10 marzo 2023

LA POSIZIONE DEGLI USA SULLA RIAMMISSIONE DI SCHERMIDORI E FUNZIONARI RUSSI E BIELORUSSI.

Mi è stato segnalato l'articolo che segue in merito alla posizione degli USA circa il reintegro degli atleti, Dirigenti Russi e Bielorussi in ambito FIE.
Ritenendolo particolarmente interessante lo riporto integralmente sulla "Piazza".
Mentre scrivo, mi comunicano, in maniera ufficiosa, che la votazione ha visto prevalere i sostenitori di Russia e Bielorussia. 
Ezio RINALDI

"Scherma USA inamovibile contro il reintegro di schermitori e funzionari russi e bielorussi

03/09/2023, 19:30 CST
DI BRYAN WENDELL

In un discorso scritto alla FIE (International Fencing Federation) che dovrebbe essere letto durante il Congresso, il Tesoriere della Scherma USA Samuel Cheris delinea le ragioni dietro la forte opposizione della Scherma USA.



COLORADO SPRINGS, Colo. – Gli Stati Uniti voteranno “no” su tutte le questioni relative al reintegro di schermitori e funzionari provenienti da Russia e Bielorussia durante una votazione prevista per lo speciale Congresso Straordinario online della FIE il 10 marzo 2023.

In un discorso scritto alla FIE (Federazione Internazionale di Scherma) che dovrebbe essere letto nel verbale durante il Congresso, il Tesoriere della Scherma USA Samuel Cheris delinea le ragioni dietro la forte opposizione della Scherma USA. 

"Oggi è un giorno critico in cui le federazioni membri mostrano se le loro fibre etiche e morali sono più forti dell'opportunità politica di compiacere coloro che stanno facendo pressioni per i loro voti con promesse di un quid pro quo", dice Cheris nel discorso.

Cheris, inserito nel 2014 nella FIE Hall of Fame, scrive che “io e la Scherma USA siamo fermamente contrari a consentire ai concorrenti di qualsiasi paese, alcuni dei quali sono dentro o sono supportati dalla sua istituzione militare che sta commettendo crimini di guerra contro i civili di un altro paese , competere.

“Se questi atleti desiderano competere, lascia che rinuncino a qualsiasi legame e finanziamento militare, rinuncino alla loro cittadinanza e rinneghino il loro sostegno alle atrocità. 

“Se queste suonano come misure drastiche ed estreme, lo sono, ma anche l'invasione di un paese sovrano e l'uccisione arbitraria dei suoi civili sono drastiche ed estreme, e trasgressioni estreme richiedono risposte estreme. 

“Molti di questi concorrenti sono colpevoli, direttamente o indirettamente, di sostenere attivamente o passivamente il loro governo aggressore. Quelli in Russia che guardano passivamente danno tacita approvazione alle attuali attività riprovevoli”.

Giovedì sera, il consiglio di amministrazione di USA Fencing ha votato all'unanimità per affermare la posizione di USA Fencing ed esprimere un fermo sostegno al messaggio di Cheris.

"Tragicamente, nulla è cambiato da quando la FIE o il CIO, e i loro equivalenti paralimpici, hanno sanzionato per la prima volta gli atleti provenienti da Russia e Bielorussia", afferma Phil Andrews , CEO di USA Fencing . “La Russia non ha posto fine alla sua ingiustificata e illegale invasione dell'Ucraina, che ha provocato migliaia di morti insensate, una crisi di rifugiati senza precedenti e la distruzione delle infrastrutture sportive ucraine.

“Finché questa guerra continua, la nostra posizione sulla partecipazione di atleti di questi paesi non deve cambiare. Consentire la partecipazione di persone di queste nazioni in qualsiasi forma, anche sotto un cosiddetto status neutrale pur essendo ancora finanziato e sostenuto dal governo russo è inaccettabile. Non vediamo l'ora di poter accogliere i nostri colleghi russi sulle piste in pace, ma quel momento non è oggi".

“Inoltre, la nostra posizione proviene direttamente dal nostro più grande stakeholder: i nostri migliori atleti che devono competere in pista. È a loro nome, e in loro nome, che oggi manteniamo la nostra posizione contro il ritorno di Russia e Bielorussia".

Nel suo discorso, Cheris rifiuta anche l'idea che gli schermidori russi o bielorussi possano gareggiare sotto la bandiera della FIE o qualche altro simbolo.

"Agli atleti russi e bielorussi non dovrebbe essere permesso di competere negli eventi individuali o di squadra sotto uno schermo cartaceo di scherma sotto la bandiera della FIE o qualche altro artificio che crei una finzione di neutralità e idoneità individuale", scrive. "Tutti sanno che sono russi che schermano per la Russia e bielorussi che schermano per un paese che sta aiutando e favoreggiando i crimini della Russia". 

Sulla terza domanda, se i funzionari russi e bielorussi dovrebbero essere in grado di partecipare agli eventi FIE, Cheris non lascia dubbi. 

"USA Fencing e io siamo ugualmente contrari a consentire ai funzionari di Russia e Bielorussia di partecipare alle prossime competizioni con il potenziale di servire ai Giochi Olimpici a qualsiasi titolo", scrive.

Le domande prese in considerazione

Gli Stati Uniti voteranno "no" su ciascuna di queste domande durante il Congresso, previsto per le 7:00 ET del 10 marzo:

  1. Accetti di consentire agli atleti con una licenza FIE registrata dalla Federazione Nazionale di Russia o Bielorussia e in possesso del rispettivo passaporto (o cittadinanza) di partecipare alle competizioni individuali FIE dalla seconda metà di aprile 2023, fatte salve eventuali future raccomandazioni/decisioni del CIO , e nel rispetto delle condizioni di neutralità e di ammissibilità individuale?

  2. Accetti di consentire agli atleti con una licenza FIE registrata dalla Federazione Nazionale di Russia o Bielorussia e in possesso del rispettivo passaporto (o cittadinanza) di partecipare alle competizioni a squadre FIE dalla seconda metà di aprile 2023, fatte salve eventuali future raccomandazioni/decisioni del CIO , e nel rispetto delle condizioni di neutralità e di ammissibilità individuale?

  3. Accetti di consentire ai funzionari (arbitri, allenatori, allenatori, personale medico, personale tecnico, membri di commissioni e consigli) iscritti alla Federazione Nazionale di Russia o Bielorussia e in possesso del rispettivo passaporto (o cittadinanza) di partecipare alle competizioni FIE dal secondo metà aprile 2023, fatte salve eventuali future raccomandazioni/decisioni del CIO e nel rispetto delle condizioni di neutralità e ammissibilità individuale?"


24 febbraio 2023

PUBBLICAZIONI


Cari amici della “Piazza”, come avrete potuto constatare, nell’ultimo periodo le pubblicazioni sul blog si sono diradate, in particolar modo quelle a mia firma. La causa di tutto ciò è da attribuire alla infernale influenza australiana, peraltro quest’anno ho saltato il vaccino, che mi ha tenuto sotto le pezze per diversi giorni, circa 12, e lasciato strascichi fastidiosissimi di tosse, alla quale si è aggiunta una altrettanto infernale borsite all'anca dx, dovuta ad un paio di cisti, che mi impedisce di stare seduto per un periodo non superiore ai 10 minuti. Volevo , quindi, ringraziare chi in questo lasso di tempo ha collaborato con i propri interessanti e qualificati contributi come gli amici Gil PEZZA e Fabrizio ORSINI.

Personalmente riprenderò a scrivere non appena le condizioni fisiche me lo consentiranno, intanto mi è caro salutare tutti voi con un calorosissimo abbraccio.

Ezio RINALDI

11 febbraio 2023

L'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga ed il Crimine deve aprire un'indagine su accuse di corruzione nella Federazione internazionale di scherma.

 

Il problema della corruzione nello sport è talmente avvertito che il 9 novembre 2021 il Comitato Olimpico Internazionale e l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga ed il Crimine (UNODC)  hanno firmato un memorandum d'intesa (MDI)   per  combattere corruzione e la    criminalità nello sport.  Infatti come affermato dai vertici  di queste due organizzazioni:

 

Infatti, la prova del fatto che il problema della corruzione nello sport sia davvero sentito la si coglie indubbiamente  dal fatto che la “firma del MDI” è avvenuta durante la quarta edizione dell'International Forum for Sports Integrity (IFSI), che riunisce oltre 500 stakeholder in rappresentanza del Movimento Olimpico, agenzie intergovernative, governi, industria delle scommesse e altri settori. Tutte e quattro le organizzazioni intergovernative, specializzate nella lotta       contro la droga e il crimine (UNODC), il Consiglio d'Europa (CoE), l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), INTERPOL. Vedi:

https://www.unodc.org/unodc/en/press/releases/2021/November/unodc-and-ioc-extend-collaboration-to-tackle-corruption-and-crime-in-and-through-sport.html

È importante notare che vi sono convenzioni che consentono alle autorità internazionali di stabilire la giurisdizione sulle accuse di corruzione, tra cui, ad esempio: la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC), la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (UNTOC), il Consiglio europeo di Decisioni Strutturali (relative ad atti di corruzione compiuti nell'ambito di attività commerciali). Va notato che questi strumenti legali contengono sia disposizioni generali in materia di concussione e corruzione, sia disposizioni specifiche per quanto riguarda la manipolazione della concorrenza. Poi ci sono, ovviamente, le leggi nazionali che ogni paese ha in atto per combattere la corruzione, le tangenti, il riciclaggio di denaro e così via.

 Questo sentito impegno contro la corruzione, da parte del COI e delle corrispondenti forze dell'ordine, porterebbe ad immaginare, se non proprio a ritenere, che le suddette accuse di corruzione sollevate dal delegato degli Stati Uniti, Sam Cheris al Congresso FIE del 22 novembre 2022, avrebbero creato una tempesta di  azioni, proteste, manifestazioni di sdegno, cause legali, comunicati stampa e, naturalmente, un'indagine su tali accuse. Ciononostante, tali accuse non sono state accolte con il giusto e dovuto clamore, ma con un inaspettato e strano silenzio di tomba da parte di tutti. Infatti, non c'è stata alcuna risposta o smentita in sala del Congresso della FIE e nessun commento da parte del Signor Emmanuel Katsiadakis, Presidente Interim della FIE. E’ da rimanere smarriti e sorpresi alla notizia che la Foundation for the Future of Fencing (FFFOF), o il suo misterioso rappresentante alla FIE, non ha rilasciato una dichiarazione di sdegno o diniego. Forse, la gestione delle pubbliche relazioni FIE, per chi è accusato di corruzione, viene ora trattata con nuove modalità e con un approccio alla maniera di Dante: “non ti curar di loro ma guarda e passa!”

Comunque sia, c'è un silenzio che “sembra” imperdonabile. Ma il silenzio di Emmanuel Katsiadakis, presidente ad interim della FIE, non può che definirsi “imperdonabile” proprio perché, essendo egli leader della FIE, ha il dovere affermativo di indagare sulla veridicità delle accuse fatte da Mr. Cheris.

Ho volutamente usato il termine "sembra" perché non sono al corrente di ciò che potrebbe stare per accadere dietro le quinte alla FIE o al COI.  Resta inteso che spesso le indagini siano condotte sub rosa (*), e potrebbe benissimo esserci un'indagine in corso ed, in tal caso, non ci sarebbe  niente da eccepire sul comportamento del Presidente  Katsiadakis. Ma se a distanza di oltre settanta giorni del Congresso FIE del novembre u.s., non vi è nessuna indagine avviata, questo silenzio pervasivo che circonda le accuse potrebbe apparire sempre piu collusivo.  In tal caso, la mancata azione da parte del signor Katsiadakis sulle accuse potrebbe essere di per sé, un'enorme inadempienza ai suoi doveri di ufficio; ed una ulteriore indagine (parallela a quella sulle accuse del Signor Cheris)  sulla sua inazione sarebbe giustificata.

Ad ogni modo, non ci sarebbe alcun motivo per mantenere segreta tale indagine dato che le accuse fatte dal Signor Cheris sono state fatte publicamente durante lo svolgimento dell’ ultimo Cogresso FIE. Quindi,  la FIE avrebbe dovuto annunciare- poco dopo il Congresso di novembre il necessario avvio di una indagine indipendente sulle suddette accuse.  Questo, per rassicurare i membri della FIE che il loro voto del 10 marzo p.v., sulla riammissione di Russia e Bielorussia (il “Rientro”) non sia una farsa. Invece cosi, rimane il forte sospetto che il suddetto voto  venga utilizzato per una manipolazione di una competizione sportiva (cioè il Rientro) basata su una compravendita di voti da parte di un rappresentante della FFFOF, come sostenuto nelle accuse fatte dal Signor Cheris. Resta inteso che é essenziale che qualsiasi indagine debba essere condotta da terzi e non internamente dalla FIE.  (ad es. UNODC e/o Interpol in tandem con autorità Svizzere), a causa dei legami storici tra la FFFOF e la leadership della FIE, incluso il Sig. Usmanov, Presidente autosospeso della FIE  ed il Sig. Logvin, membro del Comitato Esecutivo della FIE. Più specificamente, il signor Usmanov ha fondato la FFFOF e il signor Logvin ne è stato presidente in passato.

Ma qual’e la posizione del  presidente del CIO Thomas Bach in tutto questo? Ha notificato Ghada Waly, Direttore Esecutivo, UNODC le accuse del Signor Cheris? Dopotutto, il MDI l’ha firmato lui e non il Signor Katsiadakis.  Chi lo sa? Forse è troppo impegnato nel gestire la questione del rientro della Russi e Belorussia ai giochi olimpici  per preoccuparsi anche lontanamente delle accuse fatte dal Signor Cheris soprattutto perché se poi queste risultassero fondate avrebbero una pesante e, di sicuro, negativa ricaduta sull’auspicato Rientro degli schermitori Russi e Belorussi alle gare patrocinate dalla FIE.

Purtroppo quando si  tratta di FIE e COI, troppo spesso ci ritroviamo con domande senza alcuna risposta. Pero questa volta il silenzio della FIE non è assolutamente accettabile;  c'è troppo in gioco e la posta è molto alta! Pertanto, alla luce delle accuse fatte dal Signor Cheris unite all’apparente riluttanza della FIE e del COI di condurre delle indagini in merito, è giunto il momento per l’ UNODC di intervenire direttamente e di aprire un'indagine non solo a proposito delle accuse, ma anche sui motivi del rifiuto della stessa FIE e del COI di avviarla.  E’ bene, al riguardo, rammentare che è facoltà dell'UNODC attivare procuratori internazionali e svizzeri, nonché Interpol e altre forze dell'ordine competenti (collettivamente denominati "Investigatori"). Per tali soggetti, sarebbe relativamente facile stabilire se la FIE stesse pianificando una indagine on no oppure se, nella riunioni del Comitato Esecutivo FIE del 27 Dicembre, 2022 e del 27 gennaio u.s., sono sono state discusse le accuse fatte dal delegato Statutinense e se, sul punto, è stata disposta apposita indagine?

Sicuramente l'UNODC ha molta carne al fuoco ma dovrebbe intervenire immediatamente ed in maniera tempestiva perché, nonostante la ricorrenza delle accuse fatte dal Signor Cheris, la FIE ha in programma di procedere con il voto sul predetto rientro il 10 marzo p.v., come se nulla fosse accaduto. Infatti, per evitare una manipolazione così potenzialmente eclatante dell’ipotizzato rientro, il voto previsto per il 10 marzo 2023 deve essere sospeso e rinviato immediatamente. La volontà della FIE di procedere con il suddetto voto senza alcuna investigazione sulle fondatezza e veridicità delle gravissime accuse,  è un forte campanello di allarme che non può e non deve essere  ignorato dall’ UNODC a e dagli investigatori.


____________

.(*) SUB ROSA: L'espressione è estrapolata dalla frase latina: “sub rosa dicta velata est”. Nell'antichità, la rosa era il fiore dedicato ad Horus, dio del silenzio per Greci e Romani. Pertanto, quando veniva posta una rosa su un tavolo, i presenti erano obbligati a non divulgare quanto era stato detto o ascoltato. Da allora l'espressione sub rosa indica qualcosa che viene attuato in segreto, in via confidenziale.

 Gil PEZZA

The United Nations Office on Drugs and Crime Must Open an Investigation into Allegations of Corruption in the International Fencing Federation.


Corruption in sports is so acutely felt that the International Olympic Committee (IOC )and the United Nations Office on Drug and Crime (UNODC), signed a memorandum of understanding (MOU) on November 9, 2021, to fight corruption and crime in sport.

 More specifically, as stated by the leaders of these two organizations:

Furthermore, the “signing of the MoU took place during the fourth annual meeting of the International Forum for Sports Integrity, which brings together over 500 stakeholders representing the Olympic Movement, intergovernmental agencies, governments, the betting industry, and other sectors.”  All four intergovernmental organizations that specialized in anti-corruption participated with high-level representatives: the United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC), the Council of Europe (CoE), the Organization for Economic Cooperation and Development (OECD), INTERPOL. It is important to note that there is legislation that allows international authorities to establish jurisdiction over allegations of corruption, including, for example: The United Nations Convention against Corruption (UNCAC), The United Nations Convention against Transnational Organized Crime (UNTOC), European Council Framework Decisions (covering corruption acts carried out within the framework of business activities). Further, these instruments have both general provisions covering bribery and corruption as well as specific ones covering competition manipulation. Then there are national laws that each country has in place to fight the corruption, bribery, money laundering and so forth.

This heartfelt commitment against corruption on the part of the IOC and the  and corresponding law enforcement agencies,  would lead one to imagine, if not actually believe, that the very serious aforementioned allegations of corruptions  (“Allegations”) raised by the United States delegate, Sam Cheris at the November 22, 2022, FIE Congress would raise a storm of activities including protestations from the accused, lawsuits, press-releases and, of course, an investigation into said Allegations.

Surprisingly, the Allegations did not cause any outcry; rather, they were met with a wall of silence from all sides. There was no response or denial of the Allegations on the floor at the FIE Congress, as well as no commentary from Mr. Emmanuel Katsiadakis, the  interim President of the FIE.  It is bewildering that the Foundation or its mysterious representative in FIE did not issue a statement of outrage or denial. Maybe  this is a new trend in Public Relations management: If someone accuses a representative of your organization of corruption, say nothing!

Be that as it may, there is one silence that seems indefensible: The silence of Emmanuel Katsiadakis, Interim FIE President. This because, as leader of the FIE, Mr. Katsiadakis, has an affirmative duty to investigate the veracity of the Allegations made by Mr. Cheris.

I underscore the word “seems” because I’m not privy to what may be occurring behind the scenes at the FIE or at the IOC. It is understood  that investigations are often conducted sub rosa, and there may very well be an investigation taking place and, in such case, Mr. Katsiadakis would be in the clear. But if after over seventy days from the November 26, 2022,  there is no investigation of the Allegations, the pervasive silence surrounding the Allegations could  appear to be increasingly collusive. In such case, Mr. Katsiadakis’ failure to act on the Allegations could  be, by itself, en egregious dereliction of duty on his part; and an additional investigation on his failure to act (parallel to the one of the Allegations) would also be warranted.

Regardless, there would be no reason to keep such an investigation secret, given that the Allegations  were made in public by Mr. Cheris from the floor during  its November 2022, Congress. Thus, the FIE should have announced - shortly after said Congress,  that it would dutifully initiate an independent investigation into the Allegations. This is to reassure FIE members that their 03/10-23 vote on the admission of Russia and Belarus back into FIE events, (the “Reentry”) would not be a farce. Instead,  there remains now a  strong suspicion that said vote  will be used for a manipulation of a sport competition  (i.e.,  the Reentry) based on a buying and selling of votes by a representative of the Foundation, as purported in the Allegations. It is understood that the FIE cannot manage this investigation internally  due to the historical links between the Foundation and the leadership of the FIE, including Mr. Usmanov (self-suspended President of the FIE)  and Mr. Logvin, a current member of the Executive Committee of the FIE. More specifically, Mr. Usmanov founded the Foundation and Mr. Logvin served as its president in the past.

But where is IOC President Thomas Bach in all this? Did he notify Ms. Ghada Waly, Executive Director of the UNODC of the Allegations? Indeed, it is Mr. Bach -and not Mr. Katsiadakis-  who signed the MOU. Who knows? One could say that he is too busy addressing the issue of the readmission of Russia and Belarus back in the games to be even remotely concerned with the Allegations, which, incidentally -if proven true could impact the Reentry of fencers from Russia and Belarus at FIE Events.

When it comes to the FIE and the IOC, we are too often left with unanswered questions. Unfortunately, this is not just a poor theatrical performance, in which you could just send in the clowns. On the contrary, there is too much at stake!  Therefore, in light of the Allegations and the apparent unwillingness of the FIE and the IOC to conduct any investigations, it is high time for the United Nations Office of Drug and Crimes  to intervene directly in this matter and open an investigation into the Allegations but also into the reasons for refusing to pursue one (if that is the case) on the part of the FIE and IOC.  In doing so, the UNODC can also activate International and Swiss Prosecutors as well as Interpol and other law enforcement agencies of jurisdiction (collectively referred to as the “Investigators”). It would be relatively easy for the Investigators to establish if the FIE was planning an investigation or not just by questioning members of the FIE Executive Committee on whether an investigation into the Allegations was ever discussed or even contemplated in any of their post-Congress meetings and communications. Incidentally, was an investigation into the Allegations even on the agenda of the January 27 meeting of the FIE Executive Committee?

Surely,  the UNODC has many irons in the fire but the UNODC should intervene forthwith and open an investigation at the FIE. In fact, time is of the essence because despite the very serious Allegations made by Mr. Cheris, the FIE is planning to proceed with the vote by its membership on the Reentry of fencers from Russia and the Belarus at the March 10, Extraordinary Congress; this without any evidence of any investigation taking place. As a matter of fact, to prevent such a potentially egregious manipulation of sport competition, the UNODC must immediately suspend and postpone the vote scheduled on March 10, 2023. Indeed, the willingness of the FIE to proceed on it as business is usual,  is just another strong signal that it is time to send in the Investigators.

06 febbraio 2023

È L'INIZIO DI UN GIALLO GIUDIZIARIO?

Dai primi colpi, sembrerebbe un thriller alla Grisham quello tra l’Università Niccolò Cusano, la FIS e lo Stato.

La trama de “L’uomo della pioggia”, in cui un piccolo avvocato si trova a intentare una causa milionaria a una major delle assicurazioni, che non voleva curare un suo cliente, potrebbe avere delle somiglianze con le vicende che si stanno profilando davanti alla vicenda fra Unicusano, l’università telematica, che è sponsor della Federazione Scherma.

Le notizie sono poche, cioè quelle che si apprendono dai giornali, ovvero che si sono aperte delle indagini sull’Istituto universitario, da parte della Guardia di Finanza a valle del quale, come recita il comunicato Federale del 23 gennaio: “a seguito del confronto con l’Autorità giudiziaria preposta” la Federazione passa alla risoluzione “ipso iure” dell’accordo fra le parti, cioè rescinde il contratto di sponsorizzazione e avvisa che potrebbe mettere in atto delle “azioni a tutela dei propri interessi”. Fin qui nulla di particolare, se non fosse che quattro giorni dopo questa comunicazione federale, cioè il 27 gennaio Unicusano risponde con un tono da cavalleria rusticana:

Vi ringraziamo per la vostra puntualità nel fare una figura meschina. Ipotesi di reato non vuol dire condanna in terzo grado di giudizio. Ci sono molti modi per farsi conoscere e voi avete scelto di farlo oggi. Vi ringraziamo per la strada percorsa insieme, con la convinzione che risolveremo appieno i nostri problemi e che non ci troveremo mai più sulla stessa “pedana”.”

La lettera è firmata dal presidente del Consiglio di Amministrazione della Università, il livornese Stefano Bandecchi ed è visionabile in chiaro sul suo account instagram, piattaforma che usa per ribattere in maniera simpatica e anche senza tanti peli sulla lingua a chiunque lo voglia attaccare.

Infatti, non pago di quanto scritto in maniera ufficiale, sotto queste due lettere (quella della FIS e quella del Bandecchi), nel post di instagram, il Bandecchi dice candidamente:

«Aggiungo che le stronzate (sic) scritte si pagano in tribunale poi vedremo se penalmente o solo civilmente perché leggendo attentamente si capisce che voi “avreste parlato con i nostri (sic!) magistrati di riferimento… “Beati voi, ma mano al portafoglio”»

Lo stesso inoltre fa sapere che tale caso potrebbe confluire in una causa milionaria, che vedrebbe lo Stato italiano quale imputato per il risarcimento qualora non fossero colpevoli, tenendo conto che a dirlo sono l’avvocato Antonio Ingroia e Raffaello Lupi professore di diritto tributario a Tor Vergata.

Ci sarà da parlarne, pare, perché il Bandecchi non sembra volersi dire sconfitto e potrebbe far conoscere l’intera vicenda al grande pubblico man mano che le indagini andranno in corso. Lui stesso, così sembrerebbe, si è fatto animo nel creare per l’occasione una trasmissione dal titolo “L’imprenditore e gli altri”, sul canale 264 del digitale terrestre.

Un giallo che promettiamo di seguire, tenendo conto che la giustizia in Italia è lenta, ma che speriamo saprà essere direttamente proporzionale al desiderio di verità fra le parti.


Fabrizio Orsini

27 gennaio 2023

PARLIAMO DI SOLDI E DI MAESTRI

La questione dei maestri non penso sia solo una faccenda di diplomi e di quale ente sia migliore di un altro, per erogare dei titoli, cosa peraltro molto importante, cui purtroppo non si è trovato ancora un accordo finale che abbia reso tutte le parti coinvolte pienamente soddisfatte.
Credo invece che vi sia una questione ben più importante del nemmeno tanto semplice titolo di maestro, parlo dei soldi, quelli che ora lo Stato ci chiede di dichiarare, secondo metodi e regole vigenti, senza tuttavia capire le problematiche dello sport italiano. Vediamo nel dettaglio.
Per poter esercitare la professione di maestro o allenatore sportivo si potrà optare per una delle quattro possibili soluzioni lavorative:
1) lavorare gratis, cioè come volontario non retribuito;
2) aprire P. IVA e agire secondo un regime professionale con relativa fattura a scadenze concordate;
3) essere assunti dalla società sportiva, quali dipendenti, con contratti di Co.Co.Co., o Part-time;
4) operare in regime di prestazione occasionale.
I più esperti potranno correggermi o integrare quanto detto con riferimenti di legge e tecniche contabili che non sono mia materia.ì e se vi sono errori chiedo venia.
Di queste quattro possibilità possiamo estrarne due, cioè la 2 e la 3, che ci fanno riflettere parecchio in quanto pongono il focus sulla professione vera e propria. Questi due punti fanno emergere quali siano i veri lavoratori sportivi, separandoli dai cosiddetti dilettanti, o dopolavoristi (lo dico senza spregio, sia ben chiaro) i quali possono permettersi di guadagnare poco o nulla facendo gli allenatori.
È di certo una conquista, che, come già detto in un articolo precedente, contiene i bonus (dell’aver riconosciuto come tale il lavoro di allenatore sportivo), ma anche i malus (fiscali, gestionali, burocratici con costi aggiuntivi per quanto riguarda i contributi assicurativi previdenziali).
Sia ben inteso, che con questi malus gli allenatori potranno ritirarsi a una certa età con una pensione, che sarà pagata (credo in maniera piuttosto cara) dagli atleti/famiglie degli sportivi. Ripeto è una grande conquista, ma sappiamo bene che ci sono sport e sport, cioè sport che possono permettersi aumenti di costi degli allenatori grazie al grande numero di praticanti, e sport che faranno di certo fatica. La scherma è uno di questi sport.
A costo di ripetermi mi chiedo ancora una volta dov’erano i rappresentanti federali e sportivi di questi sport minori, quando si discutevano le riforme.
Ma veniamo ai soldi e parliamo non solo di quelli delle società, o delle famiglie, che dovranno sborsare, ma quelli dei maestri.
Per prima cosa i contributi, qualsiasi essi saranno, verranno versati nelle Casse previdenziali del soggetto ricevente. Se l’istituto sarà l’INPS o l’ENPALS le cose saranno facili, ma per gli altri servirà un ricongiungimento a fine carriera o per lo meno chiarimenti in merito per evitare che i contributi versati vengano persi definitivamente, in quanto parrebbe che se si è iscritti a un ente diverso dai sopracitati, (sottolineo parrebbe) i contributi potrebbero (e sottolineo potrebbero) essere persi se non si raggiungono i minimi versati e che credo ammontino ad almeno 10 anni di contribuzione.
Detto questo, mi chiedo se esistano associazioni di categoria. La categoria in questione è “l’allenatore sportivo”, e non mi pare che si sia trovato un soggetto per farlo sedere al tavolo al fine di delineare i problemi con lo Stato e le istituzioni coinvolte. La risposta è retorica quanto la domanda: ovviamente no. A quel fatidico appuntamento (che non c’è mai stato! Sia detto a chiare lettere) i rappresentanti degli allenatori, non c’erano, nonostante la riforma avesse una brandizzazione di classe: Valentina Vezzali.
Eppure gli allenatori sono parecchi in Italia, possibile che non vi sia un referente nazionale? In questa Italia delle poltrone, sempre pronta a farne sorgere di nuove, possibile che nessuno si sia preso la briga di dire: “lo faccio io”? Né la CISL né una UIL, e nemmeno una CGL, eppure senza allenatori, lo sport non si mette in marcia. Forse gli allenatori non portano voti, perché le ASD, sono enti a-partitici e a-politici? Eh già, proprio così mi sa.
Nella scherma però un’ente di riferimento c’era, cioè l’AIMS, che oggi parrebbe più interessata a rilasciare i diplomi di maestro, già appannaggio dell’ANS, con la quale ha ingaggiato assieme alla FIS una inspiegabile diatriba non ancora sedata, perdendo di vista quello che a Roma si stava costruendo, nemmeno tanto in silenzio. Eppure il ruolo sindacale a mio modesto avviso sembrerebbe ben più prestigioso che fare l’insegnante in un corso formativo per aspiranti istruttori, ma magari posso anche ammettere che non sia così per tutti quanti.
Perciò mi chiedo se non sia meglio rimettere tutto a posto com’era prima, fra AIMS FIS e ANS, facendo una seduta programmatica, in cui si stabiliscono ruoli, obiettivi e soprattutto meccanismi virtuosi che possano portare a un sostegno dell’anello più debole della catena schermistica e più in generale sportiva, che è quella degli allenatori. Eh sì, credo che sia un argomento delicato, importante e non derogabile che esorto a mettere sul tavolo da parte di questi tre enti, e magari a dialogare con altre Federazioni, provando a ispirarsi ai maestri di sci, e le guide alpine, che invece l’albo professionale lo hanno e sono di certo più avanti.
In conclusione cito quanto fecero gli italiani a Vienna all’inizio del Novecento, quando Barbasetti, Franceschinis e Della Santa, assieme ai maestri austriaci, fondarono l’Accademia dell’arte della scherma, il cui obiettivo era quello di organizzare un torneo annuale per raccogliere fondi da far confluire nelle casse dell’Associazione per sostenere i maestri di scherma in pensione e quelli in malattia (ma anche le vedove e gli orfani!). Furono profetici, e non nego che l’idea è altamente interessante e declinabile in altre forme nel nostro tempo, per sostenere o integrare quella cassa previdenziale di quei tanti maestri che hanno deciso di rischiare su sé stessi e sulla professione e fare solo il maestro di scherma. Io sono uno di quelli.
Fabrizio Orsini

12 gennaio 2023

ALLA FIS PIACE LA RIFORMA DELLO SPORT?

Non abbiamo ancora capito che se alla FIS piaccia o no la riforma dello sport, e precisamente tutte quelle leggi e norme che regolano la riforma della professione (maestri/allenatori ecc...) che il governo ha prodotto in questi anni, anche grazie alla sottosegretaria dello sport, on. Valentina Vezzali.
Con la nuova riforma i maestri di scherma smettono di essere dei dilettanti o dopolavoristi, come abbiamo detto tante volte e diventano professionisti. Il tutto si evince dal fatto che dovranno pagarsi la retta previdenziale, e fatturare i loro introiti, in quanto la vecchia legge che consentiva di guadagnare esentasse fino a 10.000€ l’anno, decadrà dal luglio 2023. (In realtà decadeva dal 1° gennaio di questo anno, ma il governo ha pensato bene di far finire la vecchia stagione sportiva in gloria e dare il tempo alle ASD di sistemarsi a dovere).
Ora non si discute né dei grandi sport, come calcio, basket e volley, né di tennis o nuoto che sono gli sport che piacciono tanto allo Stato, alle politiche statali, e ai media, (basti vedere quanti campi e impianti natatori esistono in queste discipline, talvolta senza che vi siano nemmeno associazioni che le usino). Dicevamo che non si discute di questi sport che sono un grande motore anche economico, in quanto tutti assieme raggiungono e superano il milione di atleti, fra agonisti e non. Si discute invece della scherma, che è lo sport che ci interessa e ci chiediamo a gran voce come ne uscirà da questa riforma.
In sintesi i maestri potranno diventare liberi professionisti, aprendo partita IVA, oppure essere assunti come dipendenti dalla associazione di riferimento, infine lavorare con contratti part-time. Da anni si parlava della riforma della professione, di contratti e di previdenza sociale e infortuni nel settore sportivo dilettantistico, ma in alcun modo si è mai presa in mano la questione nemmeno per capirci qualcosa. Dicevo infatti che si parlava, in quanto nessuno infatti ha mai né gridato, né sbattuto il pugno sul tavolo per tutelare i maestri, nonostante sia in aumento il numero di quelli che stanno diventando operatori del settore a tempo pieno.
Ora, va detto, che con la riforma le ASD dovranno in tutti i modi darsi da fare, non solo per mettere in regola i loro maestri/istruttori, ma anche mettere a bilancio un aumento consistente pro/capite di spese. La burocrazia aumenterà e anche di conseguenza i controlli.
Nel 2023 ce lo aspettavamo, e forse era anche ora, se non fosse che lo sport italiano è più o meno un settore agonizzante. L’ipertrofia del calcio, unita alla crescita spontanea in altri sport che negli ultimi due decenni si è avuta e che ha visto anche la redazione di statistiche spesso fine a sé stesse, con leggi che non rispecchiano l’andamento sociale (cioè la riforma di cui stiamo parlando), ma che aiutano solo la ragioneria e i conti dello Stato, vedono i piccoli sport parificati in tutto e per tutto ai grandi che fino a oggi sono stati visti come “gli unici, veri, meritevoli” sport praticati dagli italiani. Tutto sbagliato, ovviamente. In questo clima di innovazione (se così la possiamo mettere) viene da chiedersi chi fossero i rappresentanti dello sport in generale, quando si sono seduti al tavolo delle trattative. Vogliamo mettere sullo stesso piano sport che hanno 5-10.000 iscritti con quelli che ne hanno 100.000? Vogliamo parificare Federazioni le cui ASD lavorano al 100% in impianti costruiti dallo Stato per il puro piacere di avere lo stadio, o la piscina, o i campi da tennis, o la pista da atletica, contro quelli che si devono arrangiare in palestre scolastiche e che anche per questo motivo, hanno un numero esiguo di praticanti?
Quel “todos caballeros” che ora vede un allenatore di calcio uguagliato al maestro di scherma, fa piuttosto ridere, non perché uno sia più dell’altro, ma perché le prospettive di lavoro e di azione dell’uno e dell’altro sono completamente impari, non paragonabili. La riforma che si capisce bene è una riforma più economica che sociale, ha dei bonus, (i maestri sono finalmente riconosciuti come dei professionisti!), ma si fonda su dei malus (i costi saranno sostenibili dai maestri stessi e dalle ASD, costi sia detto importanti, se il numero di maestri in palestra aumenta) e che la scherma non pensiamo riuscirà a risolvere schioccando le dita.
Voglio farla breve, così ci capiamo senza girare troppo attorno al problema. Dalla prossima stagione sportiva, le nostre ASD dovranno aumentare le spese per i loro maestri del 30%, soldi che andranno a confluire nelle tasse governative e nella cassa previdenziale per dare ai maestri una pensione alla fine della carriera, tenendo conto che è una professione altamente logorante nel fisico.
Chi sosterrà questi costi saranno le ASD che faranno ricadere i costi sugli atleti e le famiglie e lo sport diventerà sempre di più (e questo lo dico in generale) come una attività impegnativa dal punto di vista economico. Darà di certo dei benefici, ma sarà molto costoso per le famiglie. Per poter ammortizzare il costo dei maestri prodotto dalla riforma, i numeri in palestra dovranno aumentare considerevolmente, ma aumentando gli atleti, aumenteranno anche i maestri, producendo una catena, o un meccanismo di aumento e ridimensionamento dei costi, che è prevedibile più in alto che non in basso.
A questo punto la FIS. Se per la nuova riforma servirà un aumento di atleti, e quindi nuovi maestri, viene da chiedersi quali saranno le politiche della Federazione in tal senso?
1) I maestri. Parrebbe già risolta la questione. Da anni la FIS ha avocato a sé la formazione e la titolazione dei maestri e non sto a dire altro, visto che la faccenda è complessa e dolorosa a vari livelli. Resta il fatto che mi sembra di capire che il numero di maestri diplomati in un anno, non sia in crescita, ma resti più o meno lo stesso di quando l’ente che rilasciava i diplomi era solo uno, cioè l’Accademia Nazionale di Scherma. Zero crescita, zero vantaggi. E di quelli che si diplomano, chi va veramente in palestra a insegnare?
2) Gli atleti. Non mi pare che vi sia una politica federale tesa a far aumentare gli atleti. Non vi è stato infatti un abbassamento dei costi di iscrizione e tesseramento. Nemmeno il favorire la pratica a livello amatoriale con gare classificate dal livello di bravura, cosa che aiuterebbe a far diminuire il cosiddetto drop-out schermistico, cioè l’abbandono dello sport che nel nostro caso, per moltissimi motivi è molto ampio. Nessun circuito virtuoso di allenamento e condivisione della pratica sportiva è stato creato, (mentre è stato ideato un nuovo Dispositivo per gli allenamenti e gare di spada del 4 gennaio u.s.), mentre si segnala di contro un focus esagerato sulle gare ad alta prestazione. Poca se non pochissima pubblicità a vario livello, tranne l’essere riusciti a far entrare i maestri nelle scuole e negli oratori e per questo a retribuirli, il tutto avvenuto in maniera finalmente sistematica, cosa che ci fa plaudire la FIS e ben sperare per il futuro!
3) Gli spazi. Una percentuale di società sportive lavora ancora nelle palestre scolastiche e per questo, quotidianamente monta e smonta le apparecchiature. Trasporta sempre armi e bagagli e in taluni casi lavora su più palestre tanto che il maestro è costretto a trasformare la propria macchina nell’elemento decisivo per poter fare lo sport che tanto ama. Ecco, con questa premessa non mi pare che vi siano programmi federali inerenti alla sensibilizzazione delle amministrazioni dello Stato per investire nel nostro sport. Anzi, mi sento dire (da medici e insegnanti scolastici per fare degli esempi) che per crescere umanamente e socialmente bisogna fare sport di gruppo e non individuali, un segno che in molte sacche sociali (specie quelle importanti) la scherma è ancora uno sport del tutto sconosciuto e molto ancorato ai luoghi comuni.
Tutto ciò detto, voglio trarre alcune considerazioni.
Se con la riforma dello sport i maestri dovranno costare molto alle ASD, e comunque più di prima, i numeri dovranno aumentare, oppure far crescere le rette procapite per atleta. Ma l’aumento degli atleti comporta anche la necessità impellente di avere uno spazio adeguato, tenendo presente che il costo degli immobili, in Italia come altrove, non è mai basso. Certo se le amministrazioni quando progettano una palestra scolastica ascoltassero le necessità dei loro cittadini e delle associazioni sportive, tutto sarebbe più facile, ma si sa, la politica in Italia più che unire, divide.
Però la Federazione, conoscendo i propri iscritti, e tramite loro potrebbe cominciare a dialogare con le amministrazioni. Potrebbe mettere da parte le correnti politiche interne e guardare al bene collettivo di questo sport. Potrebbe farlo per lo meno temporaneamente, in quanto le dinamiche elettorali e programmatiche e lo scontro tra gruppi che la pensano in maniera diversa, credo che non generino solo attriti, ma siano soprattutto di stimolo alla riflessione e alla crescita globale.
Fabrizio ORSINI

08 gennaio 2023

DISPOSIZIONI PER GLI INCONTRI AMICHEVOLI DI SPADA

Il 2023 inizia con una direttiva federale che definire discutibile è un eufemismo.
Con un nuovo comunicato promosso il 4 gennaio, ma come recita bene in seconda pagina approvato il 19 dicembre 2022 il cui titolo “Disposizioni per gli incontri amichevoli di spada” è tutto un programma. I buoni propositi di fine anno, fanno seguire le azioni in quello nuovo. Quando si dice che gli estremi si toccano!
Il titolo. Alla frase: “Disposizioni per gli incontri amichevoli di spada” il lettore capisce bene che si tratta di normative, regole, indicazioni, buone norme, o di buon senso. Nulla da eccepire. L’ente che emana le disposizioni è la Federazione Italiana Scherma, il che presuppone che il detto regolamento abbia valore gestionale. È solo relativo alla spada, e non a Sciabola e Fioretto. Non ancora ovvio.
L’incipit.La Federazione Italiana Scherma […] prende atto e plaude all’organizzazione di sessioni [di scherma ndr] di natura amichevole, che sono state proposte con regole che replicano nel loro svolgimento la struttura di una competizione”. (Fa piacere che la FIS si accorga di tale movimento e infatti passa ad una sua disamina che riassume per punti scrivendo le seguenti parole):
Nello specifico rappresenta che: (sottolineiamo che viene detto che la FIS dice: “rappresenta che”)
1. Le manifestazioni (vedi sessioni di cui sopra), sono riservate solo alla specialità della spada per categorie U14, cadetti, giovani, under23 assoluti e master (cioè tutte).
2. In nessun caso assumono la denominazione di “Campionato o “Trofeo”, né assegnano alcun “titolo” ancorché non ufficiale (es. “Campione studentesco”) ma sono definite solo come “Allenamento”, “Incontro” e/o con termini generici “Maratona” “Disfida” ed altro.
(Queste gare collaterali, rispetto a quelle della FIS, sono organizzate per aumentare il livello di soddisfacimento dell’atleta e per fare sessioni di gara migliorative rispetto a quelle organizzate dalla FIS, come da questo blog oramai si dice da anni. Ciò, in poche parole, significa che in FIS si fanno gare troppo dispendiose e di scarso soddisfacimento atletico, moltissimi atleti infatti fanno il girone e vanno a casa, tutt’al più escono alla prima diretta, con una spesa per assalto eccessivo, in rapporto a trasferta e spese collaterali. Queste manifestazioni hanno un costo di trasferta bassissimo e mirano a far tirare gli atleti. Ovviamente, i più meritevoli, cioè i vincitori, portano a casa il premio, per il quale non vi è nulla di male a darlo e la loro denominazione è “vincitore della gara di… o del campionato di… o del trofeo di…, dovendo tra l’altro far notare che non mi pare che i termini di “Campionato”, “trofeo”, o “campione” siano stati registrati da parte della FIS e siano di sua esclusiva proprietà e uso. Precisiamo però che la FIS sta facendo una disamina del movimento delle competizioni extrafederale).
3. È consentito, per le manifestazioni a squadre o a coppie, inserire nel regolamento la possibilità di iscrivere squadre formate da atleti di società diverse.
(ci chiediamo se, a monte dei primi due punti, che erano solo descrittivi del fenomeno, a questo punto si sia voluto introdurre un primo ed iniziale principio, necessario per regolare lo svolgimento delle suddette manifestazioni fin dal loro esordio. La formula “è consentito” parrebbe introdurre il dubbio che il punto 1 e 2 non siano descrittivi del fenomeno, ma siano normativi anch’essi. Ma andiamo avanti).
4. La partecipazione di atleti stranieri è libera
(che vorrebbe dire? Anche la partecipazione alle gare ufficiali della FIS è libera da parte degli atleti stranieri, purché siano in regola con le disposizioni federali, quindi? È una sottolineatura che forse era doverosa. Ok.)
5. I partecipanti sono tenuti ad attenersi rigidamente alle norme di sicurezza in merito al vestiario ed alle armi previste dai vigenti regolamenti tecnici della FIE e della FIS. La verifica di dette norme è abitualmente a carico del COL;
6. I partecipanti sono tenuti al rispetto delle norme disciplinari previste dai vigenti regolamenti tecnici della FIE e della FIS. Qualsiasi violazione di natura disciplinare è segnalata dal Direttore di Torneo nelle forme previste dal vigente Regolamento di Giustizia della FIS.
(Nuova norma, [oramai sono tutte norme, giusto?] più che giusta, ma ci chiediamo se l’allenamento fosse di natura non federale, ma CSEN o AICS o UISP o altro, varrebbero le stesse regole? Cioè la FIS ha giurisdizione anche su di loro? E se fra quegli atleti non ve ne fossero di iscritti alla FIS, cosa accadrebbe?)
7.1 (manca il punto 7 che fa da intro alla seguente serie di punti, ma riteniamo che sia una solo una precisazione non sostanziale) Al fine di favorire il carattere amichevole delle manifestazioni, le stesse sono gestite con il metodo dell’autoarbitraggio, affidando quindi la direzione degli assalti stessi e/o (sic!) a tesserati agonisti maggiorenni facenti parte della società organizzatrice o del COL.
(ci chiediamo se sia una constatazione in virtù del fatto che il verbo è al presente “sono gestite”, o una indicazione, o una regola da seguire, per la quale sarebbe stata più appropriato un “devono essere gestite”).
7.2 In nessun caso è consentito l’autoarbitraggio a partecipanti o tesserati minorenni.
(questo è un divieto, si capisce bene)
7.3 La gestione della manifestazione è affidata a un Direttore di Torneo e a un computerista che verranno inviati dalla società organizzatrice e/o dal COL, previa autorizzazione della Commissione GSA e del Settore Tecnico della FIS per quanto di rispettiva competenza.
(Il periodo qui esposto è composto da due parti, delle quali ci sembra di capire che la prima è una constatazione [si veda il verbo al presente in forma assertiva “la gestione ... è affidata...”] mentre la seconda è normativa e credo di capire che “la società organizzatrice deve mandare un computerista a gestire la gara”. Ci chiediamo quindi se sia davvero così, se siamo incappati nel problema verbale di cui al punto 7.1).
7.4 Può altresì essere inviato un Arbitro nazionale o regionale, autorizzato nelle stesse forme di cui al comma precedente, che avrà il compito di sovraintendere alla manifestazione in ogni sua fase e intervenire ove richiesto e ove lo ritenga necessario.
(Ma non c’era un Direttore di Torneo? È in alternativa a lui?  O in aggiunta? E quindi lo sceglie la società sportiva o il COL?)
7.5 I poteri decisionali sono affidati al Direttore di Torneo e, laddove presente, all’Arbitro nazionale o regionale di cui al punto precedente.
(Quindi l’Arbitro è una possibile alternativa, ora è chiaro).
Sono lontano dalle gare da molto tempo e può essere che molte cose siano cambiate, però in questo caso non mi sembra.
Concludo chiedendomi se tali “disposizioni” siano state varate più per controllare che per aiutare il popolo della scherma, nella sua grande passione sportiva. Naturalmente ho espresso il mio pensiero, augurandomi di non aver fatto confusione.
Buon anno!
Ezio RINALDI

04 gennaio 2023

CONVOCAZIONI PER GARE DI COPPA DEL MONDO

E’ arrivato il momento di parlare delle convocazioni degli atleti/e per gare di coppa del mondo. Alcuni di essi ed i loro I genitori lamentano una gestione federale imperfetta e vediamo il perchè.
L'Italia è uno dei pochissimi Paesi in cui esiste la distinzione tra atleti convocati e autorizzati, ovvero tra atleti che partecipano alle gare di Coppa del Mondo a totale carico della Federazione e atleti che invece partecipano a tali competizioni interamente a proprie spese. In particolare, se si guarda alle Nazioni che occupano i vertici delle classifiche mondiali nelle 3 armi, l'Italia è l'unico Paese ad attuare questa politica.

Che si tratti di una scelta giusta o sbagliata, motivante o demotivante, selettiva o discriminatoria non saprei dirlo, certo è che il budget a disposizione della nostra Federscherma permetterebbe anche di sostenere quegli atleti che partecipano alle gare di coppa del mondo a spese proprie, proprio perché meritevoli di considerazione ed attenzione, seppur con riserva o ancora sub judice.

Ad aggravare la situazione per gli atleti autorizzati (e, soprattutto, le loro famiglie!) ci sono alcuni aspetti non trascurabili, quali:

1)  il variegato calendario internazionale, con almeno 4 gare di Coppa del Mondo su 8, fuori dall'Europa (questo per quanto riguarda la categoria Assoluti);

2)      le condizioni e modalità imposte dalla Federazione, ai fini della concessione dell’autorizzazione a partecipare.

Riguardo al punto 1), poco si può fare, il mondo della scherma è sempre più globale ed è equo alternare geograficamente le gare.

La FIE potrebbe migliorare, in certi casi, la distribuzione geografico-temporale delle competizioni ma è comprensibile quanto sia complesso il processo di stesura del calendario internazionale.
Per quanto concerne il punto 2), il problema è, invece, meramente italiano e federale. Vediamo nel dettaglio quali sono le problematiche che affliggono gli atleti autorizzati della nostra Nazionale.
Dal punto di vista normativo, il regolamento federale prevede che, per le gare di Coppa del Mondo, le richieste di partecipazione a proprie spese debbano essere effettuate 15 giorni prima della gara. La Federazione emette il verdetto il giorno successivo, ovvero 14 giorni prima della gara. In caso di eventuali rinunce, gli eventuali scorrimenti vengono comunicati solo 10 giorni prima della gara.
Da queste disposizioni emerge lampante quanto i termini imposti dalla Federazione siano estremamente ristretti.

Fino a che si tratta di acquistare voli aerei per destinazioni europee il problema, seppur presente, è di portata limitata. Un volo per Parigi, Barcellona o Varsavia acquistato così sotto data costerà sicuramente da Euro 100 a 300 circa in più rispetto ad un acquisto effettuato con un mese o più di anticipo.
Quando, invece, la destinazione da raggiungere è asiatica, americana o africana, la situazione si fa grave. Quale persona ragionevole acquisterebbe un volo intercontinentale con soli 14 o addirittura 10 giorni di anticipo? Nessuna, fatta eccezione per gli schermidori italiani a proprie spese, costretti a investire Euro 1000 o più a volo per un totale di 8 gare di Coppa del Mondo ogni anno.
Ma non è finita qui. Il regolamento federale stabilisce anche i criteri di merito per l'autorizzazione alle Gare di Coppa del Mondo.

Nella categoria Assoluti, il CT ha totale libertà di scelta sulle convocazioni e sulle autorizzazioni, a parte 2 posti: uno è per il miglior atleta assoluto, l'altro è per il miglior atleta U23 tra i richiedenti (considerando il ranking nazionale assoluto).

Un atleta che progetta di partecipare ad una gara di Coppa del Mondo a proprie spese è quindi obbligato ad aspettare gli ultimi 14 o 10 giorni prima della gara. In alternativa, se occupa una posizione alta nel ranking italiano, può letteralmente "farsi due calcoli" sulla base degli atleti convocati dal CT.

Per fare un esempio, un atleta assoluto che occupa la 6a posizione nel ranking, ha la matematica certezza di essere autorizzato se il CT convoca i primi 5 del ranking. Lo stesso vale per il primo atleta U23 del ranking assoluto escluso dalle scelte di convocazione del CT.

Sarebbe quindi auspicabile che i commissari tecnici delle varie armi emanassero le loro convocazioni quanto più celermente possibile, se non altro per permettere ai 2 atleti che verranno autorizzati in base al ranking di acquistare i voli in anticipo. Considerando che le gare di Coppa del Mondo del calendario Assoluti hanno cadenza mensile e che le prove nazionali assoluti sono 2 all'anno, sarebbe ragionevole la pubblicazione delle convocazioni nel più breve tempo possibile, ovvero il giorno dopo l'ultima gara utile.

Questa pratica di mero buon senso non andrebbe contro nessuna norma federale, né inficerebbe la libertà di scelta dei CT.

Parimenti, per rimanere in tema di buon senso, sarebbe caldamente gradito che la Federazione modificasse i termini per le autorizzazioni da 15 a 30 giorni. È impensabile che un atleta venga a conoscenza di poter partecipare ad una gara intercontinentale con soli 10 giorni di anticipo (ovvero più o meno quando dovrebbe fisicamente partire) ed è irrispettoso che debba sostenere il costo di un volo last minute di questa portata.

Queste pratiche federali sono immutate da almeno un decennio.

Come è possibile che nessun CT e, ancora peggio, nessun esponente federale o rappresentante degli atleti si sia mai posto il problema, nonostante le tante lamentele di atleti e genitori?
Come è possibile mancare di rispetto, perché di rispetto si tratta, alle tante famiglie che investono sui propri figli, contribuendo così a mantenere vivo il movimento schermistico giovanile?

A onor del vero bisogna specificare che alcuni commissari tecnici del fioretto e della sciabola, in occasione delle gare più dispendiose, si sono più o meno organizzati in modo autonomo per emanare le convocazioni e le autorizzazioni celermente (in ogni caso si tratta di pratiche marginali e limitate).
Per concludere, le considerazioni sin qui evidenziate sono volte a far comprendere a tutti, in primis alla Federazione, la situazione in cui verte un grandissimo numero di atleti: basti pensare a quante sono le gare di Coppa del Mondo, assolute e giovanili, maschili e femminili, nelle 3 armi, nell'arco di un anno.E per quanto riguarda la nostra Federscherma, basterebbe un piccolissimo sforzo per venire incontro a tutti questi atleti che investono continuamente su loro stessi per rappresentare la Nazionale italiana, la stessa Nazionale dei convocati.

Ezio RINALDI

23 dicembre 2022

LETTERA A BABBO NATALE

Cari amici ho trovato questa bellissima lettera a Babbo Natale scritta da un certo Francesco. Mi è piaciuta moltissimo e la condivido in tutto e per tutto. L’ho integrata con alcuni riferimenti alla Federazione Italiana Scherma.

“Caro Babbo Natale,

sono passati tanti anni dall’ultima volta che ti ho scritto. Da allora sono cambiate tante cose.

Ovviamente adesso so che non esisti nella realtà. E allora perché ti scrivo se non esisti?
Ti scrivo perché invece esiste ancora l’idea che hanno di te i bambini, cioè che tu sia reale. Quindi, ecco la mia lettera per te!

Ovviamente non ti chiederò giocattoli: fai contenti tutti i piccolini, perché lo meritano. Ma allora, cosa voglio da te ora che sono adulto? ti starai domandando.
Vorrei che tu portassi, almeno nella notte di Natale in cui passi con la tua slitta, un po’ di pace e salute a tutti quelli che sognano la magia del Natale, soprattutto nei luoghi dove dal cielo piovono bombe invece che regali.

Ma quella è colpa nostra, dell’uomo, e capisco che tu puoi farci poco.

Che cosa posso chiederti? Vorrei vedere serene tutte le persone a me più care. Già, la serenità è un gran bel dono. E i sorrisi veri, quelli nell’animo e negli occhi, valgono doppio rispetto a quelli importanti ma brevi della felicità.

Poi vorrei che chi ha poco tempo accanto a sé o davanti a sé, ne avesse un po’ di più. Perché il tempo è il dono più prezioso che abbiamo, ma spesso lo diamo per scontato.
Sì, ma qualcosa di più personale non lo chiedi? ti starai domandando mentre leggi questa mia lettera.

Qualcosa che serve proprio a me ci sarebbe… Ogni tanto vorrei incontrare per qualche minuto, che ne so … mentre passeggio, qualcuno in particolare che non c’è più, e farci solo due chiacchiere come si fa con gli amici che trovi per caso. Ma realmente, non nella mia fantasia. Mi riferisco a parenti, amici, a qualche vecchio professore, … insomma a persone per me importanti che ci hanno già lasciato. Per chiedere loro dove sono, cosa fanno, se possono vederci e se sto facendo qualcosa di buono anch’io nella vita. …Già, ho tante domande.

Chiedo troppo, Babbo Natale?

Ma visto che ho iniziato, allora esagero. Vorrei anche dare una sbirciatina al mio futuro, ormai verso il tramonto. Piccola, mi raccomando, e solo per vedere qualche bel particolare. Magari se riuscirò a dare un vero contributo alla federazione sportiva che tanto amo: la scherma. E si, perché non proprio tutto va bene, Ci sono genitori che rimproverano la Federazione scherma per decisioni non condivisibili poiché si tratta dello spostamento di gare in termini di date, orari e sedi, quindi soldi da spendere. Ora non sto qui a dirti quali, basta andare sui social, oggi tanto di moda, e si trovano le lamentele di questi genitori.

Ci sarebbe ancora un’altra cosa: in ambito federale mi piacerebbe vedere una giustizia indipendente cioè non di nomina ma elettiva, al pari di tutti gli altri organi federali. Vedi tu cosa puoi fare. Le altre cose no, non voglio proprio saperle, non devo, perché si cammina un passo alla volta. Se no si finisce per guardare solo il traguardo e mai le orme.

Adesso ho chiesto veramente troppo, non è vero, caro Babbo Natale? Non puoi portarmi quello che voglio? Devo cambiare richieste? Devo chiederti solamente regali che si possano incartare e mettere nel tuo sacco?

E allora facciamo finta che sono di nuovo bambino e, se vuoi, portami un po’ di quella gioiosa fanciullezza che mi ha fatto vivere serenamente per un bel po’ del mio tempo. Ma giusto per chiederti qualcosa di materiale e farti contento: a me basta chiudere un po’ gli occhi davanti alle luci del mio albero di Natale, nel buio del salotto, per respirare tutti i miei periodi dei Natali passati, dei regali chiesti e arrivati, o di quelli sognati e basta, oppure di quelli inattesi. E poi riaprire gli occhi e guardare al presente, che è l’unico tempo che abbiamo a disposizione: al silenzio o al chiasso di questi momenti, ai riflessi delle lucine colorate sui muri, alle letterine sotto l’albero dove ancora tu sei presente con adesivi e carta colorata, al profumo dello zucchero a velo sul pandoro, al calore del termosifone vicino alla finestra, ai canti di Natale, ai film alla tv, ai libri sugli scaffali della libreria di casa. E a chi ho vicino o sento vicino a me.

In fondo è giusto così, perché c’è un tempo per ogni cosa, ma bisogna riuscire ad accorgersene.
…E se da qualche parte, nel tuo mondo irreale dovessi vedere il me bambino, dagli un bell’abbraccio da parte mia, perché a volte mi manca. Poi corri, perché anche tutti gli altri bambini ti aspettano.

Porta i regali a tutti, mi raccomando, non dimenticare nessuna letterina.
Buon Natale anche a te, caro Babbo Natale!”

Ezio RINALDI