domenica 12 febbraio 2017

LETTERA APERTA ALL’ON. Valentina VEZZALI

Cara Valentina,
oggi mi rivolgo a te non come l’atleta che conosco e che tutto il mondo ci invidia, ma quale Deputato del Parlamento Italiano e la mia sarà la lettera aperta di un cittadino ad uno dei rappresentanti del più importante organo dello Stato.

On. Vezzali,
il mondo della scherma ha salutato con particolare piacere la Sua elezione in seno al Consiglio Federale conscio del fatto che Ella avrebbe portato alla Federazione non soltanto il contributo e il prestigio derivante dalla sua carriera fino ad oggi insuperata, ma anche la garanzia di un ruolo istituzionale altissimo qual è quello di Deputato.
E’ dunque a Lei che mi rivolgo per chiederle, quale On. Deputato e membro del Consiglio Federale di  restaurare le prerogative dell’Assemblea che sono state indebitamente calpestate.
Di certo saprà, se n’è scritto a lungo su questo blog e ancora se ne scriverà, che nel settembre scorso la Federazione ha inviato alla Giunta Nazionale, per l’approvazione, un testo dello Statuto che conteneva numerose e consistenti modifiche e che non era frutto di una delibera dell’Assemblea ma del lavoro di un ignoto compilatore, con la motivazione che si trattava della correzione di meri refusi non sostanziali.
In realtà la comparazione dei testi del 2014 e del 2016 dimostra che il lavoro dell’ignoto compilatore è stato ben più ampio ed è consistito nell’apportare modifiche sostanziali al testo redatto dal Commissario ad acta nel 2014.
Ed in effetti il Presidente Scarso, in Assemblea proprio davanti a Lei che di lì a poco sarebbe entrata a far parte dell’apparato direttivo federale, leggendo il Bilancio di fine mandato ha frettolosamente  spiegato ad una platea evidentemente distratta, come le modifiche dello Statuto fossero il frutto di un periodo di revisione così prolungato da rendere impossibile la convocazione dell’Assemblea.
Immagino che se avesse ascoltato o letto con maggiore attenzione le parole del Presidente si sarebbe alzata in piedi e avrebbe fermato l’Assemblea. Chi, infatti, meglio di Lei, che fa parte del corpo assembleare più importante d’Italia, sa che la tutela della democrazia risiede prima di tutto nel rispetto delle prerogative e delle competenze dell’organo assembleare?
Ma quelle parole Le sono certamente sfuggite, così come è avvenuto per tutti i presenti e siamo giunti sin qui con uno Statuto nullo ed un’Assemblea oltraggiata nelle sue prerogative.
E perché poi? Quali ragioni hanno convinto la Federazione a cambiare lo Statuto senza convocare l’Assemblea, quando sarebbe stato facile interpellarla dato che lo Statuto consente di convocare contemporaneamente l’Assemblea Straordinaria e quella Ordinaria elettiva?
Secondo insistenti voci di corridoio questo è successo perché tra le norme che si intendevano modificare c’era quella sull’ineleggibilità del Presidente Federale al terzo mandato; una disposizione troncante voluta dall’Assemblea nel 2011 e riconfermata dal Commissario ad acta nel 2014.
Era così grande la paura di misurarsi ancora una volta con la volontà dell’Assemblea?
Certo tutti possono sbagliare, anche se alcuni errori sono meno perdonabili di altri, ma che dire quando si insiste nell’errore?
Mi sarei aspettato dal Presidente e dal Consiglio Federale una dichiarazione pubblica di scuse e l’immediata convocazione dell’Assemblea Straordinaria ma tutto questo non è ancora avvenuto e si dà a intendere che tutto sia a posto, e che l’iter seguito dalla  Federazione sia stato regolare.
Mi creda, Onorevole, non siamo dinanzi ad una questione politica, non si tratta più di sostenere questa o quella fazione ma ci troviamo di fronte ad una grave crisi della democrazia interna alla Federazione.
Come si può accettare, come può farlo Lei che è un membro del Parlamento Italiano, che l’organo di governo avochi a sé i compiti dell’Assemblea?
Se domani il Consiglio dei Ministri inviasse al Capo dello Stato il testo modificato di una legge del Parlamento, dichiarando che si trattava di refusi o che non c’era il tempo di ascoltare il Parlamento, cosa direbbe? Cosa mai diremmo tutti?
Mio caro Onorevole, quando si cominciano a trovare delle scuse, quando si fa appello a ragioni di urgenza per giustificare il mancato rispetto del principio di separazione dei poteri, in quel momento la Democrazia inizia a morire. E quando muore la Democrazia alla fine tutti finiscono per pagarne il prezzo.
Ma come Lei forse saprà fra poco saranno i giudici dello Stato e non quelli federali, ad occuparsi di questa e di altre questioni. Interverrà, forse,  il Prefetto e si dice pure che qualcuno abbia depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per accertare la ricorrenza di eventuali reati per quella parte del procedimento di approvazione che presenta aspetti, per così dire, di pubblica rilevanza.
Ma come ne uscirà l’immagine della Federazione? Quella immagine che Lei ha imposto al mondo con i suoi indimenticabili successi?
Ci rifletta, On. Vezzali, si faccia consegnare tutti i documenti, consulti i suoi consulenti legali, arrivi al bandolo di questa ingarbugliata matassa e intervenga. Assuma l’iniziativa del suo ruolo e non resti da parte a guardare come lentamente muore una Federazione sportiva.
Ezio Rinaldi


10 commenti:

  1. Mi auguro caro Ezio che qualcuno ascolti le tue parole vengano ascoltate. Perché assolutamente grave è che gli organi di giustizia della scherma non abbiano ancora fatto nulla. E spero che anche Marco Cannella si accorga del grave atto compiuto.
    Marco puglisi

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  2. Per quanto occorso l'ipotesi del commissariamento della FIS non è remota in quanto preordinata a garanzia di tutto il movimento federale e, più in generale, a tutela degli interessi dell’ordinamento sportivo. Persistendo la grave situazione di irregolarità l’espletamento dell’attività gestoria di un Commissario Straordinario si impone più che mai e certamente fin quando la lesione del principio di democrazia interna potrà ritenersi sanata e proficuamente eliminata.
    Non credo che l'On. Vezzali voglia correre il rischio di essere ricordata quale dirigente di una Federazione commissariata a causa di accertate violazioni statutarie a lei, peraltro, non imputabili!
    A. Fileccia

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  3. Caro Marco, sicuramente la lettera è stata letta da chi era ed é interessato alla vicenda. Infatti le letture della missiva hanno raggiunto, in meno di 24h dalla sua pubblicazione e considera che ci sono le ore notturne, circa 400. Un numero considerevole che fa salire i contatti del blog in maniera esponenziale. Come ho scritto, non si tratta di sostenere questa o quella parte poichè da sportivo vero (faccio ancora un pò di ciclismo agonistico) so accettare il responso di una gara e mi congratulo con il vincitore: l'ho fatto anche con Scarso e l'ho fatto con molta sincerità. Quando, però, mi è stato fatto notare che la democrazia interna alla Federazione stava morendo anche a causa di alcuni provvedimenti fuori norma ( il regolamento dello SnAQ è stato modificato dopo che la FIS ha avocato a se l'indizione del bando di esami per istruttori di II e III livello ), ho ritenuto opportuno dare un contributo di chiarezza. Sono sicuro che Marco Cannella abbia preso coscienza di tutta la faccenda e si stia dando da fare per porvi rimedio. Ci vorrebbe una autoconvocazione dell'Assemblea perchè il tutto trovi un giusta conclusione: sarà possibile? Staremo a vedere.

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  4. Scusa, Ezio, ma perchè chiami in ballo Cannella? Ti risulta, forse, che proprio lui sia il regista solitario di questa intricata vicenda?
    Nessun altro? Una operazione senza "imprimatur", non condivisa? Neppure da soggetti esterni alla FIS?
    Mah!
    A. Fileccia

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    1. Antonello, il Segretario Generale della FIS è stato tirato in ballo da Marco PUGLISI, evidentemente ritenendolo il guardiano dello Statuto e dei Regolamenti. Francamente non credo che possa essere il regista solitario, poichè per me egli è il braccio operativo della FIS, quindi un esecutore delle delibere federali. Non saprei nemmeno individuare eventuali sue responsabilità, sarei piuttosto orientato a credere che possa essere un capro espiatorio di tutta la vicenda, e, francamente, spero proprio di no. Per quanto mi riguarda le responsabilità vanno ricondotte al Consiglio federale, in tutte le sue componenti. Forse a Marco Cannella potrei imputare una non adeguata vigilanza sugli atti posti in essere.

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  5. On. Vezzali riguardi attentamente la videoregistrazione dell’assemblea elettiva del 20 novembre e noterà qualcuno che facendosi interprete dell’art. 64 “RIVEDUTO e CORRETTO” ostenta massima certezza circa la legittima rieleggibilità del Presidente Scarso. Poi chieda a costui se sa dirci chi e come ha effettuato quella correzione e perché mai non è stata sottoposta all’approvazione dell’assemblea!

    Miyamoto Musashi

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  6. Mi auguro che l'on. Vezzali risponda quanto meno come gesto di cortesia, verso chi la invoca come persona super partes e garante di una onestà complessiva nei confronti degli organi statutari.
    Siamo tutti in attesa, sperando che non faccia il pesce nel barile.
    Fabrizio Orsini

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  7. Grazie Miyamoto: https://www.youtube.com/watch?v=TB9FcqApH5M
    dal minuto 20.28 al minuto 21.05
    e dalle ore 02.24.15 alle ore 02.26.58
    A. Fileccia

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  8. Mi sembra di capire che su questo sito scrivono degli esperti di diritto,
    vi pongo una domanda: se si dovesse appurare un reato commesso dal consiglio federale perchè hanno falsificato lo statuto, essendo un organo collegiale, si configura anche l'associazione a delinquere?
    giuseppe squillacciotti

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  9. ho letto con non poca fatica tutti gli articoli che fino ad ora si son succeduti sull'argomento e rimango veramente basito ed incredulo.
    Mi domando come possa una organizzazione federale composta da soggetti molto esperti porre in essere queste "leggerezze" e sopratutto mi chiedo per quale motivo a tutt'oggi la FSI non sia ancora intervenuta ufficialmente per fare chiarezza e rasserenare gli animi.
    Queste non sono accuse da poco e se confermate sarebbero gravissime per un movimento sportivo che pone a base della sua esistenza i principi del rispetto delle regole, della democrazia, della lealtà e della correttezza in ogni settore della sua organizzazione e ne chiede ai propri tesserati ed affiliati il rispetto assoluto.
    Al di la degli articoli molto esaustivi e chiari scritti sulla problematica non ho capito se gli Organi di giustizia federali o del Coni si siano espressi sull'argomento e con quali decisioni e se sono stati interessati eventualmente, dagli aventi diritto, gli Organi giurisdizionali ordinari che probabilmente nella vicenda in qualità di Organi terzi e sicuramente disinteressati potrebbero avere l'autorevolezza per dirimere l'ingarbugliata matassa che va ad incidere direttamente sul processo e sulle fondamenta democratiche del nostro movimento sportivo. Il mio auspicio è che l'On. Vezzali, prima degli organi di giustizia federali e/o ordinari, possa, spogliandosi dal ruolo rivestito in seno al Consiglio Federale, ed in virtù delle altissime attribuzioni e prerogative discendenti dal prestigioso incarico Istituzionale, fare chiarezza verificando se ci siano state violazioni al processo democratico e fornire, al contempo, eventualmente delle autorevoli indicazioni sulla vicenda.
    A "latere" delle predette considerazioni, comunque, sarebbe auspicabile che la FIS possa in ogni processo interno intensificare le proprie azioni per rendere, a chi non vive in federazione o non è addetto ai lavori, più trasparente qualsiasi atto posto in essere e più comprensibili le proprie determinazioni, aumentando cosi la partecipazione alle attività svolte.
    Tramacere

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