15 settembre 2024

LA CONFERENZA STAMPA DI Gigi MAZZONE E DELLA SUA SQUADRA.

Gigi Mazzone
Il Dr. Gigi Mazzone, candidato alla Presidenza della Federazione Italiana Scherma, il giorno 12 settembre 2024 alle ore 11,00, ha tenuto, presso l’hotel Eden in Roma, la conferenza stampa di presentazione della sua squadra e del programma inerente la gestione federale per il quadriennio 2025-2028.

All’evento erano presenti di persona 9 candidati su 11. Bebe Vio e Paolo Menis, quest’ultimo collegato da remoto, erano assenti. Circa una trentina di persone ha partecipato personalmente all’evento, mentre 38 erano collegati via internet. Tra i personaggi di spicco figurava la presenza di Valentina Vezzali, peraltro andata via prima del termine della conferenza.

Durante l’incontro sono intervenuti tutti gli aspiranti consiglieri presenti. La moderatrice, dopo una breve presentazione dell’evento, ha dato la parola al Dr. Mazzone, il quale ha posto in evidenza che la sua candidatura non è contro qualcuno ma l’occasione per un confronto tra le parti, sottolineando come egli sia disponibile, ora ed anche in futuro, al dialogo; ha anche ribadito la necessità di un cambiamento culturale. Sul programma ha ammesso che è lungo ma anche ambizioso e che la realizzazione dello stesso si potrà sviluppare su più mandati. Si è molto dilungato sul settore paralimpico ed ha posto l’accento anche sulla riforma dell’attività agonistica cioè del calendario gare, a suo avviso troppo fitto e costoso e vorrebbe dare più importanza ai campionati regionali. Auspica un cambiamento nel solco della continuità.

La parola più ricorrente è stata “cambiamento”, in sintesi quasi tutto quello che c’è va cambiato. Proprio il cambiamento appare, soprattutto all’interno della squadra, l’elemento più evidente.

A seguire sono intervenuti tutti i candidati al consiglio presenti in sala che hanno incentrato i loro discorsi principalmente sui paralimpici (argomento più trattato), calendario gare, abbandono degli iscritti, aumento degli iscritti, contributo alle società per l’attività promozionale, inclusione sociale ed integrazione, ricerca di risorse economiche, costi per l’equipaggiamento sportivo, scherma per non vedenti.

Tutti argomenti trattati nel programma inviato a suo tempo alle società, del quale non so quanta parte possa essere realmente realizzato in un quadriennio.

Un discorso a parte merita l’intervento della rappresentante dei tecnici, Cristiana Cascioli. Il candidato in rappresentanza dei tecnici inizialmente individuato in questo gruppo, ricopriva anche il ruolo di vicepresidente dell’Associazione Maestri di Scherma, il quale, all’atto della sua candidatura si è dimesso dalla carica. Non ci interessa qui approfondire il perché, quello che conta è che si è dimesso per affrontare una campagna elettorale. La nuova candidata, persona apprezzabile da tutti i punti di vista, nel corso della sua presentazione esordisce ribadendo la sua intenzione di ricercare un ruolo di primo piano proprio per l’AIMS all’interno del mondo federale e della formazione, di voler dare più importanza ai tecnici in rappresentanza dell’Associazione. A queste parole quasi mi sembrava di ascoltare una delle prime campagne elettorali, più di 20 anni fa, delle cordate legate ad un vecchio presidente. Oggi rispetto ad allora il panorama è completamente diverso, infatti, in relazione agli oltre due decenni fa l’AIMS è già centrale nella formazione dei tecnici e in tantissime commissioni, pertanto mi chiedo se la candidata possa aver confuso AIMS e ANS e le attività già beneficeranno del ritrovato contributo degli altri attori ma a quanto pare non ci si è resi conto che il “dividi et impera” del passato si è già trasformato nell’ “all toghether”.

Pongo ancora una volta l’accento sulla mancanza di alcun riferimento all’Accademia Nazionale di Scherma. Vale la pena ricordare i recenti accordi tra l’ente partenopeo e la FIS, che hanno posto fine ad una diatriba annosa e che tanto male ha fatto all’intero movimento schermistico. Il beneficio del contributo che l’ANS potrà fornire è stato completamente ignorato. L’auspicata innovazione nella paventata formazione tecnico-psicologico da realizzare per i tecnici è, in realtà, uno degli elementi introdotti dall’Accademia nella formazione all’indomani dell’inizio del contenzioso con la FIS e oggi tutto il mondo della scherma potrà beneficiare di questo “know how” ormai decennale. Il merito dei precitati accordi va ascritto in particolare al Presidente Azzi, al Presidente La Ragione ed ai loro consigli. Pertanto la “piccola omissione” di riferimenti all’ANS nel programma e negli interventi del gruppo mette in evidenza la natura di una squadra che punta tanto, quasi tutto, sulla comunicazione e che proprio da essa e nell’analisi della stessa emergono le intenzioni. Lo slogan “cambiamo tutto” in realtà serve a non cambiare nulla e mentre lo si pronuncia per l’ennesima campagna “rivoluzionaria” la FIS si è trasformata, proprio sotto gli aocchi di chi vuole i cambiamenti e pur non riuscendo a promuovere le sue stesse trasformazioni innova tornando al passato. La tutela dei Maestri (il titolo professionale di Maestro di scherma) alla luce della riforma del lavoro sportivo e grazie all’accordo con l’ANS.

La spigliatezza con i microfoni e la ripetizione dei temini cambiamento ed inclusione o accessibilità è contrastata dall’assenza di proposte reali, concrete ed immediatamente realizzabili se non in più di un quadriennio. Si ricerca stabilità ribaltando anche il buono che c’è già.

In ogni caso, il mancato riferimento all’Accademia, lo ritengo un passaggio a vuoto ma anche una mancanza di rispetto.

Ezio RINALDI

P.S. La conferenza, secondo YouTube, ad oggi ha avuto 1022 visualizzazioni e 34(!?) mi piace.


 

 

13 settembre 2024

PARALIMPIADI DI PARIGI 2024: il bottino della scherma e le cerimonie di apertura e chiusura.

L’Italia della scherma paralimpica chiude l’olimpiade di Parigi con quattro medaglie: un argento per Matteo Betti nel fioretto Cat.A, e tre bronzi, Edoardo Giordan nella sciabola Cat.A, Bebe Vio Grandis nel fioretto Cat.B e nel fioretto femminile a squadre.

Il bottino, non c’è che dire è cospicuo, anche perché come ricorda il comunicato federale è dal 1996 che l’Italia non vinceva così tante medaglie nell’olimpiade paralimpica.

Indubbiamente è stata una competizione che ha visto troneggiare un po’ ovunque la Cina, con 18 medaglie, seguiti dagli atleti europei di varie nazioni, benché la Thailandia con 5 medaglie si sia mostrata più che presente specie con Saysunee Jana. Pallidi i coreani, lontanissimi gli atleti del continente panamericano.

Incuriosisce la distanza che la FIE ha posto nelle notizie su Instagram, forse perché non si occupa del paralimpico, ma le ultime informazioni che ha pubblicato risalgono ad agosto, quando si chiudevano le olimpiadi.

Personalmente ritengo che la scherma in carrozzina sia uno sport diverso dalla scherma per normodotati e nel confronto cosiddetto integrato, di solito gli schermitori paralimpici hanno sempre la meglio, perché sono atleti eccezionali, e non di certo figli di un dio minore, come citava un famoso film americano con William Hurt.

Indubbia la necessità di apportare nuove idee all’intero movimento, che per questo settore sarà di certo una delle sfide del Presidente Azzi, se riconfermato, nonostante i successi crescenti.

Personalmente ritengo che grandi cambiamenti siano complessi, mentre piccoli aggiustamenti continui da apportare nei quattro anni, siano più efficaci e vadano assolutamente fatti, mostrando così un focus sul settore che sia adeguato alle necessità e alle aspettative.

Mi sia concesso porre un accento di ammirazione verso le cerimonie di apertura e chiusura delle Paralimpiadi. Se solo potessi liquidarle con una parola, dovrei dire: magnifique!

Mi sia concesso che provo invidia per il fatto che Thomas Jolly & Co. non siano stati capaci di fare identica cosa per l’edizione delle olimpiadi del CIO. Place de la concorde dove secoli addietro ghigliottinarono migliaia di innocenti, Robespierre compreso, era ammantata di bellezza come non mai. L’obelisco di Ramsete II se ne stava compiaciuto nell’essere trasformato in uno schermo sul quale proiettavano splendide grafiche e nel frattempo magici danzatori con fiaccole olimpiche seguivano il ritmo incalzante del mistico Bolerò do Ravel. Il tutto mentre il palco si era vestito anche dell’ironia dei tanti atleti in carrozzina che facevano da comprimari ai figuranti. Una ironia che questo sì, i francesi sanno dosare con abilità. E poi un grandioso circolo di tribune, unica pecca, che ho trovato un po’ troppo lontane dal parterre, privilegiando ancora una volta gli spettatori televisivi.

E sempre di invidia, e crescente, sono stato pervaso al momento della festa finale, in quanto sotto un’acqua battente di proporzioni quasi bibliche, peggio che nella serata di apertura, abbiamo visto allo Stade de France, i più grandi e leggendari DJ di Francia. Evidentemente devono aver ascoltato il mio lamento, perché ad aprire la serata è stato nientepopodimeno che il settantaseienne Jean Michel Jarre, che sulle note di Oxigène ha dato il via alle danze vere e proprie e poi è stato solo un crescendo mirabolante di personaggi che solo metterli assieme dev’essere stato una specie di miracolo, che gli atleti si sono ampiamente meritati.

E poi niente sbavature, ideologie gender, né politiche, forse perché la tiratina d’orecchie dev’essere stata piuttosto forte benché il tema della celebrazione dello sport mi è sembrata un tantino sotto tono, ma forse, come ha detto più volte mio figlio, è perché sono semplicemente francesi.

Non mi resta altro che dire grazie a voi cari atleti, ai maestri che vi allenano, e alle società che vi hanno formati, ma soprattutto per il vostro sempre grandioso impegno!

Viva la scherma

Fabrizio Orsini

09 settembre 2024

RITIRO CANDIDATURA DEL MAESTRO Guido MARZARI

M° Guido MARZARI

Come da rito Generazione Scherma ha presentato la candidatura in quota tecnici della Maestra Cristiana Cascioli, grande persona, seria, capace e soprattutto mai sopra le righe. E’ stata una atleta di vertice nella spada femminile che ho sempre stimato ed ammirato e nei suoi riguardi in alcune circostanze non mi sono comportato da dirigente ma da papà. Già, perché spessissimo incrociava il ferro con mia figlia Silvia e non mi trattenevo dal fare il tifo per la mia prole: le chiedo scusa ora per allora. Sono convinto che qualora eletta saprà fornire il necessario contributo.

Premesso tutto ciò, suona un po’ strano questo cambio di rotta, soprattutto in relazione al fatto che il Maestro Marzari per dare la disponibilità alla candidatura si era dimesso dalla carica di consigliere del consiglio direttivo dell’Associazione Italiana Maestri di Scherma (AIMS) dove, peraltro, ricopriva la funzione di Vice Presidente.

Il tecnico ha pubblicato sulla piattaforma facebook un post dal seguente contenuto: ”Desidero comunicare che, per ragioni personali, non mi candiderò in quota tecnici alle prossime elezioni nazionali pur rimanendo in perfetta sintonia con il Progetto Di Gigi Mazzone.

Il post pone in evidenza la grande onestà e lealtà del Maestro romagnolo, ma la sinteticità del comunicato offre all’immaginazione diverse ipotesi: siamo sicuri che le motivazioni possano essere ricondotte a ragioni personali? Ho l’impressione che sotto ci sia qualcosa di più serio, che il maestro non ha voluto esporre. Come sempre, affermo che nel mondo scherma, quello che non si fa o non si dice resta segreto. Staremo a vedere.

Ezio RINALDI

08 settembre 2024

FIS - ANS: accordo raggiunto.

Paolo Azzi                                                                                                             Pasquale La Ragione
Oggi per me è un giorno speciale perché finalmente è stato raggiunto l’accordo tanto auspicato tra Federazione Italiana Scherma e Accademia Nazionale di Scherma. Da circa 8 anni i due Enti si sono confrontati, ma è più corretto affermare che si sono scontrati, sulle loro prerogative. Non sto a fare la storia della diatriba, per questo basta leggere tutti gli articoli pubblicati sul bolg, però tutto nasce da incomprensioni, chiamiamole così, tra i vertici FIS del passato e quelli dell’ente partenopeo. La fuoriuscita di taluni personaggi dalla Federazione ha consentito un proficuo dialogo tra le parti, in particolare tra il Presidente La Ragione (ANS) e il Presidente Azzi (FIS), detto dialogo si è fatto mano a mano più fitto tanto da portare i due enti a sedersi intorno ad un tavolo per cercare di trovare un accordo che potesse eliminare le vecchie ruggini e, soprattutto, i ricorsi ancora in atto.
Ebbene, con discrezione, FIS ed ANS, hanno definito degli accordi che sono stati dibattuti su aspetti di particolare rilevanza e che gli avvocati – Tavolacci per la FIS e Puglisi per l’ANS – hanno sapientemente messo nero su bianco. Più precisamente sono stati definiti i rapporti di collaborazione tra la Federazione e l’Accademia, anche alla luce delle attuali risultanze del contenzioso amministrativo; definizione della questione relativa ai titoli rilasciati dalla Federazione dall’anno 2017 ad oggi e dei titoli rilasciati dall’Accademia e non riconosciuti dalla FIS e delle situazioni di criticità complessivamente verificatesi nel tempo quali conseguenze dei contenziosi intercorsi tra le parti.
La sintesi del concordato si può riassumere in indizione congiunta tutte le sessioni di esame per il rilascio dei titoli di scherma olimpica di rispettiva competenza, al temine del quale sarà rilasciata una attestazione unica, validata da entrambi gli Enti, certificante il possesso delle competenze nel rispetto delle normative vigenti; l’Accademia, con propria distinta e autonoma Commissione, indirà una sessione straordinaria di esami e certificazione valida ai fini del rilascio del diploma di Istruttore di Scherma olimpica aperta a coloro che, nel periodo compreso tra il mese di marzo 2017 e il mese di giugno 2024, hanno conseguito presso la Federazione il titolo di Tecnico Federale di scherma olimpica rispettivamente di II e II livello SNAQ; La FIS indirà, con propria distinta e autonoma Commissione, una sessione straordinaria di esami e certificazione valida ai fini del rilascio del titolo di Tecnico Federale di scherma olimpica di II e/o III livello SNaQ aperta a coloro che nel periodo di marzo 2017 e il mese di giugno 2024 hanno conseguito il diploma di Istruttore di Scherma olimpica o di Maestro di Scherma olimpica e non siano ancora stati inseriti nella Lista Tecnica federale.
Hanno anche inteso che tutti coloro che non prenderanno parte alle predette sessioni straordinarie non potranno conseguire il titolo mancante se non tramite il nuovo sistema di certificazione ordinaria.
Francamente mi sembra un eccellente accordo che riporta i rapporti tra le parti a quelli esistenti circa 8 anni fa. Inutile dire che i meriti di tutto ciò sono riconducibili alla forte propensione al dialogo del Presidente Azzi e del Presidente La Ragione, ma ad essi è doveroso aggiungere i due avvocati, Tavolacci e Puglisi, senza dimenticare il Dr. Fumo, il prof. Basile, il Dr. Autuori, il sig. De Bartolomeo e il sig. Paolo Pizzo (CONI). Una menzione è doverosa farla per il Maestro Crisci, il quale ha lavorando nell’ombra. Chiedo scusa se ho dimenticato qualcuno.
Oggi è un giorno storico, finisce una guerra che non doveva nemmeno cominciare. Auguro Al presidente Azzi di continuare sulla strada del dialogo, aprendosi alla base e costruendo il futuro. Sono sicuro che saprà interpretare tutte le istanze che gli perverranno dal mondo schermistico; auguro al Presidente La Ragione di intraprendere il nuovo cammino senza mai voltarsi indietro ma cercando di portare l’Accademia ai fasti che le competono.
Ezio RINALDI

06 settembre 2024

PROPAGANDA E CAMPAGNA ELETTORALE

La campagna elettorale sta imperversando in maniera molto incisiva sia da una parte che dall’altra, gli strumenti utilizzati sono i soliti: propaganda e demonizzazione dell’avversario. Propagandare significa diffondere
un pensiero, una idea oppure pubblicizzare un prodotto oppure pubblicizzare sé stessi. Può essere fatta con falsa informazione per denigrare o per condizionare l’altrui pensiero. Ma vediamo di spiegare bene il significato di tale termine.

Da Wikipedia, la propaganda è “l'attività di disseminazione di idee e informazioni con lo scopo di indurre a specifiche attitudini e azioni”; il "conscio, metodico e pianificato utilizzo di tecniche di persuasione per raggiungere specifici obbiettivi atti a beneficiare coloro che organizzano il processo". In antitesi alla propaganda dovrebbe essere la pura e semplice esposizione dei fatti, della realtà nella loro completezza. Qualora nell'esposizione i fatti siano esibiti in modo incompleto, travisati o siano aggiunti particolari inesistenti si parla di propaganda fraudolenta.

L'uso della propaganda in modo fraudolento è dannoso per la libera e naturale formazione dell'opinione personale e pubblica e il danno poi si riflette sulla persona stessa e sulla società. Casi meno estremi ma non meno dannosi di propaganda fraudolenta sono quelli volti all'arricchimento di pochi "eletti" a discapito dell'impoverimento delle masse, rese miopi da una propaganda fatta di promesse non mantenute. In questo caso i leaders, con un sapiente uso dei sondaggi, conoscono quali siano i desideri ed i bisogni delle persone, promettono loro di esaudirli, ma poi nei fatti compiono azioni atte a soddisfare i loro propri desideri, spesso in antitesi con i desideri delle persone, danneggiandole.

Il successo della propaganda fraudolenta necessita di una efficace censura sui fatti esposti, altrimenti essa sarebbe facilmente smantellabile. La presenza di una situazione di censura è un pesante indizio di una propaganda fraudolenta in corso. La propaganda ha la capacità di esaltare e rendere più importanti i sogni, i pensieri, i desideri rispetto alla realtà dei fatti, facendo spesso uso di simboli in modo da indurre le persone a far coincidere l'obiettivo della propaganda con i simboli utilizzati, anche quando talvolta in realtà fra loro non c'è nessun nesso.

propagandisti (i latori dei messaggi) cercano di cambiare il modo in cui la gente comprende una questione o una situazione, allo scopo di cambiarne le azioni o le aspettative, in un modo che sia quello auspicato dal gruppo di interesse. In questo senso, la propaganda serve come corollario alla censura, nella quale lo stesso scopo viene raggiunto, non attraverso false informazioni, ma prevenendo la conoscenza di notizie vere. Ciò che rende la propaganda differente da altre forme di controllo è la volontà del propagandista di cambiare l'orientamento delle persone, attraverso la diffusione di false informazioni indicazioni e la generazione di uno stato di confusione, piuttosto che tramite la persuasione e la comprensione.

In senso ancor più stretto la propaganda si riferisce solo alle informazioni false che hanno lo scopo di rassicurare la gente che già ci crede.

La propaganda può essere classificata in base alla fonte:

propaganda bianca arriva da una fonte chiaramente identificabile;

propaganda nera pretende di arrivare da fonte amica, ma in realtà è dell'avversario; 

propaganda grigia pretende di arrivare da fonti neutrali, ma in realtà arriva dall'avversario.

Numerose tecniche vengono usate per creare messaggi falsi ma persuasivi. In molte di queste tecniche si possono trovare anche falle logiche, in quanto i propagandisti usano argomenti che, anche se a volte convincenti, non sono necessariamente validi.

 Ci sono delle tecniche di produzione della propaganda, tra queste:

Effetto gregge: L'effetto gregge o l'appello alla "vittoria inevitabile" cercano di persuadere il pubblico a prendere una certa strada perché "tutti gli altri lo stanno facendo", "unisciti alla massa". Questa tecnica rafforza il naturale desiderio della gente di essere dalla parte dei vincitori. Viene usata per convincere il pubblico che un programma è espressione di un irresistibile movimento di massa e che è nel loro interesse unirsi. La "vittoria inevitabile" invita quelli non ancora nel gregge a unirsi a quelli che sono già sulla strada di una vittoria certa. Coloro che sono già (o lo sono parzialmente) nel gregge sono rassicurati che restarci è la cosa migliore da farsi.

Ottenere disapprovazione: Questa tecnica viene usata per portare il pubblico a disapprovare un'azione o un'idea suggerendo che questa sia popolare in gruppi odiati, temuti o tenuti in scarsa considerazione dal pubblico di riferimento. Quindi, se un gruppo che sostiene una certa politica viene indotto a pensare che anche persone indesiderabili o sovversive lo appoggiano, i membri di tale gruppo possono decidere di cambiare la loro posizione.

Stereotipizzazione o etichettatura: questa tecnica tenta di far sorgere pregiudizi nel pubblico etichettando l'oggetto della campagna propagandistica come qualcosa che la gente teme, odia, evita o trova indesiderabile.

Individuare il Capro espiatorio: Colpevolizzare un individuo o un gruppo che non è realmente responsabile, alleviando quindi i sentimenti di colpa delle parti responsabili o distraendo l'attenzione dal bisogno di risolvere il problema per il quale la colpa è stata assegnata.

Parole virtuose: Sono parole appartenenti al sistema di valori del pubblico, che tendono a produrre un'immagine positiva quando riferite a una persona o a un soggetto. Pace, felicità, sicurezza, guida saggia, libertà, ecc., sono parole virtuose.

Slogan: Uno slogan è una breve frase a effetto che può includere la stereotipizzazione o l'etichettatura.

Ho citato solo alcune tecniche di propaganda. La letteratura è piena di spiegazioni e citazioni di personaggi importanti sull'argomento, basta fare una ricerca e ci si fa una cultura ed è quello che ho fatto io.

Vi chiederete del perché abbia voluto scrivere questo articolo, ebbene l’ho fatto poiché ho sentito il bisogno di esporre il mio pensiero sulla attuale campagna elettorale ed in questo senso alla dirigenza in carica sarà sufficiente enunciare quanto già fatto, magari accompagnato da precisi numeri, e quanto sia rimasto da realizzare in base al programma presentato tre anni fa, senza perdersi in promesse o enunciazioni che non troverebbero attuazione.

Sono convinto che il mondo della scherma, sappia giudicare ed analizzare, senza condizionamenti, i programmi ed i candidati nella corsa alla vittoria finale.

Ezio RINALDI

 

02 settembre 2024

LA STORIA DELL'ACCADEMIA NAZIONALE DI SCHERMA

 

Particolarmente interessante la storia dell’Accademia Nazionale di Scherma di Napoli raccontata dal suo Vice Presidente, Dott. Maurizio FUMO.

Non vi è alcun dubbio sull’importanza storica dell’Ente partenopeo, esso rappresenta una pietra miliare nell’ambito della narrazione schermistica Italiana. Dalla sua nascita ad oggi ha vissuto alti e bassi, riconducibili anche a lotte intestine, però il periodo più buio lo ha provato negli ultimi tempi, in particolare sotto la presidenza  FIS di Scarso.

Da quanto è dato capire in un passaggio dell’articolo, allo stato attuale sembra che la FIS e l’ANS stiano dialogando per appianare vecchie ruggini che tanto male hanno fatto all’intero movimento.

Personalmente, come già scritto in altre occasioni, sarei quanto mai felicissimo se i due enti riuscissero a trovare la quadra: ne gioverebbe tutta la scherma. Auspico che il Presidente Azzi (FIS) ed il presidente La Ragione (ANS), unitamente ai loro consigli, riescano a trovare un accordo che li veda convergere in una collaborazione proficua, ma soprattutto stabilire una pace che nel recente passato è venuta meno.

Ezio RINALDI


31 agosto 2024

LA GAVETTA

Socrate

Ormai la mattina quando ci si alza una delle cose che si fa è quella di controllare il cellulare e vedere se qualcuno ci ha scritto oppure farsi immediatamente una passeggiata sui social e leggere sulle pagine di questo o di quello cosa hanno postato. Così questa mattina non avendo null’altro da espletare ho fatto un giro e mi sono imbattuto nella pagina di Andrea Cipressa, sulla quale è riportata una riflessione sulla tuttologia. Trascrivo integralmente, la sua breve analisi sul tema:

”La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere”

Socrate

… quindi il nostro è un mondo di “stolti” visto che oggigiorno tutti sanno tutto, sanno di cultura, di arte, di scienze, senza averne le competenze che soltanto attraverso lunghi studi si possono ottenere. Un medico oggi si sente in diritto di parlare di arte, un avvocato di ingegneria, la gente comune addirittura si sostituisce nelle diagnosi e prognosi ai medici stessi soltanto perché ha guardato Grey’s Anatomy.

Tutti ci sentiamo in diritto di poter parlare di tutto e, di conseguenza, l’esperto vero sembra perdere il suo ruolo e la conoscenza diventa banale e superficiale.

Viviamo in una società che spesso premia i cialtroni, la superficialità, “l’infarinatura”.

Ci imbattiamo frequentemente nell’improvvisazione. Al lavoro, a scuola, in politica. Ci ritroviamo ad assistere all’ approssimazione quando invece non basta fare, bisogna saper fare. E soprattutto non basta aver voglia di fare ma avere le competenze per fare.

Molte volte accade che le persone particolarmente incompetenti siano le meno consapevoli della propria ignoranza ma talmente pregne di supponenza e arroganza da volersi “vendere” come la scelta migliore. Capita pure facciano leva su un nome altisonante. Nomen Omen.

Io un mobile dell’Ikea riesco a montarlo (smadonnando e sudando) ma non mi propongo come ingegnere per costruire il Ponte sullo Stretto!

E prima di “sedervi” in un “consiglio“ (di amministrazione , sportivo o altro) o aspirarvi, fate gavetta, fate esperienza, studiate e non improvvisatevi altrimenti accettate il “consiglio”: “Lassate perde’”

Ps: una cosa la vorrei capire: dileggiare, attaccare o diffamare non fanno parte di un confronto sano e produttivo, oggi.

Tre anni fa invece si?

Caro Andrea condivido totalmente il tuo scritto in particolare sulla “gavetta” e sul Ps. Non che il resto non meriti un pari interesse ma questi due passaggi hanno attirato la mia attenzione.

Per il primo (la gavetta) posso senz’alto affermare che un medico non potrà mai operare se prima non abbia fatto un serio tirocinio, così come un architetto o ingegnere non potrà mai cominciare a progettare se prima non abbia fatto una adeguata esperienza in uno studio tecnico, idem per una gestione amministrativa ed organizzativa. Un laureato in giurisprudenza prima di diventare avvocato deve fare un periodo di tirocinio in uno studio legale e poi deve sostenere gli esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione. In buona sostanza in qualsiasi campo è necessario possedere i requisiti teorico/pratici affiche ci si possa esprimere al meglio: è come un matrimonio dove due individui si completano a vicenda.

Per la seconda considerazione (il Ps) devo dirti che comprendo e condivido quanto da te esposto soprattutto perchè ci sono passato. Il dileggio, la diffamazione e quanto possa danneggiare la dignità di ogni singolo individuo in un confronto politico non dovrebbero mai esistere, purtroppo quando tocca a noi ci amareggiamo e soffriamo moltissimo ma quando tocca agli altri spesso e volentieri ci dimentichiamo della sofferenza altrui. E’ un modus operandi generico che ho sempre combattuto, non per questo talvolta non abbia peccato anch’io.

In conclusione mi permetto affermare che prima di dichiararsi competenti e capaci in ogni campo, è necessario verificare il possesso di indispensabili requisiti.

Sia ben chiaro, non intendo dare lezioni di gestione aziendale a nessuno, ma nel condividere le considerazioni di Cipressa ho espresso, come sempre ed in modo chiaro, il mio personalissimo pensiero.

Ezio RINALDI

 

27 agosto 2024

UNA VISIONE: realistica?

Ho letto e riletto molte volte il programma di Generazione scherma e a ogni lettura emergeva sempre lo stesso tema, il cambiamento. La descrizione del loro cambiamento mi ha lasciato perplesso per un semplice motivo, in quanto pur evocandolo con frasi efficaci, non entrava mai nel merito, magari con esempi concreti.

Quindi mi chiedo ancora se la scherma debba evolversi, e in che modo. Quali sono le innovazioni necessarie? Promozione di una visione al passo con i tempi e bilanciamento fra tradizione e modernità? Ma in cosa consiste la “visione” ed il “bilanciamento” di cui si parla nel programma di Generazione scherma? Cosa si intende per “nuove opportunità di crescita per società, atleti, tecnici e appassionati”? Quale sarebbe il “futuro migliore per la scherma e come costruirlo”? Cosa si intende per “cambiamento”? Trovo queste definizioni molto accattivanti, ma prive di sostanza e mi ricordano molto certe definizioni sul “sol dell’avvenire”, che “vendevano” un mondo sociale che non c'era prima e di certo sarebbe stato meglio di quello presente. Poi cadde l'utopia e tornammo alla vita reale di tutti i giorni.

Temi che appassionano, ma perché ciò avvenga sarebbe necessario avere cognizione profonda del sistema scherma attuale e in essere. Viceversa resterebbero solo chiacchiere da bar.

Sono convintissimo che la proposta di tali tematiche sia fatta con grande sincerità e convinzione, però non posso non chiedermi cosa si intenda per “nuove opportunità di crescita” ed in cosa consistono. Per esempio: un semplice appassionato in cosa dovrebbe crescere? E se il numero di atleti in ogni palestra aumentasse, come risolveremmo il problema della qualità pro capite?

Certamente un futuro migliore se lo augurano tutti, ma la concretizzazione solo di una parte degli intendimenti enunciati richiede una accurata conoscenza del bilancio federale, oltre che di un consistente numero di dinamiche che da fuori sono sconosciute.

Pertanto esporre in maniera chiara in quale settore intervenire per reperire le risorse necessarie per la loro realizzazione sarebbe cosa buona e giusta. Ricordiamoci però che la coperta è sempre la stessa, e anche corta, ed oso credere che dallo Stato non arriveranno stanziamenti tali da consentire una concretizzazione di disegni impegnativi quali quelli enunciati.

Se invece per risorse si intende la ricerca di sostanze esterne alla Federazione, allora potrebbe, anzi lo è, una valida strada da percorrere. Infatti l’attuale dirigenza lo ha fatto e conseguentemente ritengo di poter supporre che il lavoro da svolgere sia in continuità con quello già realizzato dal Consiglio Direttivo in carica, quindi la domanda è: a che pro cambiare? Oppure: sarebbe davvero un cambiamento se salisse Generazione scherma a Viale Tiziano?

Dico questo in relazione al fatto che il Presidente Azzi è al primo mandato che in rapporto ai precedenti è stato più corto, perché completerà a febbraio i suoi primi 3 anni di gestione. Quelli fatti da vice presidente hanno un valore infinitamente inferiore all’attuale, perché mentre oggi è il legale rappresentante della Federazione, quindi il primo responsabile, negli anni passati lo era in solido con il presidente.

Perciò pur essendo un sostenitore di Azzi ciò non mi esente da un’attenta valutazione di tutto quanto accada nella scherma e in questo senso esorto l’attuale dirigenza e il gruppo di “Generazione Scherma” nell’essere più chiari nell’esposizione dei loro intendimenti e programmi. Ciò favorirebbe un maggior coinvolgimento dell’elettore, il quale avrebbe sempre meno dubbi sulla scelta da fare.

Ezio RINALDI

26 agosto 2024

I PROGETTI REALIZZATI DAL PRESIDENTE AZZI

Riprendo dalla pagina Facebook del Presidente Azzi il seguente comunicato:

"In una recente lettera ricevuta dal Presidente Mezzaroma, Sport e Salute ha rivolto alla Federazione l’apprezzamento per “l’eccellente crescita del movimento anche attraverso le iniziative che ci vedono impegnati insieme”.

Infatti, a seguito all’adesione a diversi bandi di Sport e Salute spa, la FIS ha potuto realizzare tre importanti progetti:
Progetto "La mia Scuola Promuove la Scherma" (Bando "Quota 30"): finanziamento di € 388.600. Ha coinvolto 24 società affiliate, con 3.614 partecipanti e 26.986 presenze dal 1° marzo 2023 al 17 maggio 2024.
Progetti "Nastro Rosa", "Attività Over65" e "Promozione della Scherma in Carrozzina nelle Unità Spinali" (Bando "Quota 28"): contributo di € 256.000. Ha visto 234 partecipanti e 5.200 presenze nello stesso periodo.
Progetto "SchermaFutura" (Bando "Quota 35"): finanziamento di € 533.500, con 768 partecipanti tra tecnici e giovani atleti.
È la scherma vista in un’ottica nuova nella quale all’agonismo e alle medaglie si aggiunge la risposta alle esigenze di una società civile in evoluzione.
Questo è ciò che abbiamo fatto e questo è ciò che io e la mia squadra continueremo a fare, nel nuovo quadriennio, con l’aiuto di società e tecnici, attraverso la vostra fiducia, implementando ulteriormente questo lavoro di diffusione capillare e concreta del nostro sport."
Mi congratulo con il Presidente per i progetti realizzati.
Ezio RINALDI

23 agosto 2024

IL PROGETTO DI Gigi MAZZONE E LA SUA (presunta) SQUADRA PER IL QUADRIENNIO 2025-2028

È on line il sito di Generazione scherma, dove Luigi “Gigi” Mazzone presenta il programma e la sua squadra per la gestione federale relativa al quadriennio 2025-2028. Il simbolo della squadra sembra essere la pluricampionessa paralimpica Bebe Vio. La schermitrice mainstream, campionessa d’avanguardia, unica atleta che ha presenziato alla kermesse parigina, sfilando con un abito raggiante di fili d’argento assieme ai figuranti en-travesti in salsa LGBTQ+ durante l’apertura dei giochi olimpici, ora sarà la rappresentante in quota atleti per la squadra di Gigi Mazzone.
Gli altri candidati componenti il team del dottore catanese non sono ancora noti ufficialmente, probabilmente spunteranno con cadenza periodica, tal che velo dopo velo, appariranno le sembianze del drappello e, probabilmente, potremo esprimere la nostra meraviglia. Se questo dovesse essere l’intento troverei l’idea un po’ noiosetta, anche perché i nomi circolano da un pezzo e secondo le indiscrezioni che giornalmente mi giungono i nomi in circolazione sono superiori alla composizione dell’intera squadra. Essi sono:
Presidente: Gigi, Luigi Mazzone
Quota atleti: Bebe Vio, Federico Vismara
Quota Tecnici: Guido Marzari
Consiglieri: Paolo Menis, Elisabetta “Sissi” Albini, Daniele Garozzo, Daria Marchetti, Alice Cometti, Sandro Cuomo, Andrea Sirena, Francesco Montini, Marcello Scisciolo.
A mio avviso e seguendo il mio istinto, delle precitate persone Alice Cometti e Sandro Cuomo per vari motivi non concorreranno alla carica di consigliere. Le restanti sono comunque personalità di tutto rispetto, cui segue un programma denso di iniziative, composto di ben sedici progetti che qui, in sintesi vi elenco:
Progetto 1. Rapporti con la base e tesserati (il più descritto e dettagliato)
Progetto 2. Creazione del Fencing project management, ufficio dedicato per finanziamenti e progetti. (sta parlando di finanziamento di progetti, che all’interno di una società sportiva necessitano di esperti di contabilità e gestione)
Progetto 3. Attività agonistica internazionale (si tratta di atleti di alto livello)
Progetto 4. Settore tecnico. Nuovi criteri di riconoscimento e formazione per una scherma equa e meritocratica. (credo stia parlando di atleti e maestri, o forse solo di maestri)
Progetto 5. Politiche a supporto del settore paralimpico. Don’t worry There’s fencing. Inclusiveness and social wealth. (Tranquilli non è un corso di inglese! È il titolo del project, come se gli atleti paralimpici fossero tutti anglofoni)
Progetto 6. L’alto livello e le sue dinamiche. (si parla ancora di atleti di alto livello)
Progetto 7. Politiche a supporto del settore Master. Progetto Professione scherma facendo collaborare ordini professionali, schermitori e Federazione. (In questo caso il termine Project è stato cambiato in Progetto, forse a causa della scarsa inglesizzazione dei boomer cui è riferito, a differenza dei paralimpici)
Progetto 8. Scherma storica. Un nuovo format per valorizzare la tradizione e innovare la comunicazione. (tenuto conto che gli “storici” come vengono chiamati gli schermitori di questo settore sono più ferrati sul marketing che sulle capacità di insegnamento, credo che questo Project sia stato formulato senza conoscere l’ambiente).
Progetto 9. Settore arbitrale. Piano di riforma e ruoli chiave del GSA nella gestione arbitrale della FIS. (se riesce a riformarlo lo proporrò all’Accademia di Svezia, per il Nobel)
Progetto 10. Comitati regionali. Cinque linee programmatiche per rafforzare i comitati regionali. (in questo caso “linee programmatiche” si potevano tradurre in “programmatic lines”? Chiedo per un amico)
Progetto 11. Performance élite: sinergia tra scienza e scherma. Destinati agli atleti delle nazionali maggiori e giovani. Massimizzare le prestazioni degli atleti italiani. (Performance è un termine inglese, mentre élites è francese, linguisticamente è un passo avanti. Si tratta comunque di atleti di alto livello)
Progetto 12. Benessere in pedane crescere campioni sani. (credo si potesse impostare come wellness in piste o wellness in fencing, meno comprensibile mapiufigo. Come se in palestra venissero centinaia di persone con problemi di salute. Lo sport come terapia di certo non passa per l l’agonismo, ma procede lungo percorsi ben diversi. Si intravvede però una blandissima forma di medicalizzazione delle ASD. Siamo pronti?).
Progetto 13. Scherma scuola e corsi di laurea in scienze motorie. Sinergia tra scuole e università per promuovere la scherma su tutto il territorio. (questo è un progetto interessantissimo, ma dalle numerose voci che ho raccolto, mi sento di poter dire che non ha alcun valore a livello promozionale. La presenza della scherma in università aiuterebbe di certo lo schermitore-schermitrice che studia Scienze motorie, dandogli una preparazione di alto livello, ma sappiamo bene che il gran lavoro va fatto in palestra).
Progetto 14. Comunicazione, marketing, eventi e cerimoniale: Italian fencing masters. Un nuovo volto per la federazione italiana con il progetto IFM. (in questo caso master non sta per gli atleti over 25 ecc… ma è un’altra cosa. Si tratta ancora di scherma di alto livello, ma in questo caso riguarda l’organizzazione degli eventi, tipo le gare internazionali per Cadetti e giovani, che in Italia sono poche.).
Progetto 15. Semestre bianco. Impegno a motivare e rendere pubblici tutti i nuovi contratti stipulati durante il quadriennio. (A parte il semestre bianco o blank semester, mi permetto di segnalare e rammentare che, per la legge sulla trasparenza, i contratti stipulati da una Federazione sono completamente visionabili e lo strumento giuridico si chiama accesso agli atti, come per qualsiasi amministrazione nella quale confluiscono soldi pubblici.
Progetto 16. Rapporti con le istituzioni. Strategia di cooperazione: per rafforzare la presenza della scherma italiana nel panorama internazionale. (non si tratta di scherma di alto livello, ma di amministrazione federale di alto livello, un qualcosa che era già partita con le City partners, ma che poi si è perso completamente. In pratica una miglioria di qualcosa che c’era già).
Da quanto emerge sembra che l’alto livello o la nazionale maggiore sia il cuore del programma (guarda caso, proprio come ai tempi di Scarso). La scherma di alto livello appare infatti in varia forma, in ben tre Progetti. Un po’ meno attenzione verso la base, cioè aumento degli iscritti; delle società e dei maestri. Poca attenzione anche per gli impianti operativi dedicati solo alla scherma.
Il nulla assoluto per quanto riguarda l’Accademia Nazionale di Scherma di Napoli (!?) (anche qui come l’illustre suo predecessore).
Questi 16 Progetti, è giusto dirlo, sono solo un miglioramento del sistema già in essere, e se devo dirla tutta, a me sembra che manchi di una vera vision, per usare un termine italiano tradotto in inglese perché fa più figo, che presenti una Federazione in grado di reggere davvero l’impatto della riforma sportiva, quella cosa che negli effetti ha generato parecchi bruciori gastroesofagei a tutto il mondo dello sport, specie in noi che non siamo tantissimi.
Se in passato si fosse lavorato più in tal senso, oggi avremmo ben altri numeri, ma è un argomento che proposi già nel 2012 insieme a chi mi accompagnò in quell’avventura, e che nessuno ebbe il coraggio di raccogliere, perché ero “il male della scherma”. Già il male. Il lato oscuro, quello che per anni ha cercato di sensibilizzare la base su una gestione personalizzata - e non personalistica/individualistica - del mondo scherma, senza riuscirci.
Ezio RINALDI