopodomani poi convocherà anche una cabina di regia a palazzo Chigi. Ora l’ipotesi piemontese sembra scomparsa dai radar: non ne parla più nemmeno il Governatore Cirio, Cesana con l’ammoniaca era improponibile (e poi ci sarebbe voluto il via libera del Cio per quanto riguarda velocità ed accelerazione, fattori non da poco per la sicurezza degli atleti.

Resta in… pista, appunto solo Cortina. Con un colpo di scena che ha spiazzato tutti, anche il ministro Abodi, ai primi di dicembre Salvini ha proposto di riportare a galla il progetto di Cortina, la storica pista di Eugenio Monti che ospitò il bob ai giochi 1956. Ma un progetto stavolta light, più appetibile dalle aziende che avevano che avevano già detto di no: costo lavori sempre 81,61 milioni ma tempo di lavori ridotto da 807 a 685 giorni con notevole risparmio di manodopera, conclusione dei lavori entro il 3 dicembre 2025, appena due mesi prima della cerimonia di apertura dei Giochi a San Siro. Le statistiche dicono che per costruire una pista da bob ci voglio da 30 ai 35 mesi, a Cortina si lavorerebbe a tempo pieno e la pista sarebbe coperta in caso di nevicate.


Insomma, una corsa contro il tempo assai complicata. Perché light? Perché saranno eliminati parcheggi, risparmiati 5000 metri qudrati di bosco (ed è prevista riforestazione), niente tribune e volumi accessori. Pista spartanissima come da norme, 1445 metri, 16 curve, 107 metri di dislivello, e poco altro intorno. I cittadini di Cortina non hanno mai amato questi Giochi (senza pista resterebbero solo curling e sci femminile, sperando nelle nostre ragazze). Il sindaco di adesso litiga con l’ex sindaco sui costi di gestione. Gli ambientalisti e i sindacati hanno protestato. Insomma un percorso ad ostacoli in questi anni.

Giovanni Malagò, in caso di fumata bianca al bando di giovedì, dovrà poi convincere il Cio, preoccupato per quei pasticcioni di italiani (le olimpiadi sono state assegnate nel giugno 2019…): il n.1 dello sport partirà stasera per Seul, subito dopo la Giunta del Coni, e incontrerà Bach e i membri del Cio di cui fa parte. Dovrà spiegare a che punto sono i lavori olimpici, le molte cose che funzionano come il villaggio olimpico di Milano (e la prossima settimana arriva un altro sponsor) ma anche e soprattutto dove verranno assegnate le 38 medaglie di bob, skeleton e slittino. Prima o poi bisogna pur avere un masterplan. Malagò, sempre da Seul, si collegherà con gli enti membri, poi il 31 è previsto il cda della Fondazione olimpica. Dentro (vale a dire Cortina) o fuori (St.Moritz). Siamo davvero alla conclusione di questa telenovela made in Italy: resta la figuraccia.”

Questo lo stato dell’arte. Certo che se i nostri eroi non fossero in grado di portare a termine l’impresa, perché ormai di impresa si tratta, la figuraccia vedrebbe il Governo e tutta la dirigenza sportiva in un pantano dal quale sarà molto difficile riprendersi. Si perderebbe la faccia, soprattutto la credibilità di un intero paese.

E’ chiaro che tutti facciamo il tifo affinchè le gare si possano svolgere in Italia, perché, altrimenti, a rimetterci sarebbe l’intero Nazione.

In tutto questa confusione ci godiamo i successi della scherma azzurra, che si sta confermando leader tra le più importanti nazioni schermistiche.

Ezio RINALDI

10 gennaio 2024

CONCLUSA LA SOSPENSIONE CAUTELARE DISPOSTA DALLA F.I.S. PER Andrea CASSARA'

Andrea CASSARA'

 Da “QUIBRESCIA.IT”

“La Federazione Italiana Scherma ha comunicato ad Andrea Cassarà, fiorettista bresciano, la conclusione della sospensione cautelare disposta nei suoi confronti in seguito ad un’inchiesta della Procura di Brescia in cui il campione olimpico di Passirano è stato iscritto a fine ottobre dopo la denuncia di una 16enne che sosteneva di essere stata filmata, mentre faceva la doccia al centro sportivo San Filippo a Brescia, dal cellulare di un uomo. Per gli inquirenti, quell’uomo è stato individuato in Cassarà che, al momento del presunto fatto, si sarebbe trovato nelle pertinenze degli spogliatoi, così come ripreso dalla videosorveglianza.
L’ipotesi di reato formulata nei suoi confronti è quella di produzione di materiale pedopornografico.
A Cassarà è stato sequestrato il telefono cellulare dal quale, secondo una prima perizia, non sarebbero emersi elementi E’ stata disposta una seconda perizia, ancora in corso.
L’atleta bresciano, 40 anni appena compiuti, quindi può ora tornare ad allenare e, anche, a gareggiare. Già il prossimo fine settimana Cassarà sarà in campo con la Scherma Brescia, in veste di coach, per un torneo regionale Under 14.”
Il blog si è interessato al caso con l’articolo “Andrea Cassarà indagato per materiale pedopornografico: minorenne filmata in spogliatoi.E nella parte finale del pezzo avevo scritto: “ Al momento non è dato sapere di più, se non che all’ex azzurro è stato sequestrato il cellulare. Le indagini, ovviamente sono in corso e bisognerà attenderne l’esito; tuttavia, è importante tener sempre ben presente che una semplice denuncia non equivale ad una sicura condanna e che per tutti ed anche, quindi, per CASSARA’ vige il sacro principio della innocenza fino a prova contraria ed a sentenza passata in giudicato.
Al momento accolgo con piacere la notizia e la ripubblico sulla “Piazza”, confidando in un esito positivo per l’ex azzurro.
Ezio RINALDI
 


08 gennaio 2024

MATERA: cosa ne sarà della palestra di scherma? Lettera aperta al Sindaco.


MATERA
Appello al Sindaco di Matera












M° Vito MANNO
Nel lontano 1980 il Circolo Schermistico Matera si trasferiva, dopo 24 anni, dalla ex stalla di Palazzo Gattini nei pressi della Cattedrale alla Palestra Comunale di Scherma sotto i distinti dello stadio XXI Settembre. La gestione della Palestra fu affidata al CSMT( Circolo Schermistico Matera). Sono stati anni bellissimi perché il Consiglio Direttivo di allora riuscì a creare un vero centro di aggregazione organizzando attività associative, ricreative e agonistiche che portarono ad un considerevole aumento degli iscritti. Anche a livello nazionale il CSMT si fece notare prima per il numero di partecipanti alle gare e poi anche per i risultati raggiunti. La possibilità offerta dalla gestione diretta dell’impianto di organizzare allenamenti con le società schermistiche vicine rese la Palestra Comunale di Scherma un vero punto di riferimento in particolare per il fioretto. Successivamente il CONI provinciale si propose all’Amministrazione Comunale con un progetto di gestione unificata di tutti gli impianti sportivi comunali. Purtroppo quella avventura finì molto male e il Comune decise di assegnare la gestione degli impianti in maniera temporaneamente diretta. Per la Palestra di scherma iniziarono i primi problemi seri. La gestione fu accorpata allo stadio e ci ritrovammo come gestore il Matera Calcio che pensò di poter utilizzare la struttura come fosse cosa propria. Finimmo in tribunale e il giudice stabilì che le chiavi della Palestra dovessero rimanere al gestore ma che all’interno potevano accedere solo associazioni schermistiche. Palestra salvata!!! ma non più liberi di ottimizzare tempi e risorse avendo perduto la storica sede.
Secondo la convenzione di utilizzo degli impianti sportivi, la palestra sarebbe stata aperta per le ore richieste e il Circolo avrebbe pagato un canone di utilizzo che è lo stesso per tutti gli impianti. Provammo a far presente che il canone era iniquo perché gli arredi e le attrezzature della Palestra non erano comunali ma del CSMT. Lo facemmo allora e lo abbiamo fatto negli anni seguenti senza mai trovare la giusta attenzione o interesse. Cercare di diffondere la cultura dello sport attraverso la scherma e offrire ai cittadini un luogo sicuro e stimolante è sempre stata la missione del CSMT ma con il passare degli anni è stato sempre più difficile. Malgrado tutto schermitori a Matera ne abbiamo avuti tanti e le attività proseguono con un bel gruppo di ragazzi molto appassionato. La riqualificazione dello stadio ci aveva fatto sognare; hai visto mai è l’occasione buona per tornare ad avere una palestra moderna, attrezzata e gestita direttamente. Potremmo tornare a crescere! Macché. Uno spazio in una palestra polifunzionale con notevole diminuzione delle pedane, la scomparsa della palestrina per la preparazione atletica, la mancanza di un locale per il tecnico delle armi, di uno stanzino per le attrezzature promozionali e di avviamento, di una segreteria, di armadietti per riporre l’ingombrante attrezzatura senza dover trasportare tutto ogni volta. Non sarà più una palestra di scherma. Mi chiedo se è giusto e legittimo che una Amministrazione possa far scomparire un impianto dedicato alla scherma  43 anni fa all’interno di un intervento di riqualificazione urbana. Chiedo al Sindaco BENNARDI di non considerare tutto questo un attacco alla giunta che guida o al progetto presentato, vuole essere solo un tentativo di difendere  quello che per anni abbiamo custodito e amato come una casa. Non penso di avere le qualità richieste per la politica attiva e questa lettera è l’unico modo che ho per perorare quella che ritengo essere una giusta causa. Per favore, ripensateci!!!
M° Vito MANNO

30 dicembre 2023

GOVERNO MELONI, LEGGE FINANZIARIA ED ANNO NUOVO

BUON 2024

Ho avuto modo di confrontarmi con un paio di amici, persone per bene e dall’onestà intellettuale ineccepibile e da loro sono gratificato da vecchia amicizia. Il tema dell’argomento è stato quello di tutti i giorni: il Governo Meloni.
Si è parlato di riforma Costituzionale, della quale qualche perplessità la si potrebbe anche nutrire. Non ho letto il testo della riforma, peraltro portata avanti dall’ex presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati. Sembra che la senatrice poco ci pigli in fatto di affari costituzionali, avendo trattato più tematiche civilistiche. Certamente, se fosse vero quello che leggo dai vari commenti qualche perplessità sulla bontà della riforma potrei averla anche io, però sono convinto che al momento in cui dovrà fare l’indispensabile passaggio parlamentare saranno stati fatti i necessari cambiamenti. Pertanto sull’argomento aspetterei la proposta definitiva. Sul fatto poi che il Presidente del Consiglio possa schiantarsi sul voto referendario la vedo un po' difficile. Infatti, a differenza di altri premier la Meloni non ha inteso personalizzare il voto sul referendum ed ha fatto bene, poiché se si dovesse tenere conto di questo allora le riforme costituzionali non si faranno mai. Il Presidente del Consiglio porterà in parlamento la proposta di riforma, cercando di ottenere la maggioranza dei due terzi per la sua approvazione. Qualora non vi riuscisse, cosa molto probabile, passerà la palla ai cittadini dicendo loro: come da programma, proponiamo la riforma sull’elezione diretta del premier per assicurare una maggiore stabilità governativa. Qualora non sia di vostro gradimento, ovvero la bocciate, si continuerà con le vecchie regole. Quindi non vedo perché la Premier dovrebbe dimettersi. Comunque, volendo fare dei conti è sotto gli occhi di tutti che il centrodestra abbia il 46% dei voti, ai quali a mio avviso, andranno aggiunti quelli di Italia Viva e di Paragone, ergo il raggiungimento del 51% è possibile.
Questo è il ragionamento da uomo della strada, è chiaro che a me possano sfuggire alcune dinamiche sia in termini giurisprudenziali che politici. Da qui la mia attesa per un testo definitivo.
Tanto si è detto e si continua a dire sul mancato mantenimento delle promesse fatte in campagna elettorale e di quelle fatte durante la gestione governativa. In particolare il blocco navale per limitare il flusso migratorio e le accise sui prodotti petroliferi. Ebbene, a mio avviso, il blocco navale non si può fare perché, come dicono alcuni esperti, esso rappresenterebbe un atto di guerra ed allora bisogna cercare vie alternative. Il presidente del Consiglio ha investito l’Europa, portando a Lampedusa e successivamente a Tunisi la Presidente della Commissione europea unitamente al Premier olandese. In quella sede sono stati sottoscritti accordi con il premier tunisino Saied affinchè controllasse le partenze dal suo paese. In cambio della collaborazione tunisina ci sarebbe stato l’impegno della UE e dell’Italia a che il FMI liberasse gli stanziamenti già previsti (2 miliardi di dollari) per aiutare l’economia tunisina. Se tali accordi stanno trovando una serie di ostacoli non credo si debba darne responsabilità al Governo Italiano, infatti è l’Europa totalmente assente. La premier Meloni, con intelligenza, ha stipulato un accordo con l’Albania affinchè collabori con l’Italia per limitare il flusso migratorio verso il nostro paese. Anche qui critiche a non finire, una parte politica italiana vuole che i migranti sbarchino tutti sul nostro territorio e solo per dire al Governo che non è capace di gestire il problema. Pertanto consiglio di attendere che siano esplicitate compiutamente le modalità attuative di tale accordo, compreso, ovviamente, la conoscenza degli oneri finanziari da sostenere.
Per la tassa sugli extra profitti delle banche ma anche della grande industria, la nostra premier ci ha messo la faccia ma non è stato sufficiente perchè, a quanto pare, non si potrebbe fare se non attraverso un accordo con le parti interessate, quindi il Governo avrebbe le mani legate e bisognerà trovare una soluzione: a me è dato sapere che ci stanno lavorando.
Per quanto riguarda le accise, dopo aver promesso il loro taglio la Premier ha dovuto fare un mezzo passo indietro, nel senso che si è accorta che le risorse economiche per affrontare il tema non ci sono, peraltro sono subentrate altre ed improrogabili necessità del Paese che non hanno consentito il loro taglio: si potrà fare nell’arco della legislatura, almeno lo spero.
Sono un liberale ed antifascista, nel passato ho condiviso la sinistra votando per due rappresentanti di quella parte politica. L’ho fatto convintamente, evidentemente sbagliando, e alle ultime elezioni ho appoggiato la destra e credo di poter affermare che nel panorama politico italiano, data la pochezza di intelligenze e personalità (lo vediamo tutti i giorni nei vari talk televisivi), la Meloni svetta è ad un piano superiore. Non a caso ha portato il suo partito dal 3% al 26% ed oggi, nonostante gli innumerevoli attacchi portati fin dall’inizio del suo mandato, secondo i sondaggi pubblicati da giornali di sinistra, veleggia tra il 28 ed il 29%, quindi con un balzo in avanti rispetto alle ultime elezioni amministrative. Inoltre, nelle varie consultazioni elettorali, susseguitesi dopo il 26 settembre 2022, il partito della Premier ne è uscito sempre vincitore: una ragione ci sarà o gran parte degli italiani sono coglioni?
Infine la legge di bilancio, ovvero la manovra finanziaria. Non sono un economista, ma per fare una finanziaria occorrono alcuni indispensabili elementi:
·       Debito pubblico;
·       Spesa dello stato;
·       Disponibilità finanziaria.
Del debito pubblico sappiamo già tutto, veleggia intorno ai tremila miliardi di euro e non è possibile indebitarci ancora; la spesa dello stato la conosciamo e la disponibilità finanziaria è data dal differenziale tra spesa ed incasso. A quanto pare detta disponibilità sia di 15/18 miliardi di euro e per completare la manovra è stato necessario trovare altri 10 miliardi di euro, i quali sono stati messi a debito o deficit, non saprei quale sia l’esatto termine.
Licenziata la legge di bilancio a stragrande maggioranza (200 favorevoli, 112 contrari e una quarantina di astenuti), sono state fatte le opportune analisi. La maggioranza afferma che la manovra rispecchia la situazione attuale del paese cioè interventi a favore dei più poveri: mantenimento del cuneo fiscale, aumento delle pensioni minime e non solo, riforma del fisco con l’eliminazione di una aliquota (prima erano 4 ora sono tre) con grande vantaggio per chi è sotto la soglia dei 35.000 euro lordi l’anno, ma non è che gli altri siano andati male, semplicemente ne beneficeranno meno; investimenti sulla sanità per tre miliardi di euro. Sulla sanità sarei stato più incisivo proprio per venire incontro alle esigenze di medici ed infermieri. Però se le disponibilità economiche sono scarse, di più non si poteva proprio fare.
Per le opposizioni è una manovra lacrime e sangue e non tiene conto delle donne, anzi impoverisce di più il ceto medio poiché, a loro dire, ci sarebbero molte più tasse a gravare sui cittadini. Insomma, pare che la legge non abbia una visione di ampio respiro. Secondo me proprio i più poveri, quelli con reddito sotto i 15.000 euro ed i pensionati con la minima vedranno gli aumenti più significativi e se avranno apprezzato lo vedremo alla prossima tornata elettorale (europee 2024).
Non va dimenticato che la legge di bilancio è stata preventivamente sottoposta al vaglio della commissione europea che ne ha dato parere positivo, le agenzie di rating hanno promosso l’Italia, la borsa continua ad essere positiva e lo spread cala. Non dico che ora siano tutte rose e fiori perchè non è così ma, sinceramente, di più non si poteva fare. Noto con piacere che gli aiuti al calcio sono finiti: era ora! Ciò non significa avere meno attenzione per lo sport, auspicherei una maggiore sensibilizzazione del Governo verso quelli impegnati nel sociale, che tolgono i ragazzi dalle strade e che contribuiscono a far crescere meglio i nostri giovani.
Molto ci sarebbe ancora da dire ma rischierei di annoiare i lettori, però non dimentichiamoci il superbonus ed il disastro dei banchi a rotelle: gli esperti dicono che le conseguenze amministrative dei provvedimenti che li hanno istituiti le subiremo per molti decenni, una tragedia. Moltissimo c’è ancora da fare e mi auguro che venga fatto.
Non credo che la Sinistra al Governo potesse fare meglio anzi credo il contrario poiché avrebbe messo le mani nelle tasche degli italiani con una bella patrimoniale e fatta pagare l’IMU sulla prima casa.
La Premier Meloni, ha dato dimostrazione di sapersi muovere, in particolare in ambito internazionale, riscuotendo ovunque consensi e, personalmente, ho la sensazione che ci sia una maggiore sensibilizzazione nei confronti della nostra cara Italia. Sono altresì convinto che le promesse debbano essere mantenute e ciò può avvenire anche nell’arco di una intera legislatura e non, come afferma l’opposizione, con immediatezza.
Diciamolo francamente chi ha governato prima di Meloni non è che abbia fatto bene, tutt’altro, infatti poteva cambiare la legge elettorale, poteva annullare la legge Bossi/Fini, poteva migliorare stipendi e pensioni, poteva annullare completamente i decreti Salvini sull’immigrazione. Hanno lasciato debiti che non si sa quando potranno essere saldati.
L’Italia ora avrebbe bisogno di una opposizione seria e non isterica, una opposizione che sappia giocare il proprio ruolo, ma al momento non tocca palla né possiamo pensare che gli anti Meloni possano essere i vari Conte o Schlein: Insomma manca una vera leadership capace di impensierire la Premier e di questo ne è consapevole tutta l’opposizione.
Mi auguro che alcuni fondamentali e sentiti problemi possano trovare una giusta soluzione.
Mi auguro che le guerre abbiano termine, mi auguro che tutti rispettino tutti, mi auguro libertà di religione in tutto il mondo, mi auguro un mondo migliore.
Non mi sono mai espresso pubblicamente sulla politica, lo faccio ora perché ho sentito il bisogno di farlo. Chiunque voglia commentare lo faccia su facebook.
BUON 2024 A VOI TUTTI ED ALLE VOSTRE FAMIGLIE
Ezio Rinaldi