domenica 25 maggio 2014

OPERAZIONE SCHERMA PULITA


L’abbiamo battezzata “operazione scherma pulita” e siamo partiti lancia in resta, ciascuno con le proprie convinzioni e i propri progetti non partecipati, e poi ci siamo persi per strada.
Tra il 20 e il 30 novembre 2012, un gruppo di persone tra cui io, mio marito, il sig. Pietro Ingargiola e sua moglie Anna Sciortino, assunse l’iniziativa di costituire un’associazione sportiva dilettantistica nella quale l'attuale Presidente del G.S.A. avrebbe svolto attività magistrale. Lo testimoniano le mail, i messaggi e tanti altri documenti che ancora conservo, con cui ci siamo scambiati pareri, opinioni e consigli sul modo migliore di costituirla, sul ruolo dei consiglieri, sul logo e su tanti altri piccoli particolari.
Ma quando si parte con il piede sbagliato è difficile tenere il passo.
A dispetto del titolo ridondante, l’operazione nacque sulla scorta di una serie di informazioni errate forniteci dal sig. Ingargiola che mettevano in dubbio l’onestà e la lealtà del Presidente di Sala d’armi Trinacria; informazioni apparentemente confermate  da un documento che aveva ottenuto da “qualcuno” all’interno della Fis, dichiaratamente violando le disposizioni del d. lgs. n. 196/2003.
Eppure, come sempre accade, ognuno di noi ritiene di essere un Raskol'nikov o un Valentino, autorizzato, lui solo, a violare le regole che gli sono d’intralcio perché “il fine giustifica il mezzo e noi siamo quelli che se sbagliano lo fanno per giustizia, e quindi poco importa se infrangiamo le regole, non siamo mai dalla parte del torto, noi siamo gli onesti”. Così nessuno di noi, allora, si scandalizzò del fatto che il presidente del GSA avesse violato la legge e andammo avanti dritti alla meta verso il traguardo: Accademia Scherma Palermo a.s.d.
L’associazione fu costituita il 2 dicembre 2012 alle ore 19,00 presso il mio studio professionale. Il consiglio direttivo contava undici componenti uno dei quali, in quel momento ancora in carica come vicepresidente di Sala d’armi Trinacria.
Solo che, quando si fonda un’associazione sportiva occorre che ci siano anche gli atleti, e noi gli atleti non li avevamo. O meglio, nella nostra mente c’erano: erano  gli atleti di Sala d’armi Trinacria, che, eravamo assolutamente certi, ci saremmo presi tutti.
Ma la burocrazia non sempre va d’accordo con l’immaginazione e, a dispetto delle nostre aspettative, per affiliarci dovevamo tesserare dieci atleti non sottratti ad alcuna altra associazione. Quindi bussammo alla porta di amici e parenti per avere dieci nomi da inserire nel modello “R”. Alcuni di costoro non li ho mai visti in vita mia, non so neppure se abbiano mai indossato un paio di scarpette sportive, e quale sport preferissero, ma hanno sottoscritto il modello e solo questo contava allora.
Trovati gli atleti, occorreva ancora il Tecnico affiliante.
Il  maestro sarebbe stato Pietro Ingargiola, ma essendo Presidente del GSA gli era inibito figurare ai sensi degli artt. 60 Statuto federale, 83 e 84 NRO e 8 del Codice deontologico del Gruppo Arbitrale. Quindi  serviva un amico che gli facesse da prestanome.
Ma poiché il M° Ingargiola non sapeva ancora chi dovesse fargli questo favore, ci disse, per guadagnare tempo, di spedire una copia del modello “A” non compilata e priva di allegati al presidente del Comitato Regionale Sicilia il quale lo avrebbe firmato “in fiducia” e rimandato indietro.
E  così fu fatto.
Il 12 dicembre 2012 il modello “A” bianco in tutte le sue parti salvo che nello spazio dedicato al timbro e alla firma del Presidente CRS “per attestazione dei requisiti di affiliazione”, arrivò all’indirizzo del Presidente di Accademia Scherma Sicilia che, raggiante di gioia, me lo consegnò.
Quattro giorni dopo, Pietro Ingargiola inoltrò al mio indirizzo di posta elettronica un’email ricevuta da Giuseppe Bucca con allegata la fotocopia del documento d’identità dell’allora Istruttore nazionale Rosa Inzirillo. Il documento serviva a dimostrarci che la sig.ra Inzirillo, che non conoscevamo, era realmente d’accordo a figurare quale tecnico affiliante per l’associazione.
Così il nome di Rosa Inzirillo fu inserito nel modello “A” già sottoscritto dal Presidente Manzone.
Il 18 dicembre il modello fu spedito in Federazione per l’affiliazione, compilato e sottoscritto dal Presidente di Accademia Scherma Palermo e corredato degli allegati,.
Durante tutto questo tempo Pietro Ingargiola continuava a svolgere attività magistrale a titolo oneroso presso Sala d’armi Trinacria e lì avvicinava gli allievi più fidati per convincerli a lasciare la società di appartenenza e aggregarsi ad Accademia. E, allo stesso modo, ciascuno di noi provava a convincere quei genitori con cui aveva maggiore confidenza.
Il 21 dicembre, nella bruttissima serata in cui, in maniera vile e confusa, dicemmo addio al Presidente di Sala d’armi Trinacria, eravamo riusciti a portarne via soltanto una trentina su cinquantaquattro. Gli altri sono rimasti lì, alcuni ben felici di aver perso il maestro che non amavano, altri perché non ne hanno apprezzato il comportamento finale.
Il 14 gennaio 2013 Accademia Scherma Palermo divenne un’associazione affiliata alla Federazione Italiana Scherma pur non avendone i requisiti.
L’operazione scherma pulita era giunta al termine, un po’ più sudicia di quando era partita.
Esattamente due mesi dopo io e mio marito abbiamo receduto da Accademia e ci siamo dimessi dal consiglio direttivo. Non riuscivamo più a conciliare la nostra coscienza con la cd. operazione scherma pulita. Avendo scoperto l’erroneità delle informazioni ricevute all’inizio ritenevamo che fosse doveroso ammettere gli errori commessi e porvi rimedio, ma non trovando più alcuna comunione d’intenti con gli altri che non intendevano accertare una verità diversa da quella che fino a quel momento avevano condiviso, siamo andati via impegnandoci a fare tutto il possibile per aiutare a rimettere in sesto la società che avevamo contribuito a danneggiare gravemente.
Al ritorno dell’estate, purtroppo, abbiamo dovuto prendere atto del fatto che l’operazione scherma pulita non era mai stata abbandonata. Ancora una volta si era tentato di mettere in cattiva luce il presidente di Sala d’armi Trinacria attribuendogli comportamenti sostanzialmente scorretti. Anche questo era falso. Abbiamo, quindi deciso, per porre fine a questo stillicidio, di chiedere chiarimenti in Federazione.
La Federazione ha fornito una breve risposta, di cui è stata data notizia il 16 gennaio 2014 su questo blog, con cui affermava di non avere rilevato alcuna irregolarità ad eccezione della questione relativa al tecnico affiliante per la quale era stato dato incarico al CRS Sicilia di svolgere accertamenti.  E tuttavia, il 19 gennaio durante la 2° gara regionale g.p.g., il presidente e il segretario del CRS Sicilia, per conto della Federazione,  hanno chiesto a me e mio marito e, qualche giorno dopo anche al presidente di sala d’armi Trinacria, di trovare il modo di mettere fine a questa vicenda delicatissima che, coinvolgendo organi federali, avrebbe messo in cattiva luce la Federazione.
Io ho risposto che volevo che fosse accertata e resa pubblica la verità dei fatti.
Ci è stato, invece, suggerito di “chiuderci in una stanza con Pietro Ingargiola e con il Presidente di Sala d’armi Trinacria e chiarirci”, poi io avrei dovuto scrivere una lettera nella quale dicevo che  tutto era a chiarito.
Ovviamente non c’è stato alcun incontro e io non ho scritto la lettera richiesta.
E come avrei potuto? Sono convinta, infatti, che niente sia a posto, che molto di male sia stato fatto, che siano state violate troppe regole, che troppe se ne continuino a violare.
Sicuramente c'è stato un esercizio non corretto dei poteri di natura di natura pubblicistica assegnati alla Federazione.
Come tutti sanno, infatti, l’affiliazione, vale a dire il riconoscimento delle società che intendono organizzare attività di sport all’interno dell’ordinamento sportivo, è un’attività che la Federazione svolge su delega del CONI.
Si tratta, cioè, di un’attività finalizzata alla realizzazione di interessi fondamentali ed istituzionali dell'attività sportiva, di natura pubblicistica, che la Federazione compie quale organo del C.O.N.I.
Sicché la sussistenza dei requisiti per l’affiliazione vale quale presupposto per l’esercizio di un potere pubblico.
Per mia esperienza diretta posso dire che non c’è stata alcuna verifica circa la sussistenza dei requisiti di affiliazione. Noi abbiamo tesserato atleti che non hanno mai inteso praticare la scherma, non abbiamo indicato alcun tecnico, non avevamo neppure i locali dove svolgere attività e, ciò nonostante, il modello “A” è stato sottoscritto dal Presidente del CRS Sicilia il quale, ripeto, lo ha sottoscritto in bianco.
Né, poi, tale lacuna è stata sanata. Il tecnico affiliante indicato ex post, non ha mai messo piede in Accademia Scherma Palermo.
Quando, lo scorso 19 gennaio, ho ricordato questi fatti al Presidente Manzoni, lui mi ha risposto che era stato un comportamento normale, che si fa sempre così.
Non sono d’accordo, credo che si tratti di una prassi contra legem, ammesso che di prassi si tratti, dato che ho sentito dire di società siciliane che avrebbero atteso fino ad un anno le dovute verifiche.
Penso quindi che sia giunto il momento in cui la Federazione debba davvero prendere in esame la possibilità di verificare seriamente se sono state commesse irregolarità.
Credo sia giunto il momento di mettere da parte la “ragion di stato”.
Credo che la scherma italiana, i suoi campioni, tutti gli atleti, i tesserati, quelli che con sudore ogni giorno tirano avanti senza poter contare sulle amicizie, e tutti i cittadini italiani che con le loro tasse pagano i contributi percepiti dal Coni e dalle Federazioni sportive, abbiano diritto a che sia fatta chiarezza.
Credo che il Presidente federale non possa più esimersi dall’intervenire e  assumere una posizione chiara e precisa sul merito dei fatti segnalati; diversamente sarebbe quanto meno opportuno che rassegnasse le proprie dimissioni.
Paola Puglisi

2 commenti:

  1. Un anonimo mi ha scritto dicendosi stupito del fatto che il sottoscritto, prima di esprimere qualsivoglia giudizio, non abbia sentito anche i soggetti coinvolti, che sicuramente conoscerei di persona. In sintesi, egli afferma che quello promosso dai Signori FILECCIA sia stato un ottimo pretesto per “organizzare” un “attacco” politico, che pur non condividendolo, lo giustifica.
    Il commento, in alcuni passi potrebbe essere condivisibile ma non l’ho pubblicato perché anonimo. Al tempo stesso non mi voglio sottrarre alla critica e colgo l’occasione per chiarire il mio concetto.
    • Conosco personalmente alcune delle persone citate e sono convinto che avvertiranno la necessità di dover chiarire, nelle sedi opportune, ogni aspetto relativo alla vicenda segnalata dall’avv. PUGLISI;
    • Non formulo giudizi, mi limito ad esprimere considerazioni, condivisibili o meno, e lo faccio in chiaro;
    • I Signori FILECCIA hanno denunciato dei fatti con prove alla mano, eventualmente dovrebbero essere gli altri a chiarire o a confutare la fondatezza di quanto espresso e dichiarato pubblicamente, anche attraverso comunicazioni fatte al CONI;
    • Ritengo molto più significativo un intervento delle Istituzioni (CONI-FEDERAZIONE) con l’apertura di una approfondita indagine sulla questione, a salvaguardia della immagine della F.I.S. e di tutto il movimento;
    • Non mi risulta che i Signori FILECCIA siano Dirigenti societari ne, tantomeno, tesserati FIS, pertanto non vedo l’attacco politico che, se vogliamo sarebbe più riconducibile al sottoscritto. In tal senso, però, non ho bisogno di persone terze per assumere una simile iniziativa, in quanto se avessi qualcosa da dire la direi personalmente, in chiaro e probabilmente direttamente al Presidente, cosa che comunque ho sempre fatto;
    • il numero di letture sugli argomenti esposti la dice lunga sull’interesse che gli stessi hanno suscitato. L’anonimo sicuramente è un assiduo frequentatore del Blog ed avrà certamente notato che i commenti ai vari articoli non sono andati oltre la decina e di questi solo pochissimi (uno o due) sono stati di parere contrario; per gli altri c’è stata una sorta di silenzio assenso che fa ritenere condivisibile le argomentazioni esposte.
    Ezio RINALDI

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  2. Gent.mo sig. Rinaldi, a quanto pare l’ennesimo “coraggioso famiglio,” Le muove l’accusa di voler sfruttare una vicenda contingente per lanciare un attacco politico! Se avrà modo di risentirlo riferisca a costui, da parte mia, che per quanto reciti molto bene la parte assegnatagli prima o poi troverà un direttore di scena che farà abbandonare il palcoscenico anche a lui.
    Saluti
    Antonello Fileccia

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