lunedì 5 novembre 2012

CRITICHE E MIGLIORAMENTI

Ricevo da Riccardo Bonsignore, con preghiera di pubblicare su questo blog, le sue riflessioni su argomenti riguardanti l'organizzazione federale in alcuni aspetti di carattere operativo.

"A meno di un mese dalle elezioni per il rinnovo della Presidenza e del Consiglio Federale della FIS, potrebbe essere utile spendere qualche parola in più per i curiosi che vengono a sbirciare in questo sito.

Sarebbe logico e naturale partire da tutto quello che non va per poter dire cosa e come si può migliorare, ma mi hanno suggerito cautela, a quanto pare l’attuale governo FIS non è ben propenso ad accettare critiche!

Rebus sic stantibus, onde non essere di fastidio per nessuno, mi limiterò a dire cosa secondo me - e naturalmente secondo il gruppo di candidati di cui faccio parte - c’è da sistemare, cercando di limitare l’analisi critica, anche perché non siamo dei rivoluzionari e anzi, in caso di successo, la nostra azione riformatrice sarebbe estremamente graduale e conservativa delle cose buone e valide che, nonostante tutto ci sono ( sarebbe scorretto negarlo).


Il noto detto anglosassone “change your mind” potrebbe velocemente sintetizzare la visione di chi ritiene che l’approccio alle istituzioni dovrebbe essere ben diverso da quello a cui siamo stati finora abituati.

La Federazione non può essere un luogo dove insediarsi per decenni, un posto di lavoro stabile e foriero di utili per i suoi “politici”. Non dico che siamo arrivati ai livelli intollerabili di certe federazioni italiane ben note, dove la quasi globalità delle entrate provenienti dal CONI è destinata a foraggiare gli amministratori (e qualche briciola va agli atleti), ma basterà avere un minimo di attenzione per guardare a casa nostra e rendersi conto che anche da noi le cose non procedono in modo ideale: basta guardare, ed invito tutti a farlo, il bilancio pubblicato sul sito federale.

Io, francamente, non credo che ci sia bisogno di questa onnipresenza del presidente e dei consiglieri in perenne missione (naturalmente con gettone di presenza assicurato e quindi con i correlati costi a carico nostro) in ogni più piccolo posticino italiano e del mondo e penso anzi che una migliore razionalizzazione delle risorse economiche, ivi comprese quelle destinate alle spese di presidenza e del C.F., sarebbe opportuna: est modus in rebus!

Del resto, oggi, una buona fetta della partita si gioca soprattutto sul web, a patto di sapere usare il computer e di conoscere bene almeno l’inglese (e secondo qualcuno anche l’italiano…).
Ci credo che poi si faccia fatica a trovare anche la miseria di qualche migliaio di euro per rimborsare il viaggio e l’albergo ad una parte delle nostre nazionali impegnate in un campionato del mondo: se l’apparato costa così tanto, il budget a disposizione della FIS ogni anno fa molto presto a finire!

Insomma, la Federazione “apparato burocratico” si deve dare una regolata, deve tagliare un bel po’ di costi, anche molti contratti vanno rivisti; i soldi federali dovranno essere destinati in primo luogo a beneficio degli atleti di tutte le categorie e va lanciato forte e chiaro il messaggio che i nostri burocrati dovranno rispettare le regole della rotazione degli incarichi che ogni buona politica dovrebbe conoscere e osservare.

Ma qui il presidente uscente pare vada in senso contrario: infatti mentre da un lato si sostiene la necessità di allontanarsi dalla vecchia “brutta politica”, dall’altro invece si intenderebbe aprire le porte alla politica peggiore che si conosca, ossia quella dei partiti: ciò, com’è noto, è stato in parte fatto con l’inserimento nella rosa dei candidati “scarsiani” di un noto uomo di partito.

Un segnale, quindi, che non mi pare dei più coerenti e tranquillizzanti. Però, avevo premesso poche critiche.
E allora consentitemi di limitarmi a dire ad alta voce che non voglio mai più vedere un presidente superare i due mandati consecutivi e che anche sui consiglieri occorrerà valutare delle limitazioni di durata, regole igieniche di base, queste, su cui nessuno dovrebbe avere più dubbi.

Come ormai sapranno bene i miei quattro lettori che mi seguono da quando scrivevo su Schermaonline, non vivo nell’iperuranio, ma sono uno che ancora, a 47 anni suonati, la sera va in palestra ad allenarsi e che si fa le gare open e master regionali e nazionali.

Pertanto, poiché me ne sto ancora in pedana con indosso una divisa sudata e puzzolente, muoverò dall’unico punto di vista possibile per me, ossia quello dello schermidore faticatore e non quello dell’ex in colletto bianco comodamente seduto in poltrona.

So bene, a tal proposito, che oggi la situazione agonistica non è affatto soddisfacente per nessuno.

Non lo è per le categorie giovanili, non lo è per gli assoluti, le cose vanno invece un po’ meglio per i Master (grazie all’AMIS), che però pagano i benefici nazionali faticosamente conquistati quando si recano all’estero.

Per brevità, non vi tedierò dissertando sull’irrazionalità del calendario agonistico, che alterna periodi intensissimi - con sovrapposizioni di impegni onorabili soltanto da chi abbia il dono dell’ubiquità e la forza di Ercole - a pause fastidiosamente lunghe, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.

Limitiamoci a considerare soltanto i luoghi di gara. Troppo spesso reperiti al risparmio dalle società che si aggiudicano l’evento senza alcuna procedura regolamentata e trasparente, ed in posti davvero poco accessibili.

Non è raro, infatti, che chi viene dai luoghi più lontani dopo avere preso l’aereo sia costretto a prendere anche un treno o ad affittare una macchina, sobbarcandosi così di costi non indifferenti.
E questo per poi di sovente arrivare presso strutture squallide ed inidonee come ad es. fiere, costruzioni industriali vetuste, vecchie scuole, tutti posti privi di accettabile climatizzazione, sia in inverno che in estate, dotati di un parterre più simile ad un mercato delle vacche che ad un luogo di gara, dove chiunque è libero di entrare e di intralciare e, se vuole, di urlare a fondo pedana senza nessun addetto al controllo o alla sicurezza che intervenga a fare ordine.

Salvo rare eccezioni (e onore al merito dei pochi illuminati COL), si tratta di luoghi dove gli schermitori e le schermitrici non sanno neppure dove mettere le sacche - o sedere tra le pause di gara - dove si evita anche di andare al bagno in caso di necessità perché una latrina militare al confronto sembrerebbe un posto profumato ed elegante e dove alla fine, se tutto va bene, ci si fa la doccia fredda.

E non mi dite che esagero, perché l’ultimo open di qualifica regionale me lo sono fatto in un pallone vicino a campi agricoli in mezzo alle mosche… così tante tutte insieme in vita mia le avevo viste solo nei documentari.

Gli spettatori non se la passano certo meglio: seguire le eliminatorie diventa impresa impossibile a meno di non avere la vista di superman (anche quella a raggi x: chissà perché la sfiga si accanisce facendo in modo che anche i segnalatori siano sempre orientati in senso contrario al pubblico).
Però siamo la prima federazione di scherma del mondo, abbiamo la Vezzali e Montano e un presidente che sorridente ed elegantissimo continua a contare, come un disco rotto, le medaglie olimpiche comprese quelle conquistate da Nedo Nadi (merito, ovviamente, suo e non dei ragazzi del passato e del presente che sputano sangue in pedana ore e ore al giorno, dei loro maestri e delle loro società!).

Eppure, mettere queste nostre fulgide realtà in condizione di lavorare e di rendere al meglio nei luoghi di gara, ma anche e soprattutto nelle loro palestre, non dovrebbe essere una cosa così difficile; probabilmente come misura minima da adottare basterebbe una maggiore presenza della FIS durante la fase organizzativa delle principali manifestazioni, un miglior raccordo con gli organi territoriali, la predisposizione di misure di assegnazione delle gare trasparenti e meritocratiche e qualche investimento destinato ad assicurare la presenza di addetti all’ordine e alle pulizie. Ma, lo dimenticavo, noi siamo già al top, abbiamo il record di medaglie, possiamo continuare a farci la doccia fredda!

Se poi i media non sono attratti dalla scherma e se gli sponsor non ci considerano forse non è solo a causa della “sfiga”, ma potrebbe anche essere una conseguenza di questo stato di cose, della nostra approssimazione e quindi della nostra “scarsa appetibilità”.

Potrei intrattenervi ancora un bel po’ parlando della promozione della scherma nelle scuole, dei progetti per aiutare i giovani schermidori più dotati a studiare ed allenarsi senza incanalarli necessariamente nei gruppi militari e di Polizia, così creando spesso dei futuri disadattati, delle imponenti migrazioni di atleti da una sala all’altra e del perché ciò stia avvenendo con frequenza sempre maggiore, o ancora, si potrebbe parlare dei costi sempre crescenti che la scherma sta assumendo per chi decide di praticarla, ossia di temi misconosciuti.

Potrei parlare altresì delle società, ormai alla canna del gas, o della situazione normativa a dir poco caotica dei maestri.

In pochi l’hanno fatto finora, sono quasi tutti troppo occupati a contare i consensi, a dissertare sulle schede bianche o colorate e non vorrei neppure andare troppo contro corrente, o peggio, correre il rischio di tediarvi parlando di questioni tecniche troppo complesse che richiederebbero pagine e pagine di analisi.

Però, appena avrò un po’ di tempo parlerò di un’altra cosa che mi sta molto a cuore, ossia delle nazionali (soprattutto giovanili), dei criteri oggettivi delle convocazioni - che a me attualmente sembrano un po’ troppo soggettivi - e anche del nonnismo…. Ops, credo di avere pronunziato una parola tabù…
Riccardo BONSIGNORE"
 

 
 

1 commento:

  1. Ho letto con attenzione tutto quello che hai scritto e per questo ti pongo udei semplici quesiti:

    -cosa avete intenzione di fare voi, come gruppo. per migliorare le cose???
    ho letto il vostro programma ma non ho letto nulla di pratico.
    Parli di calendario gare...sai credo sia stilato in base alle gare internazionali, quindi non di facile organizzazione, voi come pensate di programmarlo?
    Promozione nelle scuole?questo consiglio mi sembra abbia ottenuto gratuitamente il materiale per coloro che hanno presentato un progetto scolastico..voi che fareste?
    riguardo la scuola ci sono dei soldi che vengono stanziati in base ai voti, alle tesi di laurea etc etc voi invece cosa proponete?
    Riguardo i maestri?come vi vorreste muovere??
    Parli di luoghi di gara??perchè visto che vi date l aria di rinnovatori e di persone che parlano senza paura non fai i nomi dei luoghi di gara che secondo te non sono idonei?se non vengono fatti i nomi come faccio a comprendere il tuo messaggio??
    intanto mi farebbe piacere visto che devo andare a votare il due di dicembre vorrei avere le idee più chiare.
    un saluto!!!
    Anonimo Indeciso.

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