domenica 2 marzo 2014

VERTICE E BASE: riflessioni della Signora Bianca IANNUZZI


Mi chiedevo, parlando con alcuni amici, che sicuramente sono più addentro di me e con maggiore peso politico e continuità nella scherma (io ci sono ritornata per i miei figli) : ma Scarso quando si è candidato ha detto che avrebbe fatto la caccia alle "poltrone" e soprattutto, nel suo programma elettorale, che credo sia pubblico, c'è scritto che avrebbe dedicato solo il 20% del suo tempo alla Fis?

Dico questo perché leggendo il blog PIAZZA DELLA SCHERMA e la cronaca scopro che Scarso è: presidente Fis, vice presidente Fie e fin qui ottimo perché coerenti. Vicepresidente Coni e anche qui ci siamo, ma dobbiamo considerare che l'incarico di Vicario non è cosa da poco. Commissario per la regione Sicilia.

Ora considerando i numerosi impegni del Maestro Scarso, quanto dedica concretamente alle vicende della Scherma e soprattutto al benessere del suo movimento e della base?

Pensare sempre che se il vertice è solido diventa solida la base, è il modo per far crollare i palazzi. Certo i successi di Vezzali & co, sono il fiore all'occhiello soprattutto per diventare vicepresidente vicario Coni e piazzare persone sulle poltrone, ma senza la base e senza occasioni per tutti e senza un movimento di dirigenti e atleti e soprattutto tecnici e famiglie, soddisfatte, tutto crolla e si entra nel baratro.

Faccio notare che la Canoa, Canottaggio (fantastiche discipline, con ottimi atleti veri sportivi) e altri sport, sono entrati nel baratro per anni e forse perché si inseguivano troppo e solo i successi di Abbagnale e Rossi. Fortunatamente sono in netta ripresa e ci daranno grandi soddisfazioni.

Mi si può dire che la scherma il baratro non lo ha mai conosciuto, certo dipende come si leggono le cose. A Pechino abbiamo preso medaglie in tutte le discipline, se non ricordo male.... in ogni caso se vogliamo considerare il fatto che invece di essere sempre uno scalino sopra gli altri, adesso perdiamo dagli Stati Uniti come a Londra nella Spada e fino a qualche anno fa in Usa la scherma non esisteva. In Coppa vinciamo a 44 con il Brasile.

Certo non è baratro perché mi parlerete dei risultati dei Giochi del Mediterraneo U17 e U20, ma facciamo i seri e analizziamo concretamente le cose. Abbiamo un movimento scontento per tanti aspetti, non c'è molto ricambio vero, se non nel Fioretto e conquistato a suon di podi mondiali e non di scelte Tecniche. C'è politica nelle gare regionali come in quelle nazionali, anche il più "disattento" schermitore sa, dalle foto al resto, che deve far parte del Clan.

Non sono disfattista dico solo che le "crisi" politiche non scoppiano mai dal nulla ma solo dopo molti segnali e la capacità "politica" è capirli prima e non provare dopo a trovare inutili palliativi.

Siamo tutti amanti di questo sport e quindi vogliamo costruire e non distruggere, ma fin quando ogni intervento democratico, critico e costruttivo, viene zittito come frustrazione personale: dove andremo a finire?

Bianca Iannuzzi

 

4 commenti:

  1. Gent. signora, Lei pone l’accento sul singolare atteggiamento che la Fis assume a fronte delle censure e delle argomentazioni critiche sfavorevoli.
    Condivido appieno le sue valutazioni sulla politica federale che, a mio avviso, contribuisce a creare quel clima di malessere fra tanti promettenti atleti, generando in loro, e non solo in loro, il convincimento che ciò sia frutto del volere governare il mondo schermistico considerandolo soltanto come una terra di conquista.
    Inoltre, mi sembra di capire che, secondo la sua esperienza, certe scelte federali siano parecchio difficili da comprendere, almeno alla luce dei risultati fino ad oggi ottenuti, e che i molteplici incarichi attualmente ricoperti dal presidente Scarso siano inconciliabili con l'esigenza di una cura costante ed efficiente dei più naturali interessi della Federazione.
    In chiusura lei conclude il commento con un interrogativo essenziale: dove andremo a finire?
    Alla sua domanda rispondo così: è sempre inutile per un uomo credere di poter conquistare la Luna se alla fine rischia di perdere anche la Terra!
    Cordiali saluti
    Dott. Antonello Fileccia

    RispondiElimina
  2. Gentile sig.ra Iannuzzi, un aforisma spirituale dice che quando ascoltiamo veramente non restiamo gli stessi. Il suono che ci raggiunge e trova accoglienza produce un cambiamento nell'intimo e stimola all'azione.
    Ascoltare gli altri richiede capacità di discernimento, onestà intellettuale e coscienza e, per conseguenza, grande coraggio e lealtà, oltre che sagacia nel rispondere. Ascoltare, dunque, è un'impresa impegnativa, a volte faticosa, perchè può portare a cambiare le proprie idee e potrebbe addirittura costringere ad affrontare scelte difficili. Se si ha troppo poco tempo ma molti incarichi e troppi equilibri da mantenere, ascoltare può diventare pericoloso, addirittura eversivo. Eppure i grandi uomini, quelli che si celebrano e si raccontano, sono stati capaci di affrontare questo rischio e uscirne rafforzati, facendo la differenza tra Waterloo e Azincourt.
    Dove andremo a finire lei chiede, mi auguro non a Waterloo.
    Paola Puglisi

    RispondiElimina
  3. Gentile Signora,
    avrei voluto commentare su tutto il suo articolo, ma i post del Dott. FILECCIA e dall'avv. PUGLISI mi hanno superato. Posso solo aggiungere che, è un dato di fatto, con Scarso siamo arrivati ai massimi vertici raggiungibili e le devo dire che nemmeno ai tempi del grande NOSTINI eravamo tanto in alto. Cosa diversa è il tempo che tutte le cariche ricoperte dal Presidente portano via alla scherma. Ciò nonostante, sono un ottimista, non finiremo in nessun baratro: la scherma vive al di la dei dirigenti (federali).
    Ezio RINALDI

    RispondiElimina
  4. Italo ROSSI (verascherma) ha scritto il sottostante commento che non so per quale ragione non sono riuscito a pubblicare direttamente. Quindi ho fatto un copia ed incolla e l'ho postato personalmente. Spero di riuscire a porre rimedio all'inconveniente.
    "Mi permetto di dire solo che, confermando ciò che lei dice (Rinaldi), i numeri erano ben diversi nel periodo Nostini. Le nazioni concorrenti anche. Quindi lei mi dirà, Appunto! Infatti, a Scarso si da il merito di aver portato la scherma in ogni angolo d'Italia e del Mondo, ma a che costo. Inoltre, quando la base si allarga le esigenze sono diverse e più ampie e delicate da gestire. Forse, la signora Iannuzzi nella sua lettera, mi sembra di capire, chiede proprio questo. Scarso sarà in grado di gestire il movimento che cresce, ricordiamoci che ci sono voluti gli Scarso e Di Blasi per scardinare il potere Nostini. Ora ci vorrà qualcuno o basta solo che Scarso capisca il malumore. L'incaponirsi su Cuomo allarma la base sul fatto che lui non la ascolti e neppure la passività del CF aiuta a non credere alla Waterloo. Mi auguro di no per rispetto ai sacrifici che famiglie, dirigenti e tecnici, fanno.
    Ad Maiora
    Italo ROSSI "

    RispondiElimina