martedì 28 febbraio 2017

CORSI E RICORSI STORICI

Il 2019, ricorrerà il 60° anniversario del commissariamento della FIS, quando dopo un periodo di gestione complesso fu presa la decisione di commissariare una federazione plurivincente. Curiosamente quest'anno ricade il 110° anno di fondazione della federazione, nulla di significativo che non sia già stato celebrato nel 2007, ma nella storia della nostra federazione, quel capitolo che nel libro del centenario dedica parecchie parole al presidente attuale, dovremo fare un aggiornamento, sottolineando che durante la presidenza di Giorgio Scarso, già maestro di scherma, si aprì il più significativo dramma istituzionale tra la federazione e una delle più prestigiose e antiche istituzioni sportive italiane.
Inutile dire che non solo questo sport ha dei primati sportivi irraggiungibili da altre nazioni, quelle che fanno capo a Nedo Nadi, passando per Edoardo Mangiarotti e giungendo a Valentina Vezzali, con le ben 127 medaglie totali conquistate alle olimpiadi, cosa che relegano l'Italia al di sopra di qualsiasi nazione in questo sport, per sempre, (a meno che non accada una ecatombe perdurante di proporzioni epocali, per almeno 20 anni). Dicevamo non solo i primati positivi, ma anche quelli negativi. Carlo Montu' già senatore, presidente della allora FSI venne promosso nel '36 a presidente CONI per presenziare alle olimpiadi naziste e intrattenere relazioni per conto del governo fascista, a tutt'oggi tutte ancora da rivelare. Basletta tramò per favorire Heidrich, il n°2 delle SS di Himmler alla presidenza FIE a danno del belga Paul Anspach riuscendoci, senza che fatalmente godette del suo ruolo in quanto fu assassinato a Praga, pochi mesi dopo l'elezione.
Infine quindici anni dopo la seconda guerra mondiale la FIS venne commissariata, alla vigilia della olimpiade romana. Va ricordato che Mangiarotti, reggente FIS, con Dare' e Nostini, chiese e ottenne di fare il portabandiera per la seconda volta durante la cerimonia di apertura dei giochi. Poi questa gestione portò a 33 anni di reggenza di Renzo Nostini, e detta gestione alla lunga non riuscì ad essere più adeguata alla gestione dei tempi, che obbiettivamente stavano incalzando, cosa che alla lunga fece più male che bene.
Oggi invece siamo in una situazione che raccoglie alcune delle vicende già accadute e ovviamente non mi riferisco alle trame filo naziste, ma ai misteri dell'attaccamento alla poltrona e a voler gestire con il pugno di ferro una federazione che con le dovute precisazioni, potrebbe quasi fare a meno del suo presidente e del suo consiglio, tanto è forte sportivamente.
Non solo, ma il degenerare dei rapporti fra FIS e ANS, rischiano di far ricordare questo presidente, come colui che volle cacciare l'Accademia dalla Federazione, e che da maestro di scherma non volle tutelare, bensì indebolire i maestri, che già si sa essere una categoria fragile di suo. Che cambiò lo statuto federale senza convocare una assemblea per discutere la cosa con i suoi legittimi interlocutori e infine, che per garantirsi di restare presidente più lungamente possibile, volle cambiare la legge che garantiva l'alternanza democratica con massimo due mandati presidenziali, riuscendoci in pieno (anche se lo fece con legittimi strumenti democratici).
E giunse infine la rottura con l'accademia che ad oggi è preda di un terremoto giudiziario, a vantaggio di una associazione di settore dei maestri che ha sempre desiderato rappresentare la categoria, ma fu quasi sempre tiranneggiata dai personaggi che gravitavano in federazione, cercando di sopravvivere, ritagliandosi un ruolo fra le parti in gioco. Purtroppo ora, dati gli avvenimenti ultimi, non potrà più rappresentare la categoria, con un ruolo super partes, a differenza dell'accademia, che, invece, dal punto di vista legale, professionale e lavorativo, garantisce molto di più.
Questa di Scarso non è una bella eredità da lasciare ai posteri, specie in vista del 60° del commissariamento, che fatalmente, date le ultime vicende, potrebbe tristemente accadere. Un corso, o forse un ricorso... storico che nessuno si augura, mentre ogni schermitore spera che tutto possa risolversi con una stretta di mano, come avviene dopo ogni assalto, vinto o perso che sia.
Giovanni AUGUGLIARO 

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