10 gennaio 2019

CAMPIONATI ITALIANI ASSOLUTI DI SCHERMA - Palermo 2019


L’assegnazione dei Campionati Italiani Assoluti di scherma, di previsto svolgimento nel mese di giugno 2019, a Palermo è l’ennesimo evento sportivo che la Regione Sicilia si appresta ad ospitare ma, escluso che il comune possa sganciare qualche quattrino, non è dato ancora conoscere chi e in che misura sopporterà il relativo onere finanziario.  Ma, procediamo con ordine.

Qualche giorno fa è apparso sul sito federale un articolo (https: //www. federscherma.it /homepage/media/news/14-news/top-news/29773-verso-palermo 2019-continua-l-entusiasmo-la-regione-sicilia-al-fianco-del-comitato-organizzatore.html) che annuncia con entusiasmo la scesa in campo della Regione Siciliana nel merito degli “Assoluti” palermitani.  Sul sito federale campeggia ancora la fotografia del presidente Scarso ripreso insieme al vicepresidente della Regione e ad un tale Fabrizio Bignardelli che l’articolista ci presenta come componente dello staff del presidente.

PALERMO
Molti di voi ricorderanno che alcuni precedenti schermistici avuti luogo nella Trinacria non furono rose e fiori e se la storia vale qualcosa ho l’impressione che il futuro non sarà diverso.
Intanto va detto che le risorse finanziare della Regione sono tutt’altro che floride, pertanto non si comprende come possa l’ente aiutare economicamente  la F.I.S. nell’organizzazione dell’evento. Ma questo è un discorso che svilupperemo in seguito.
LE UNIVERSIADI IN SICILIA – CATANIA 1997
Alle Universiadi siciliane 1997 un tale Fabrizio Bignardelli fu Coordinatore della Commissione Marketing e Propaganda.
La cronaca giornalistica ricorda quella manifestazione come un evento parecchio negativo (http://www.ilgiornale.it/news/cronache/flop-sicilia-97-oltre-met-degli-impianti-non-venne-1114079.html;
Qualcuno certamente rileverà che si tratta di vicende assai risalenti nel tempo.
Veniamo, allora, ai  più recenti CAMPIONATI MONDIALI DI SCHERMA  tenutisi a CATANIA nel 2011.
Anche per i Mondiali di scherma nel luglio 2013 su Repubblica venne denunciata una sorte di appaltopoli dello sport finita con l’arresto di un dominus della società Jumbo Grandi Eventi https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/07/10/grandi-eventi-lappaltopoli-dello-sport.html.
Per quanto riguarda il sig. Fabrizio BIGNARDELLI, presentatoci come componente dello staff del Presidente (di quale staff? Quello del presidente Scarso o quello del presidente regionale Musumeci?), qualcuno dei commentatori del blog ha rilevato che non risultano collegamenti con la scherma e che da una ricerca su internet, sotto il generico nome Fabrizio Bignardelli, vi è invece un CV di tutto rispetto: http://www.pa.camcom.it/content_files/content/CV%20FBignardelli%20sintetico.pdf
ma anche notizie un po’ spiacevoli;
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/11/07/tangenti-alla-provincia-il-pm-accusa-bignardelli.html;
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/11/25/fabrizio-bignardelli-il-grande-fratello-degli-anni.html;
https://blog.libero.it/nalya/1689465.html.
Probabilmente si tratterà di un omonimo, almeno lo spero, però sarebbe cosa gradita al movimento schermistico italiano, che il Presidentissimo Scarso smentisse o confermasse pubblicamente tale eventuale coincidenza.
Infine, mi preme sottolineare che l’enfasi del comunicato federale  strida in maniera molto forte in rapporto alla salute delle finanze dell’Ente Siciliano, infatti dal quotidiano “LA  SICILIA” si apprende di preoccupanti disavanzi di bilancio:
https://www.lasicilia.it/news/home/194021/regione-alla-corde-disavanzo-di-536-mln-dieta-a-suon-di-tagli-ecco-in-quali-settori.html;
"REGIONE ALLE CORDE, DISAVANZO DI 536 MILIONI: DIETA A SUON DI TAGLI  - IL PRESIDENTE MUSUMECI: «LA SITUAZIONE È DRAMMATICA». DAL BILANCIO CONSOLIDATO PER IL 2017 APPROVATO DAL GOVERNO MUSUMECI, È EMERSO CHE I DEBITI PER IL SISTEMA SICILIA È PARI A 12,9 MILIARDI DI EURO".
Presidente SCARSO sarebbe utile conoscere che tipo di impatto avranno gli eventi schermistici organizzati in Regione sul mostruoso debito di 12,9 miliardi di euro.
Sono preoccupato! Ho ragione di esserlo?
Ezio RINALDI

09 gennaio 2019

AUGURI a Pietro FARDELLA


Scusatemi se approfitto di questo spazio, ma desidero porgere a mio padre i sensi della mia enorme ed immensa felicità per il suo prestigioso traguardo raggiunto: oggi compie ben 92 anni.
E' proprio vero, la SCHERMA allunga la vita.
Auguri infiniti, papà.
Gaspare 

04 gennaio 2019

QUELLI CHE PAGANO IL CONTO A TUTTI

Con questo scritto voglio rivolgermi con lo stile della “lettera aperta”, a quelli che considero il vero sponsor della Federazione Italiana Scherma: i genitori.
“Carissimi genitori, ma anche nonni, zii, fratelli e sorelle di chiunque in famiglia abbia un parente che ha contratto la malattia della scherma, vi scrivo una riflessione su quello che siete. Per meglio dire, per come vi vedo. Per farlo voglio prendere spunto da una frase che ho letto in un commento nel blog:
noi genitori siamo la spina dorsale, la linfa, perciò sostegno fondamentale che regge il tutto... e non contiamo niente... bisogna lavorare su questa verità
Tralasciando inutili considerazioni sulla veridicità dell’identità dell’anonimo, che magari potrebbe anche non essere un genitore, voglio prendere in considerazione solo il contenuto. Un concetto che sempre più spesso sento esprimere nei parterre delle gare, sulle gradinate, nelle palestre, ovunque due genitori di qualche spadaccino si incontrino, e discutano del come mai due persone che vivono la loro quotidianità agli antipodi della penisola, periodicamente si possano incontrare nello stesso posto, lo stesso giorno, alla stessa ora. Il perché accada è abbastanza semplice da spiegare: capita perché siete il vero motore di questa Federazione, siete voi che con i vostri soldi (il vostro lavoro, i vostri sacrifici), permettete a qualcuno di pavoneggiarsi scrivendo, e dicendo, quanto è stato bravo a costringervi ancora una volta a spenderli quei soldi per portare i figliolo a fare un paio di orette di gara a centinaia di kilometri da casa, in un giorno feriale, facendovi spendere per viaggiare, dormire, mangiare e magari pagare anche qualche multa. Perché di questo si vantano, di come ancora una volta sono stati bravi a sottomettervi al loro capriccio, ai loro interessi politici.
E voi a brontolare sommessamente, ma comunque sempre pronti a sottomettervi. Perché “I figli... so' pezzi 'e core”, e loro lo sanno, e vi usano.
Cari genitori, inquadrata la situazione sarebbe ora di proporre una soluzione. Prima però dovete rispondere ad un fondamentale quesito : perché non contate niente? In realtà non è così, almeno in apparenza. Non contate nulla perché avete l’italico vizio di delegare. In Italia esiste la democrazia, e tutti sono chiamati a farne parte, ma nella maggioranza dei casi non vogliono, la vedono come una scocciatura. E delegano.
Si delega per l’assemblea di condominio, per i rappresentanti di classe, per quelli sul luogo di lavoro, e quindi perché non farlo anche nella società sportiva del figlio? E un continuo delegare ad altri le decisioni sulla propria vita, ed il risultato è che chi raccoglie queste deleghe lo fa in maniera tutt’altro che disinteressata, pro domo proprio. Prende le vostre deleghe, e ci costruisce il suo potere, la sua piccola nicchia di convenienza personale. Piccola, ma che si ingigantisce mano a mano che si sale nella scala di comando. Il piccolo raccoglie poche deleghe e in cambio di un piatto di lenticchie le cede ad uno appena più importante di lui, che le scambierà con uno più grande in cambio di qualche favore più appetitoso, e così via fino in cima. Voi genitori avete deciso scientemente di non contare nulla, nessuno ha in mano strumenti atti a raggiungere questo scopo.
Cari genitori, finito di lamentarvi sui luoghi di gare, nelle vostre società, sul blog, cioè finito di ululare alla luna, passate a fare le domande che vi ponete tra voi a coloro i quali avete delegato. Il primo è il presidente della vostra società, che voi avete eletto e delegato a rappresentare voi e le vostre istanze. Sempre mai ve le abbia chieste, non dando per scontato che tanto l’assemblea dei soci non è per voi un momento di democrazia interna ma solo una scocciatura, passando i giorni precedenti a raccogliere le vostre deleghe. Così da sollevarvi dalla scocciatura di perdere un paio d’ore a capire come funziona tutto il meccanismo federale. Sia mai che lo comprendiate, ma soprattutto che comprendiate il grande potere che avete in mano.
Cari genitori, le ultime elezioni il 90% dei presidenti che avete eletto nelle vostre associazioni ha votato per questo presidente e questo direttivo. Quindi c’è il 90% di probabilità che il presidente del genitore che ha scritto quella frase abbia votato per loro. I presidenti da voi eletti hanno votato per questo sistema che vi sta massacrando, e perché? Però non fatevi abbindolare dalla classiche risposte “non c’era alternativa”, “gli altri erano anche peggio”. Per prima cosa una alternativa c’è sempre. Se ritenevano gli altri candidati così perniciosi per la scherma italiana, potevano anche annullare la scheda. Se il presidente non avesse raggiunto il 55% dei voti, non sarebbe stato eletto e avremmo avuto un periodo di transizione gestito da un commissario straordinario, e magari in quel periodo sarebbe emerso un candidato che magari sarebbe piaciuto a tutti. In ogni caso non avremmo avuto questo presidente e questo direttivo. Che poi gli altri avrebbero fatto peggio, cari genitori, credetemi la vedo dura. Forse uguale, ma peggio lo vedo oltre ogni umana capacità. E poi questi saccenti hanno il dono della preveggenza? Come facevano a sapere con tanta certezza che sarebbero stati peggio?
Poi andate dal vostro Maestro, e chiedetegli con schiettezza: ma tu che ci guadagni con questa federazione? Potreste scoprire, con vostro grande rammarico, che tanti hanno guardato al loro interesse di bottega piuttosto che al bene dei propri atleti. Che magari grazie a questo direttivo hanno ottenuto un incarico come referente di CAF, o magari semplicemente ne hanno ospitato uno. Roba da chiodi, si parla di un compenso pari a 50euro lordi, roba che viene voglia di dire loro : “guarda, te li do io di tasca mia e pure netti che mi costa meno, ma per piacere smettila di appoggiare gente che me ne fa spendere centinaia se non migliaia all’anno solo per fare contenti gli amici degli amici”
Cari genitori, se poi con capiscono il vostro chiarissimo messaggio, basta che tra due anni la smettiate di delegare, e vi presentiate a vivere la vostra associazione, sia con il voto che con la disponibilità a diventare presidente o consigliere. Andate alla prossima assemblea che eleggerà il diretto VOI, e non delegate qualcuno che andrà lì a contrattare per se o per i figli, fate capire che la democrazia funziona perché ne avete preso coscienza, e non siete più disposti a non contare niente. Usate questi due anni per conoscere chi si propone come alternativa, non fatevi dire chi sono da terzi che hanno tutta la convenienza personale a che le cose restino esattamente come sono.
Cari genitori diventate parte attiva di questa politica federale, e non solo “portafogli che camminano”, perché questi vostri delegati è così che vi vedono. E per quello alla fine il conto da pagare lo portano a voi.
Con stima e affetto.” 
#QUATTRINI

30 dicembre 2018

RIFLESSIONI SULLE NUOVE REGOLE RELATIVE ALLA NON COMBATTIVITA' NELLA SPADA, EMANATE DALLA FIE

E’ stata approva dalla FIE la nuova regolamentazione sulla passività negli assalti di spada e la cosa mi ha incuriosito molto, talché ho interpellato due fra i più autorevoli cultori ed insegnati dell’arma non convenzionale: il Maestro SPERLINGA Gianni ed il Maestro TORAN Giancarlo. Il secondo ha pubblicato su facebook in “La frase schermistica” il suo pensiero e devo dire in modo assai esauriente. Quindi non mi dilungo più di tanto nella disamina dello scritto dell’autorevole autore, mentre vi riporto la sintesi della chiacchierata con il Maestro SPERLINGA enunciandovi a tal proposito il mio pensiero.
La scherma, tra gli sport di situazione, è certamente tra quelli che richiedono una maggiore capacità intellettiva nel leggere i comportamenti, le intenzioni, gli automatismi degli avversari e nello scegliere le contrarie più adatte per portare a segno le stoccate.
Ovviamente accompagnata da una preparazione fisica e tecnica ottimale, questa “lettura” è quella che rende la scherma (in generale) e la spada (in particolare) sport “intelligente”.
D’altronde l’etimologia della parola intelligenza, non a caso deriva dall’unione dei due vocaboli latini “intus” e “ligere”: leggere dentro, in profondità.
M° Gianni SPERLINGA
Il Maestro Sperlinga afferma che questa premessa si accompagna, nella sua mente, alla esperienza nelle aule della scuola italiana, come docente di materie letterarie.
Durante, appunto, questa esperienza ha dovuto prendere atto che le istituzioni, recitando una certa preoccupazione per la presenza nelle varie classi di elementi meno capaci, hanno pensato di risolvere il problema abbassando il livello.
Questo parallelismo (assolutamente personale) lo porta in maniera spontanea alla proposta di cambiamento che la FIE ha approvato, relativamente al problema della presunta “non combattività” nella spada.
A suo avviso, il pretesto scatenante di questa ricerca di cambiamento risiede nel fatto che la scherma e la spada stentano a trovare spazio in televisione e sono poco comprese dal “pubblico”. Hanno, quindi, pensato bene di stravolgerne non solo le regole ma l’essenza stessa, eliminando proprio quella caratteristica che la rende non solo affascinante ma anche altamente formativa: l’intelligenza.
Il Maestro Sperlinga non si sofferma sulle cause dello scarso seguito da parte degli spettatori, bensì sulla presunzione e sulla carente lungimiranza tecnica della commissione (formata certamente da dirigenti, atleti ed ex “campioni”… quindi competenti) che è giunta alla conclusione di eliminare la caratteristica meno spettacolare: l’intelligenza. Probabilmente costoro hanno dimenticato in che modo hanno guadagnato i loro successi e non riuscendo più a “veder dentro” stanno finendo per uccidere la scherma.
Personalmente non riesco a credere che i rappresentanti (chi erano i presenti?) della FIS possano aver accettato passivamente l’approvazione di queste regole. Sarebbe interessante conoscere la posizione della FIS in materia, gli eventuali interventi e le argomentazioni sostenute. Non vorrei che un malinteso spirito di “collaborazione” li abbia spinti a tacere o a sostenere pedissequamente idee (si fa per dire) altrui.
La scherma è sempre stato lo sport più seguito in TV durante le Olimpiadi, al di là del fatto che fosse capita o no, semplicemente perché è vincente.
Il tifoso è attratto dalle medaglie, per il resto capisce assai poco di ciò che la TV gli propina e men che meno la comprensione delle regole!
Tant’è vero che la stessa commissione, anziché semplificarle le complica e le rende enigmatiche e incomprensibili alla collettività. La spada, libera dal vincolo della convenzione, è sempre stata la più compresa proprio perché, assegnando il punto a chi tocca per primo e uno ciascuno se toccano insieme, non ha bisogno delle innumerevoli e a volte acrobatiche spiegazioni dei “commentatori”, come avviene per sciabola e fioretto.
Ritengo che chi ha pensato bene di sostituire la “libertà” tipica della spada, mettendole una camicia di forza abbia deciso a priori un gratuito vantaggio a favore dei più forti, di coloro che sono più avanti nel ranking.
La scherma, secondo me, non deve assolutamente inseguire, in maniera innaturale, il favore di un pubblico che, fondamentalmente, conosce poco le regole e forse è anche giusto che non le conosca, e di una parte dei mezzi di informazione votati solo alla quantità e mai alla qualità. 
Si dice in giro che le nuove disposizioni per la passività piacciano al CT Sandro CUOMO, il quale in uno degli ultimi collegiali si sarebbe addirittura vantato di aver ideato il nuovo regolamento. 
Sulla sua pagina facebook ha scritto:” Approvato al congresso FIE il testo per contrastare la passività.
M° Giancarlo TORAN
Sono in attesa di leggere il testo definitivo, ma la proposta della commissione atleti In linea di principio si avvicina molto alla proposta della priorità alternata avanzata qualche tempo fa, ovvero viene sanzionata la passività con una stoccata, ma la differenza sostanziale è che la sanzione toccherà solo allo schermidore in svantaggio.
Se i tiratori sono in parità subiranno un punto di penalità entrambi. Alla quarta sanzione si viene squalificati dalla gara.
In caso di parità, verrà squalificato solo lo schermidore più basso di ranking.
Nella gara a squadre vale lo stesso principio, una discreta rivoluzione…”
La domanda è:” Perché abbia voluto una simile modifica? A chi gioverebbe? E perché non aprire prima un tavolo con i più autorevoli insegnanti dell’arma non convenzionale, per un confronto serio e produttivo? 
Con questo pensiero non intendo erigermi a sapientone della scherma e della spada in particolare, bensì fornire una riflessione, che nasce da una trentennale conoscenza dell’arma.
Vi consiglio la lettura integrale di quanto scritto dall’autorevole Maestro TORAN, il quale non polemizza, ma spiega esaurientemente i pro ed i contro di un simile provvedimento. A me non resta che augurarvi BUON 2019.
Ezio RINALDI

29 dicembre 2018

Gran Prix Kinder +Sport Under 14 di Scherma a Treviso – 14, 15 e 16 dicembre 2018

Gentile Rinaldi, come oramai vedo sia diventata consuetudine, mi rivolgo al suo blog per una protesta nei confronti della Federazione. Anche se dovrei meglio specificare scrivendo che mi rivolgo a tutti per l’ennesima mancanza di rispetto di questa gruppo dirigente nei confronti di tesserati, tecnici e genitori. Lo faccio dopo qualche giorno dagli eventi, perché sinceramente ero convinto che qualcuno lo avrebbe fatto prima, almeno nei commenti. Ma negli ultimi giorni tutta l’attenzione del suo blog è stata rivolta geograficamente verso sud, cioè verso il “collegiale” che la nazionale di sciabola ha svolto a Palermo. Io invece vorrei ribaltare completamente il punto di vista geografico, riportandolo a Nord. Precisamente in quel di Treviso.
La capitale della marca ha visto lo svolgersi dell’ultimo evento agonistico dell’anno, almeno quello del calendario federale, cioè la prima prova nazionale di fioretto del GPG.
Si potrebbe cominciare con l’assurda programmazione di una gara per U14 con partenza il venerdì, al solo scopo di diminuire il numero dei partecipanti alle competizioni di sabato e domenica, perché si è ampiamente capito che la gara si DEVE fare in quel luogo, ma soprattutto la DEVE fare quella società. Tanto amica del presidente. Tanto per gradire alla riduzione ci ha pensato il movimento stesso, visto che i partecipanti risultavano un centinaio in meno rispetto allo scorso anno. Inutile farlo notare a chi di dovere, tanto per loro è sempre tutto fisiologico. 
La cronaca però la comincio con l’inizio delle gare, che ha avuto un che di surreale. Avendo solo due gare in programma, la prima prendeva avvio alle ore 10.00 AM, plastica dimostrazione che non c’è assolutamente nessuna necessità di fare iniziare delle competizioni all’alba. Peccato che la sede, come tutti sappiamo, è dotata di quelle finestrate di dimensioni freudiane (complessi dell’architetto?) che fanno entrare il sole manco fossimo alla piscina della SPA. Risultato? Otto pedane completamente inagibili, nonostante i kilometri di nastro profusi sulle maschere dei poveri bambini. Grande segno di rispetto per chi si fa centinaia, se non migliaia, di kilometri a spese proprie. Il tocco di surreale ce lo ha però regalato l’organizzazione locale, quando interrogata sul perché si ostinino ogni anno a lasciare quelle vetrate libere, rispondeva “le previsioni davano nuvoloso”. Insomma, colpa di Bernacca. 
Lo stesso problema, ovviamente, si è avuto anche gli altri due giorni. Ovviamente l’organizzazione locale ben si è guardata di trovarci rimedio, e quella federale non ha trovato di meglio che inibire l’utilizzo di 8 pedane causa sole. Ma attenzione, dalle 8.30 alle 10.00, cioè quando la luce perfettamente consentiva di poterle utilizzare, mentre dalle 10.00 in poi non c’erano problemi, dimostrando di avere perfettamente capito che cosa fosse successo il giorno prima. Perché ricordatevi: c’è sempre del metodo nella follia.
Inutile dire che le gare previste hanno subito rallentamenti abnormi, con ore di attesa tra un turno e l’altro. Questo ha provocato un carico di presenze contemporaneo enorme, con tutti i problemi già riscontrati lo scorso anno. Si aveva un padiglione con temperature tropicali e l’altro con 15 gradi in meno. Ragazzi e famiglie ammassati alla meno peggio, passaggi continui, condensa di umidità che ha fatto piovere dentro. Sarebbe bella una statistica di quanti nei giorni successivi alla gara sono rimasti a letto con l’influenza.
Però il bar, la cosa che veramente aveva a cuore l’organizzazione locale, ha funzionato alla grande per tutti e tre i giorni, mai un minimo errore, una piccola sbavatura. Tutto perfetto.
Interessante anche la composizione arbitrale, con presidenti di giuria che il fioretto forse lo hanno visto in foto un paio di volte. Ragazzi che fanno spada, in società che fanno solo spada, che il fioretto lo vedono alle gare e basta, hanno letteralmente falsato non solo assalti, ma intere gare. Solita incredibile risposta: devono fare esperienza. Come se nel calcio a fare esperienza li si manda alla finale del campionato nazionale. 
I ragazzi, le società, i genitori ed anche i tecnici (perfino loro), meritano rispetto. Le gare nel GPG, specie quelle di calendario ufficiale, non sono state create perché arbitri disinteressati al fioretto vengano a fare “esperienza”, ma perché si costruiscano le nuove leve del domani. Quelle che dovranno sostituire da alto livello i nostri campioni, quelle che verranno ad arricchire le gare, e anche quelli che un domani raccoglieranno il testimone nelle sale di scherma portando avanti questo sport. Così li facciamo smettere e basta.
Mi scuso per la lunghezza dello sfogo, ma credetemi ho cercato di essere estremamente sintetico. Grazie a tutti per l’attenzione.
ANONIMO ISTRUTTORE

24 dicembre 2018

AUGURI

Cari amici frequentatori della "Piazza", Dirigenti, Tecnici, Atleti o semplici genitori del mondo scherma

Ezio RINALDI

20 dicembre 2018

FEDERSOCIAL: quanto ci costi?

Il timore che pervade presidenti di club, maestri, atleti e perfino genitori di perdere qualcosa o di essere proscritti è, ormai, un fatto acclarato. Infatti sempre più frequentemente ricevo sulla mia e-mail richieste di pubblicazione di articoli e commenti senza la firma degli autori. Francamente lo faccio di malavoglia poiché non si possono affrontare battaglie sacrosante nascondendosi dietro l'anonimato: non è questo il contributo che si deve dare o per meglio dire il modo con cui si intende manifestare/denunciare fatti e situazioni. D'altra parte non posso nemmeno non rilevare una realtà ormai consolidata, quindi pubblico il contributo inviatomi da un anonimo maestro (sarà il già conosciuto ANONIMO MAESTRO? Ah, saperlo!), il quale peraltro allega all'articolo la lettera inviata agli atleti, ripulita di riferimenti a persone in essa citate. 
Ezio RINALDI
"Come ormai noto il Presidente Scarso ha inviato una lettera agli atleti convocati per il ritiro di sciabola Maschile e Femminile che si  è svolto a Palermo. 
Questo ritiro è stato da molti ritenuto assolutamente inutile. Infatti non è di poco conto che il prossimo impegno agonistico questi atleti non lo avranno prima di febbraio in occasione della prova di Coppa del Mondo a Varsavia e soprattutto con le festività natalizie per lo mezzo. Infatti ad un attento conoscitore di metodologie di allenamento questo periodo dell’anno non poteva che essere dedicato alla così detta fase di carico e non certo a quella tecnica tipica di un ritiro collegiale.
Ma questo deve essere assolutamente noto anche la Presidente di Federsocial tant’è che nella sua lettera, che pubblichiamo integralmente, già dal secondo capoverso ammette che per far fronte alle spese del ritiro dovrà distogliere “qualche momento” gli atleti per far si che questi aderiscano a delle iniziative che coinvolgono il contesto socio culturale locale a favore della scherma (per la serie l’allenamento non ci interessa cerchiamo di fare altro).
Pubblichiamo integralmente anche il programma di allenamento dal quale si può notare che il tempo dedicato all’allenamento è relegato a poche ore pomeridiane (circa 2) da lunedì a mercoledì e qualche ora in più il giovedì. Da alcuni spettatori presenti ci viene peraltro  riferito che le ore dedicate sono state anche meno di quelle previste dal programma.
Fatte queste sintetiche valutazioni ci chiediamo quale sia la vera opportunità da cogliere con questo ritiro che qualcuno racconta sia totalmente spesato dal Comune di Palermo ma allora ci chiediamo:
·         Perché il presidente nella sua lettera esordisce dichiarando:”…. Per far fronte alle relative spese abbiamo aderito ad una serie di iniziative….”
·         Perché  buttare via circa  7mila euro pari alle diarie giornaliere (130 € die) dei circa 10 professionisti presenti (maestri, preparatori, medici ecc) che non rientrerebbero comunque nelle spese che il Comune di Palermo potrebbe rimborsare?
·         Perché il CT Sirovich nei giorni prima del ritiro si è recato presso solo una delle società palermitane a fare attività di promozione e non presso tutti i club della citta?
·         E’ moralmente corretto che un Presidente di federazione “inviti” gli atleti a pubblicare sulla propria pagina istagram delle attività e per verificare che “l’invito” sia stato accettato chieda agli stessi di mandare una relazione con  le copie degli screeshot?
·         Ci possiamo aspettare che questa attività venga fatta anche in altre regioni e non solo alla sua cara terra natia?
·         Le storie che ritraggono atleti alle prese con vassoi di cannoli, piuttosto che di maestri che si rimpinzano di maritozzi o lumi dell’hotel utilizzati come appendiabiti per le giacche con il logo Italia, danno un’immagine veramente positiva della scherma italiana?
·         L’utilizzo di uno sfavillante hotel non è in contrasto con la sobrietà e morigeratezza invocata dal segretario generale in occasione delle lamentele di alcuni genitori che protestavano per la mancata fornitura di carta igienica e asciugamani nel ritiro degli azzurrini nella struttura della Cecchignola, dove gli atleti inoltre, sono stati sistemati in camerate da sei/otto posti letto con un solo bagno e mai pulite durante la loro permanenza?
Insomma ne abbiamo abbastanza per poter dire definitivamente basta ad una federazione dove il privilegio di alcuni è la prassi, dove la preoccupazione quotidiana di maestri e dirigenti è quella di essere amici della persona giusta, dove le regole non vengono mai dette in anticipo ma sempre dopo gli eventi, dove la programmazione è mera utopia, dove la meritocrazia è una chimera insomma basta ad una federazione dove per fare sport non ci si deve battere l’avversario ma contro l’ establishment.
ANONIMO MAESTRO"







15 dicembre 2018

FENCING IS SOCIAL #fencinginfluencer


Purtroppo, ancora una volta, sono costretto a pubblicare un pezzo senza la firma autentica dell'autore. L'episodio esprime, se mai ve ne fosse bisogno, tutto il disagio di chi volendo manifestare liberamente il proprio pensiero, non solo sul blog, ritiene ciò pregiudizievole per la sua carriera schermistica.
Spero sempre in un domani migliore in cui la paura di essere liberi si sciolga come neve al sole!
Ezio RINALDI
"Caro Ezio ci conosciamo ma non scriverò il mio nome perché sono un atleta che non intende rovinare la propria carriera per essersi preso il piacere di manifestare liberamente il suo pensiero sul tuo blog.
Un’amica mi ha mostrato una mail inviata dal Presidente federale in vista dell’ allenamento della nazionale di sciabola che sarà fatto a Palermo dal 17 al 21 dicembre. A parte qualche piccolo errore di ortografia, il senso della lettera è quello di “invitare” gli atleti convocati a Palermo ad aiutare la federazione nella realizzazione di un progetto per recuperare i costi della trasferta (#nienteègratis).
Il progetto consiste nel fare pubblicità alla città di Palermo pubblicando storie su Instagram (#imverysocial).
Quindi gli atleti sono stati invitati (#unapropostachenonsipuorifiutare) a pubblicare feed e storie, almeno 5 al giorno, con selfies in cui si vedono i monumenti di Palermo (#turistapercaso) il cibo locale (#palermostreetfood) e bimbi disagiati affascinati dalla scherma (#maronaldodov’è). Tutti quanti dovranno rigorosamente indossare l’abbigliamento dello sponsor della nazionale, vietatissimo invece mostrare marchi di sponsor personali concorrenti. I feed e le storie dovranno essere commentati con hastag attinenti alla scherma e alla realtà palermitana (#attentoacosascrivi) e, dulcis in fundo, gli atleti dovranno documentare l’attività social inviando ad un supervisore la foto degli insight di ogni feed e di ogni storia (#levitedeglialtri, #vediamosehaifattobeneicompiti, #nullasfuggealmiocontrollo).
Tutto molto bello, molto social, molto giovane, eccezionalmente all’avanguardia (#fencinginfluencer #noncibastavailflashmob)
Ma …, (#perchéc’èsempreunma), mi sfugge qualcosa.
In che modo selfies, hastag, feed e storie ripagano i costi di una trasferta forse non troppo economica? Il Presidente accenna ad una non meglio identificata società di rilevazione dati che dovrebbe misurare i risultati e presentarli alla BIT di Milano dove saranno analizzati da altre società. Ma sarà che sono uno sportivo e #nonsonouneconomista, io proprio non capisco come questo possa servire a coprire le spese della trasferta.
Ma non era meglio organizzare un Grande Fratello Fencer Vip (#finalmentelaschermaintivvù)? vuoi mettere il picco d’audience se qualche atleta nel Confessionale avesse raccontato dei misteri del suo giubbetto? Allora sì che si sarebbero ripagati i costi della trasferta!, ci avremmo campato fino alle Olimpiadi! 
Sono certo che la commissione propaganda, la commissione immagine, la commissione semi e l’ufficio marketing stanno già valutando l’idea, quindi caro Ezio sai che ti dico? Corro a comprare i pop corn, mi metto comodo sul divano e mentre mandano la pubblicità pongo a te e ai lettori una domanda:
dopo tutti i selfies, gli hastag e gli insight, i feed e le storie, troveremo spazio per affrontare le questioni che interessano  chi vive veramente di scherma? #il2020èdietrolangolo #finalmentesicambia
Un atleta poco social (#restoanonimo)

10 dicembre 2018

MAESTRI, ISTRUTTORI, COLLABORATORI E PRATICONI

Aderendo alla richiesta dell'autore di restare anonimo, ricevo e pubblico il pezzo che segue.
Ezio RINALDI
"Non voglio certamente riprendere l’oramai annosa questione su chi debba, o abbia, giurisprudenza sull’abilitazione formale all’insegnamento, più che altro mi sono fermato un momento a fare un sintetico esame della situazione magistrale italiana. Non sarà nemmeno una questione di risultati, di chi va da chi, di chi è amico, per chi lavora o chi sono i suoi atleti, semplicemente mi sono chiesto: perché questa guerra? Esattamente di cosa stiamo parlando? Che dietro ci sia un inizio di business mi appare lampante, quello su cui realmente qualcuno ha voluto mettere le mani sopra non è certamente la filosofia dell’insegnamento, ma la ben più pratica formazione. Quella che si paga, cercando di ampliare a dismisura la platea dei potenziali partecipanti, ridotti al ruolo di semplici clienti. A guardare i programmi di questi corsi sembra che chissà cosa venga insegnato, a chi poi dovrà insegnare, ma tutto appare molto più chiaro ad una attenta analisi. Gli argomenti saranno anche importanti, ma il solo fatto di essere trattati per poche ore fa capire quale superficialità possa essere quella messa in pratica. Per trattare anche solo di diritto sportivo servirebbero sei mesi, altro che due ore. Non ci rimane che puntare sulla parte schermistica, ma anche lì si resta piuttosto perplessi. In realtà siamo ad un misto tra quello che potrebbe essere una scherma reale e quelli che sono i famosi trattati di scherma storica sui quali, in teoria, ci si dovrebbe poi confrontare con la commissione di esame. Quello però che emerge seriamente è che di quanto questi novelli adepti del magistero si dovranno realmente occupare nelle sale di scherma ben poco si parla. Allora queste centinaia di tecnici che ogni anno vengono sfornati dal diplomificio federale esattamente che fine fanno? La maggior parte nulla, qualcuno anche a fare danni, pochi realmente si avvieranno nella professione di “Maestro di scherma”, e di questi pochi ancora meno lo faranno aprendo una propria società. Allora ecco la mia suddivisione in quattro categoria:
I MAESTRI -  saranno quei pochi che veramente si avvieranno alla carriera. Sono ex-atleti, che la scherma l’hanno conosciuta da giovani, e magari hanno ancora una certa formazione vuoi perché indirizzati già dal loro corso di laurea, o perché si siano dati da fare successivamente con corsi e studi. L’avere fatto scherma da giovani gli ha consentito di avere una vera impostazione magistrale, che gli permette di tenere in testa, quantomeno imbastita, una progressione didattica. Sanno cosa possono ottenere da un bambino, da un adolescente, da un ragazzo e da un adulto. Hanno pazienza nell’insegnare, non guardano solo il risultato inteso come piazzamento, ma cercano l’accrescimento delle abilità nel proprio allievo. Qualche volta apriranno anche una società per conto proprio, dopo avere imparato come si gestisce presso la propria, dandosi da fare in ogni ruolo. Hanno la passione dalla loro, che gli permette di cominciare la giornata facendo da segretaria, poi passare al corso di bambini di 7 anni facendoli giocare, insegnandogli a conoscere il proprio corso e come si muove nello spazio, passeranno agli agonisti facendo lezione con eguale passione al meno dotato come al campioncino, e finiranno con l’atleta formato che deve andare alla prossima gara internazionale per centrare il risultato. Non si sentiranno mai sminuiti in nessun ruolo, e saranno amati da tutti i propri allievi. Ditemi voi di tutto questo, cosa hanno appreso nei corsi di formazione estivi.
GLI STRUTTORI – Sono quei ragazzi che cominciano ad insegnare alternandosi nel ruolo di atleta. Soci identificati con i colori sociali, che mai lascerebbero, oltre che a quello che hanno deciso sia il loro Maestro. Quest’ultimo non sempre corrisponde al primo insegnante, perché questi essendo attaccati alla società, possono anche vedere andare via i tecnici, ma loro restano. Solitamente cominciano con un accordo del tipo: “in cambio di qualche ora del tuo tempo non ti facciamo pagare più la quota”, per poi con il tempo passare nei ruoli tecnici del proprio Circolo come istruttore. Sono preparati e perfettamente integrati, hanno chiaro cosa si debba insegnare all’inizio, e quanto tempo ci voglia ad apprendere. Seguono con passione i bambini, perché molto spesso gli stessi li riconoscono come “forti”, e quindi ben volentieri seguono i loro consigli. Sono elementi giovani, e quindi utilissimi, in quanto saranno poi loro a prendere in mano le redini della società, permettendogli continuità di vita. E di questo ben poco hanno appreso nei corsi federali, visti solo come un passaggio obbligato per la loro carriera.
I COLLABORATORI – Qui cominciamo ad avere i primi che fanno danni. Si mettono a disposizione della società, pur non avendone pienamente il ruolo. Solitamente sono dopolavoristi, atleti oramai invecchiati che non hanno mai avuto una vera passione se non per se stessi. Non potendo più allenarsi quanto vorrebbero, cominciano a costruirsi una figura di collaboratore gratuito, e già questo è il primo danno. Primo perché danneggiano chi lavora, facendolo passare per uno che chiede soldi e non vuole bene alla società, secondo facendo passare l’errato messaggio che ad insegnare saltuariamente ci si possa mettere un “chiunque”, senza preparazione e senza futuro magistrale. Spesso si esaltano e cominciano a frequentare i corsi federali per ergersi all’interno della loro società alla pari di istruttori e tecnici, credendo che i primi due siano al di sopra nella scala gerarchica solo per il “pezzo di carta”. In breve cominceranno una loro carriera parallela, dove purtroppo troveranno genitori (di ragazzini negati, pigri, presuntuosi, ecc..) disposti a dargli corda, e questo li autorizzerà a credere di potere accedere a chissà quali vette dell’insegnamento. Questi personaggi quasi sempre finiscono o con il bisticciare e scomparire dal mondo della scherma, oppure caparbiamente ad andare a fare danni in altre società o peggio ancora ad aprirne una propria. Qualche volta, e questo va detto, riescono a vivere il loro temporaneo ruolo serenamente, consapevoli che sia solo una piccola collaborazione con il proprio sodalizio, ma sono esempi virtuosi estremamente rari. A questi i corsi federali fanno decisamente male, facendogli credere che basti uno pseudo esame per essere grandi tecnici.
I PRATICONI – Sono poi la diretta derivazione dei precedenti, ma nella versione imbruttita. In questa categoria ci troviamo per la stragrande maggioranza quelli che la scherma l’hanno iniziata da adulti. Come tutte le persone che cominciano qualcosa troppo tardi, li contraddistingue la fretta in ogni cosa. Li trovi nella tua palestra che cercano disperatamente di insegnare una finta in tempo ad un bambino di 7 anni, che già fatica anche solo a tenerlo in mano un attrezzo. Non hanno fatto la scherma da giovani, per cui non hanno la minima idea di cosa possa essere una progressione didattica, l’hanno approcciata in quei corsi serali dove spesso trovano un Maestro appassionato, così bravo ad insegnare da fare credere loro di stare apprendendo chissà cosa, ma purtroppo di essere dopo poco tempo anche in grado di insegnarlo. Li trovi sempre vicino ai bambini, o ragazzini, più bravi dando loro consigli non richiesti e spesso demenziali, dall’alto dello loro inesistente esperienza. Anche se coinvolti, per pena, nei quadri tecnici, si rivelano dopo poco inadatti ad ogni ruolo. E qui nasce poi il problema, essendo anziani, e quindi avendo fretta, non appena vengono messi anche solo a dare una mano per i bambini che iniziano a fare scherma, si avviano subito ai corsi federali, per prendere ogni abilitazione possibile, convinti che con quella guadagneranno l’autorevolezza che hanno i veri Maestri. Sarà anche la loro unica speranza di guadagno, in quanto pur di avere un ruolo saranno disposti a lavorare gratis, dimostrando anche quale sia l’esatto valore del loro lavoro: nullo. In compenso metteranno in difficoltà Maestri e Istruttori, che dovranno mettere una toppa sui loro danni, e cercare di fare capire che c’è una differenza tra un Maestro e un Praticone, per quello il primo viene pagato ed il secondo elemosina un ruolo qualsiasi gratis. Quando poi fanno il passo più lungo della gamba si ritrovano spesso messi alla porta, o quasi, e qui viene fuori il vero baco dei corsi di abilitazione federale. Con in mano un pezzo di carta, potranno aprire una loro società, continuando a perpetrare la loro impreparazione, la loro incompetenza, le loro frustrazioni verso un mondo della scherma cattivo che per invidia della loro (auto riconosciuta) bravura li ha emarginati. Facendo passare chi lavora con passione e competenza quale un ladro, perché si fa pagare. Certo, perché al contrario di loro non allena dopo il lavoro, ma deve farlo per lavoro. Questi ai corsi magistrali, che su di loro hanno avuto più l’effetto di un indottrinamento che di acquisizione di conoscenza, hanno soprattutto imparato ad invidiare e millantare. Li trovate su fb con foto continue di atleti non loro, senza scrivere nulla in proposito, facendo credere possano essere loro e sperando di trovare nei commenti tanti complimenti. Alle gare li potete riconoscere sul parterre grazie all’immancabile gillet AIMS.
Adesso ognuno si veda in una di queste quattro grandi categorie. Ci sarà chi si ritroverà nella prima, altri nella seconda, sono certo che chi si incazzerà sarà in una delle altre due, di certo c’è però un sistema magistrale che questo sta sfornando perché oramai fuori controllo. La cura sarebbe cominciare ad avere esami su base biennale, perché l’attesa già crea una certa selezione, avere accesso al secondo e (soprattutto) terzo livello a numero chiuso, ed avere come pre requisito indispensabile l’appoggio alla propria candidatura del comitato regionale di appartenenza. Questo dovrà concedere il nulla osta sulla base di un progetto reale, apertura di una nuova società o succursale non una vaga promessa di fare dei corsi qualora ci siano degli iscritti, oppure su una richiesta da parte di qualche società già costituita di un tecnico affiliante. Già questo stroncherebbe la carriera ai praticoni, o quanto meno gliela renderebbe molto difficile, cominciando a dare anche una parvenza di dignità professionale ai tecnici utili, eliminando il volontariato che distrugge una professione, e di certo non l’aiuta.
ANONIMO MAESTRO"

04 dicembre 2018

LE PARTNER CITY


MI sono sempre chiesto a cosa servissero le partener city sottoscritte dalla FIS con i vari comuni italiani. A tale domanda la mia risposta è stata:” averne un vantaggio per il movimento schermistico italiano e dei club di scherma insistenti nei precitati comuni.”.  Invece, come potete leggere nel testo delle convenzione con uno dei maggiori Comuni Italiani (Torino), nulla di tutto questo.
La convenzione parla di organizzazione di eventi per i quali il Comune metterebbe a disposizione l’impianto sportivo comunale. Nell’accordo non viene specificato se detto impianto venga concesso gratuitamente o semplicemente con una riduzione degli oneri di affitto. Peraltro a beneficiarne sarebbe soltanto la società organizzatrice dell’evento. Nulla è detto sulla disponibilità degli impianti per l’organizzazione di campionati regionali o interregionali, per i quali, a quanto mi è dato sapere, la concessione delle strutture verrebbe effettuata attraverso un canone di affitto: quando va bene ci potrebbe essere una riduzione di tali oneri affittuari. Credo, ma non ci metterei la mano sul fuoco, che i comuni non possano concedere gli impianti in forma assolutamente gratuita poiché detti oneri vanno inseriti nel bilancio comunale come entrate per l’organizzazione di eventi. Su questo argomento, ripeto, non ci metterei la mano sul fuoco, però mi piacerebbe che qualcuno più informato di me mi smentisca o confermi quanto da me scritto.
A me sembra che a guadagnarci sia il Comune e non potrebbe essere diversamente considerata la atavica passività dei bilanci comunali. Quindi oso affermare che questi protocolli non servano a niente, direi che non siano affatto necessari. Peraltro volendoli realizzare sarebbe sufficiente che il Presidente del Comitato regionale, in rappresentanza della FIS, sottoscrivesse in prima persona l’impegno con la città interessata, dando così valenza al Comitato stesso, quale rappresentante della federazione, in sede locale e ciò determinerebbe un sicuro risparmio di risorse economiche non essendo più necessari i  continui  viaggi del nostro “Presidente errante” costretto a girare l’Italia in lungo e in largo per sottoscrivere le convenzioni come se fosse una attività miracolosa. Concludendo direi che queste convenzioni finiscono più per aiutare la permanente e ininterrotta campagna elettorale del Presidente, che costituire un efficace strumento preordinato a portare benefici reali alle associazioni locali che sono, e restano, comunque relegati ad un ruolo assolutamente marginale.
Poi però si chiedono continui sacrifici alle famiglie, ai maestri ed agli atleti, veri sostenitori del movimento schermistico.
Ezio RINALDI



TORINO DIVENTA LA 25ESIMA "CITY PARTNER FIS" - FIRMATO A MILANO L'ACCORDO CON IL COMUNE E CON LA REGIONE PIEMONTE
https://www.federscherma.it/homepage/media/news/14-news/top-news/28988-torino-diventa-la-25esima-city-partner-fis-firmato-a-milano-l-accordo-con-il-comune-e-con-la-regione-piemonte.html