martedì 6 novembre 2012

RISPOSTA AD ANONIMO

Come ben spiega Riccardo, dare risposte articolate sul blog è impossibile. Infatti esse devono contenere al massimo 4.096 caratteri. Al fine di attendere comunque alle domande poste da anonimo, pubblico come articolo le chiarificazioni di Riccardo.

"Beh, non siamo dei decisionisti ed accentratori come siamo abituati a vedere da almeno 8 anni a questa parte, prima andrebbe tutto concordato e discusso con le società (e certamente armonizzato con il calendario FIE), si tratta di problemi estremamente complessi ed articolati che non possono trovare una banale soluzione nelle poche righe di un blog.

Già non ammassare e schiacciare tutte le prove cadetti e giovani a fine anno con il loro campionato italiano a febbraio e non dare una finestra vuota di 4 mesi tra la prima e la seconda prova under 14 (colmo dell’incoerenza) non sarebbe affatto male ed è quello che noi suggeriamo.

Certo, finchè la FIS continua a consentire ai COL di organizzare le gare nelle ex scuole o nei capannoni probabilmente avremo capacità limitate e necessità di occupare più fine settimana, con problemi sempre maggiori di armonizzazione tra calendario nazionale e internazionale.
Io già da anni sto sostenendo l’idea di stipulare convenzioni con i gestori di impianti di atletica leggera indoor: impianti di queste ragguardevoli dimensioni e capacità con il raddoppio della direzione di torneo consentirebbero di fare svolgere non solo le prove individuali, ma anche quelle a squadre in un solo fine settimane.

Un bel risparmio di spesa per i contribuenti e maggior coinvolgimento!

Ancona, ad esempio, risolverebbe bene anche i problemi di logistica, è una città centrale e facilmente raggiungibile da tutti ed è dotata di un impianto di atletica al coperto meraviglioso.

Così facendo si inizierebbe anche a liberare qualche giorno di calendario.

Gli assoluti.

Non ci piace neanche un pò l’attuale sistema di qualifica regionale, è incoerente e non rispettoso delle diverse realtà territoriali (qualificarsi nel nord o nel sud sono due sport diversi, qualificarsi in Lombardia - pensa solo alla realtà milanese, dove spesso restano fuori dei veri campioni - o in Calabria, dove si qualificano anche i bambini, sono due sport ancora più diversi).

Il sistema va urgentemente riformato.

Si potrebbero ad es. ripristinare le categorie da conquistare in fase nazionale attraverso scremature regionali molto meno rigorose e sulla base di tali categorie regolare l’accesso alle rispettive prove di campionato italiano (categorie cadette da introdurre).

Perché negare a uno che agli open esce nei 32 e che non si qualifica al campionato italiano assoluto (quindi uno schermidore comunque forte), di vincersi un campionato italiano di seconda o di terza categoria come si faceva giustamente qualche anno fa?

Campionato a squadre di A1, A2, B1, B2 ecc. ecc. va bene ma a livello individuale invece no? E perché, di grazia?

E mi astengo dal parlare del campionato italiano assoluto, con una riduzione dei numeri assolutamente inconcepibile e non rispettoso delle proporzioni tra le varie armi che ha ridotto ad es. la gara di spada ad una passerella di gruppi militari e atleti della nazionale.

Insomma, c’è tanto da fare!

Per le scuole, come si è visto l’assistenzialismo dell’attuale CF non ha prodotto frutti.

E allora bisogna pensare in modo diverso facendo lavorare e coordinando gli organi territoriali, organizzando un sistema di promozione e informazione capillare, interessando le Direzioni dei Comprensori scolastici, coinvolgendo gli stessi insegnanti di educazione fisica che sono un veicolo formidabile per trascinare i ragazzi verso la pratica di una disciplina sportiva.

Invece di organizzare la visita della scuola ad una vecchia fornace o a un museo di farfalle si potrebbe convogliare la scolaresca in una palestra di scherma della città… non mi sembra una cosa difficile, basta solo avere la voglia di pianificare e gestire certi eventi e la FIS deve fare anche questo!

I Maestri.

La FIS ha il dovere di sentire le loro rappresentanze e le parti sociali e di collaborare alla formazione di un progetto che potrà diventare un contratto collettivo da veicolare al CONI e al Ministero competente per l’approvazione finale con provvedimento di legge.
Le nostre stesse esigenze le hanno anche altre federazioni, si potrebbe anche collaborare con loro e arrivare a un contratto collettivo nazionale che raggruppi tutta una serie di tecnici con esigenze omogenee (a titolo meramente esemplificativo i maestri di scherma, di judo e di lotta).

Per fare tutto ciò ci vuole non solo volontà, ma anche capacità e io non credo che il Presidente uscente con il suo CF possano fare in 4 anni tutto ciò che non hanno fatto in 8.

Riccardo BONSIGNORE"

 

2 commenti:

  1. E' proprio necessario far qualificare i Cadetti tramite Caf, più o meno validi, alla prova nazionale Open. Non sarebbe meglio dare spazio agli 'assoluti' che formano la vera ossatura di una società. Infatti, sono quegli 'adulti', ragazzi di più di 20 anni, che portano avanti le palestre con i loro esempi di vita e le loro esperienze e sono da traino per i giovani. Però un 'assoluto' ha solo 2 gare di qualificazione all'anno per partecipare ad altrettante prove nazionali. Mentre un U17 o U20 ha numerose prove di categoria nazionali oltre ad altrettante internazionali. Bhè considerando poi che tutto avviene tramite il Ranking e che questo si modifica con le prove nazionali, fornire più possibilità ad un U17 di qualificarsi alla prova nazionale, significa farlo salire di Ranking ed autorizzarlo a partecipare alle gare Internazionali.
    Non mi si dica ci sono i Master. Apprezzabili ma dai 35 anni in avanti. Quindi nell'età della maturità schermistica, dai 20 ai 30 anni, la possibilità di gare sono esigue. Strana lungimiranza e forma di investimento considerando che non tutte le società hanno budget autonomi, ma dipendono da convenzioni con Enti pubblici che impone la scherma anche ad adulti, quindi però come li si mantiene in palestra se possono fare 2 gare all'anno e mai avere la possibilità di partecipare alle coinvolgenti e appassionanti prove nazionali?

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  2. E' proprio così!
    Superati gli under 23 restano solo due gare nazionali open (ammesso che ci si riesca a qualificare, ma la maggior parte resta tagliata fuori) e forse la coppa Italia.
    Fino a 20 - 23 anni, quindi, ci si ammazza di fatica e poi, nel momento della piena maturità schermistica, ci si gira quasi i pollici partecipando se va bene a gare completamente fuori portata dato che gli open se li possono vincere soli i vari nazionali assoluti.
    Anche per questo sto/stiamo da tempo criticando l'irrazionalità del calendario agonistico "scarsiano".
    Riccardo BONSIGNORE

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