08 marzo 2016

SELEZIONI E NUMERI

Anche per questa stagione abbiamo messo alle spalle la gran parte delle gare, arrivando come sempre alle battute conclusive. Come ogni stagione si comincia a parlare di quello che è stato, e di quello che si vorrebbe fosse per la stagione ventura.
Questo è anche un anno particolare, perché come ogni anno olimpico assieme alle competizioni a cinque cerchi arrivano anche le elezioni per il rinnovo delle cariche federali. Come penso tanti oramai sapranno, con ogni probabilità quest'anno non ci sarà alcun bisogno per il presidentissimo Scarso di avviare una vera campagna elettorale, in quanto mancando un secondo candidato di fatto la sua ennesima conferma al vertice della Federazione Italiana è scontata.
Questo da una parte potrebbe anche essere un bene, dando la possibilità a questo direttivo di proseguire con il lavoro impostato nel precedente quadriennio, dall'altro però rischiano di cristallizzare le situazioni attuali, non essendoci quell'impulso al piccolo rinnovamento tipico di chi comunque ha necessità di offrire sempre qualcosa di diverso ad un elettorale ingolosito magari dalla novità rappresentata ad un eventuale secondo candidato.
Tra le cose che rischiamo di vedere ogni anno sempre uguali ci sono anche le famose "selezioni", ovvero quelle gare che si disputano prima di quelle importanti e che hanno lo scopo, appunto, di selezionare gli schermitori lasciandone a casa una bella quota.
Tralasciando le solite, sterili, inutili e spesso anche patetiche chiacchiere da social network sulla maggiore o minore difficoltà tecnica ad emergere da queste selezioni in questa o quest'altra specialità, vorrei soffermarmi sugli aridi numeri delle armi convenzioni. In particolare su quelle femminili.
A Bolzano il numero delle fiorettiste è stato veramente basso, al via erano appena 69. Un numero veramente piccolo se paragonato all'enorme numero di medaglie che questa specialità puntualmente ci porta ad ogni competizione internazionale. Un caso veramente da studiare, si potrebbe dire ad una superficiale analisi.
Ma sono veramente così poche? A guardare i numeri della prima prova di qualificazione, svolta troppo presto a Erba lo scorso ottobre, scopriamo che alla fine le fiorettiste ad avere preso parte a queste qualificazioni sono state complessivamente 258. Numero certamente non spaventoso, ma decisamente più degno del 69 della seconda, e ultima, gara Open.
Ma allora dove finiscono le fiorettiste? Nel buco nero delle qualificazioni di zona, che creano una strozzatura veramente assurda riducendo il numero praticamente ad un quarto, lasciando a casa non decine, ma centinaia di atlete.
Questo perché? per via dei grandi numeri della spada e per via anche di un modo di gestire l'attività agonistica troppo superficiale. Ogni arma dovrebbe essere gestita per la sua realtà, e non paragonata alle altre. Questo anche in una ottica di sviluppo e rinnovamento. Se nel fioretto femminile vinciamo, a forza di ridurre i numeri ridurremo anche le possibilità che questo continui in futuro, ma soprattutto ridurremo le capacità economiche delle società che sempre più si vedranno scappare atlete per mancanza di stimoli agonistici.
Se nella spada la riduzione ad un quarto delle potenziali partecipanti significa creare una gara da 200 iscritte, nel fioretto applicare lo stesso criterio si ha una gara dove semplicemente passando il girone si tira l'assalto che potrebbe direttamente qualificare per gli assoluti, e rendendo quindi più che fondate le lamentele di chi invece gioca in una specialità dove invece occorre vincere diversi turni di diretta prima di arrivare a quell'assalto.
Le selezioni così stringenti per le armi convenzionali, lo dicono i numeri non certo la mia sola opinione, appaiono oramai uno strumento da utilizzare con maggiore attenzione. Creare una gara da 140 atlete do penso che renda la gestione dell'evento così clamorosamente difficoltosa, ma si aprirebbe ad un numero doppio di atlete la possibilità di giocarsi la successiva gara, allungando così il brodo della stagione agonistica che per troppe atlete rimane decisamente ristretto, specie per quelle che non sono così brave da riuscire  a rientrare spesso nel novero delle qualificate.
Con questo mio commento ho voluto parlare solo di una specialità, semplicemente perché è stata la cosa più clamorosa che si è vista all'ultimo Open, ma certamente la stessa problematica è tranquillamente estendibile a tutte le altre specialità convenzionali.
Paolo CUCCU

23 febbraio 2016

MAESTRO DI SCHERMA STABILITO

Sicuramente tutti sanno che con il D. lgs. n. 206/2007 l’Italia ha recepito una direttiva europea che consente a coloro che abbiano acquisito in uno dei paesi dell’Unione europea una qualifica professionale il cui esercizio è subordinato al possesso di uno specifico titolo di abilitazione, di svolgere quella medesima professione in uno qualsiasi dei paesi dell’Unione, grazie ad un meccanismo di equiparazione dei titoli professionali. La norma si applica a tutti i cittadini dell’UE, dei paesi del SEE non appartenenti all’UE e della Svizzera, che desiderano intraprendere una professione regolamentata, sia come lavoratori autonomi che come dipendenti, in un paese diverso da quello in cui hanno acquisito le loro qualifiche professionali.
La legge prevede un sistema di riconoscimento automatico quando il professionista si sposti sul territorio dello Stato per esercitare la professione in modo occasionale o temporaneo, limitando, nel caso di organizzazione stabile, il riconoscimento automatico soltanto ad alcune professioni individuate e demandando per le restanti ad un procedimento leggermente più complesso basato essenzialmente sulla condizione di reciprocità.
Nel gennaio 2016 il decreto legislativo n. 206/07 ha subito alcune modifiche e integrazioni, tra cui l’inserimento tra le qualifiche professionali “della professione di maestro di scherma, allenatore, preparatore atletico, direttore tecnico sportivo, dirigente sportivo e ufficiale di gara”. Per queste professioni la competenza a ricevere le domande e le dichiarazioni ai fini del riconoscimento è attribuita al CONI.
Dunque, se fino ad ieri un Maestro, per allenare in Italia era obbligato a conseguire il titolo magistrale presso l’Accademia Nazionale di Scherma, oggi non è più cosi. Sarà sufficiente avere conseguito il diritto di esercitare la professione di Maestro di scherma in uno dei Paesi della UE, del SEE o in Svizzera, per potere essere inserito, previa domanda al CONI, nelle liste tecniche federali.
E ciò vale  per qualunque cittadino di uno dei Paesi della UE, del SEE o della Svizzera, così come per i cittadini di Paesi terzi che abbiano conseguito il titolo nella Ue, nel SEE o in Svizzera.
In altre parole, chiunque, compresi gli italiani, potrà essere inserito nelle liste tecniche federali italiane avendo conseguito il titolo di Maestro in uno dei paesi sopra elencati diverso dall’Italia.
Infatti la norma vale per tutti i cittadini europei, compresi i cittadini italiani i quali, in questo modo, sono liberi di conseguire la qualifica professionale in uno qualsiasi dei paesi sopra elencati senza che possa essere loro inibito il diritto di esercitare la professione in Italia.
E’ un meccanismo che altre professioni hanno già sperimentato. Chi non ha visto quelle pubblicità che invitano i cittadini italiani a conseguire il titolo di avvocato in Spagna o in Romania per poi tornare ad esercitare in Italia?
Secondo alcune statistiche il 92% degli “avvocati stabiliti” è di nazionalità italiana e di costoro l’83% ha conseguito il titolo in Spagna ed il 4% in Romania ed è abbastanza facile immaginare le ragioni di tale andamento statistico.
Sarà così anche per i maestri di scherma, per gli ufficiali di gara e per gli altri soggetti introdotti dalla recente modifica normativa? Quali sono i criteri che consentono l’esercizio della professione di Maestro di scherma negli altri paesi dell’Unione? Saranno più o meno selettivi dei nostri? E’ ragionevole prevedere che la maggioranza dei “maestri di scherma stabiliti” sarà di nazionalità italiana?
Ritengo che i Maestri di scherma italiani abbiano diritto a conoscere sin d’ora quali siano i termini della “concorrenza” cui da oggi vanno incontro e come sarà garantita la qualità dei tecnici operanti in Italia.
Magari non il Presidente uscente, che in questo ultimo spicchio di mandato sarà interamente assorbito dalle asperità della strada per Rio, ma il prossimo Presidente dovrà fare i conti con la nuova disciplina e, con l’ausilio dell’AIMS e dell’Accademia, ottenere che sia assicurato il mantenimento del livello tecnico dei Maestri Italiani.
Paola PUGLISI

22 febbraio 2016

LA SCHERMA ITALIANA ALLE OLIMPIADI

Ieri 21.02.2016, in Belgio sono terminate le qualificazione olimpiche delle prove a squadre, e l’Italia porterà a Rio 2016 la spada maschile, il fioretto maschile e la sciabola femminile, mentre, come già scritto in altro articolo, la spada femminile guarderà le olimpiadi da casa, non essendo riuscita a strappare il pass a causa di una rapidissima caduta negli ultimi mesi. La squadra di sciabola femminile sarà ai Giochi Olimpici per la prima volta da quando l’arma è stata ammessa alla massima competizione sportiva planetaria (Pechino 2008). Per quanto riguarda il settore maschile, a MONTANO, già qualificato, potrebbe far compagnia uno tra OCCHIUZZI e CURATOLI. Un duello tutto napoletano che vede il primo (e più esperto) in leggerissimo vantaggio sul secondo (e più giovane).
Il CT Sirovich ha quasi compiuto la missione: qualificare la squadra femminile e portare i due individuali. Come accennato uno è MONTANO e l’altro verrà fuori tra i due contendenti napoletani. I complimenti sono d’obbligo e l’ in bocca al lupo anche.
Il fioretto maschile a squadre e quello femminile individuale - DI FRANCISCA e ERRIGO avevano staccato il pass già da tempo e mi spiace che non faccia notizia, però nulla toglie al valore dell’impresa. La spada maschile ha staccato il biglietto qualche settimana fa, con una impresa in cui pochi credevano, ma di loro ho già scritto.
BUON LAVORO A TUTTI!
Ezio RINALDI

16 febbraio 2016

OLIMPIADI: la spada femminile a squadre non ci sarà.

L'analisi della mancata qualificazione alle olimpiadi della squadra di spada femminile offre spunti di valutazione molto significativi.
inverosimile la sua discesa: due anni fa dominava il ranking mondiale dall'alto della sua prima posizione  e nell’ultima stagione ha sciupato una qualificazione che sembrava essere ormai sicura. Un vero e proprio tracollo, che ha avuto il suo epilogo a Buenos Aires, dove serviva una reazione ed invece è arrivata l’ennesima prestazione negativa, con la sconfitta nei quarti per mano della Russia.
Adesso è il momento della riflessione per capire cosa sia successo in questi ultimi due anni. Resta il grande dispiacere per una squadra che poteva salire sul podio a Rio e che invece vedrà le Olimpiadi da casa. In Brasile per la spada femminile, da regolamento, ci andrà la sola Rossella Fiamingo, con la speranza che la siciliana riesca ad uscire dalle difficoltà di questo brutto momento.
E' un dato di fatto che dal 2009, anno in cui l’attuale CT della spada prese il posto del compianto Carlo Carnevali, vincitore di due medaglie olimpiche con Tagliariol (oro individuale) e la squadra di spada maschile (bronzo), tutto il settore abbia ottenuto risultati altalenanti, culminati con una qualificazione olimpica data per sicura e fallita ed una incerta ed ottenuta, per la quale sembrerebbe abbia poco merito.
In questi anni il CT ha avuto piena fiducia dal Presidente federale ed una libertà di manovra che ha pochi riscontri nel passato. Quindi leggere sui social di accuse alle ragazze è un chiaro segno di rifiuto delle proprie responsabilità. Si è dilapidato tutto quello che di buono era stato creato, gestendo un gruppo di ragazze fortissime, con approssimazione e presunzione. In questo contesto non è difficile individuare gli artefici della disfatta: c’è bisogno di fare nomi? Non credo proprio.
La FIS ha osannato i risultati provenienti da gare e manifestazioni alle quali altre nazioni riservano poca importanza. Vale la pena ricordare che l’unico obiettivo cui una federazione deve perseguire  è il raggiungimento della qualificazione olimpica ed i risultati nella stessa. Per fare ciò vengono impiegate grandi risorse economiche, ivi compreso il lauto compenso per il responsabile tecnico, il quale, peraltro, percepisce già uno stipendio dallo stato essendo egli un uomo in divisa e su questo argomento bisognerebbe discutere con molta serietà. Quindi se si fallisce il traguardo finale bisogna trarne le dovute conseguenze.
Il fallimento è tanto più grave quanto per il fatto che alle olimpiadi del 2020 la spada femminile segnerà il passo e nel prossimo quadriennio si lavorerà per cercare la qualificazione individuale per due sole atlete e tutti sanno quanto possa essere difficile.
Sono state compiute scelte discutibili, e nonostante le continue segnalazioni e denunce fatte anche attraverso Piazza della Scherma, si è proseguito su una strada cieca. Si è cambiato la squadra, sono stati imposti allenamenti lunghi quando, invece, sarebbe stato sufficiente lasciare le atlete nel loro alveo naturale: la propria palestra e la propria casa.
Qualcuno potrà affermare che le ragazze hanno sofferto il caldo argentino, ma è una scusa che non regge poiché scandinave e russe avrebbero dovuto soffrire più delle nostre: non si dica che “Questo è lo sport”. Basta rileggere la storia di questi ultimi tre anni e mezzo per individuare le falle di una gestione discutibilissima, ma è un esercizio che non vorrà fare nessuno, men che meno ammettere i propri errori, come portare via gli atleti per un lungo periodo di tempo dalle loro abitudini, sia tecniche che sociali, e fare un serio mea culpa. Vanno bene gli allenamenti collegiali, se di breve durata e durante i quali si simulano le gare.
In Italia non si dimette mai nessuno, ma con dignità qualcuno dovrebbe prendere in seria considerazione tale atto, anche se crediamo che chi dovrebbe non lo farà mai.
Il quadro è chiaro, alle olimpiadi ci andremo con la spada maschile, il cui staff, va detto, ha operato in maniera sinergica e quindi produttiva: sarà merito del Maestro CHIADO’ o del dottor MAZZONE? Sembrerebbe che l’assenza del CT abbia prodotto una situazione positiva per i ragazzi.
Ora ci attende una guerra fratricida, poiché le possibilità di qualificazione individuale vedranno competere la FIAMINGO e la NAVARRIA per un pass olimpico. Le possibilità sono:
ROSSELLA FIAMINGO SI QUALIFICA A RIO 2016 SE: a Budapest raggiunge almeno i quarti di finale; a Budapest esce agli ottavi o al secondo turo e Mara Navarria non vince; a Budapest esce al primo turno e Mara Navarria non arriva prima o seconda.
MARA NAVARRIA SI QUALIFICA A RIO 2016 SE: a Budapest vince e Rossella Fiamingo non raggiunge i quarti di finale, a Budapest arriva seconda e Rossella Fiamingo esce al primo turno.
Per concludere, credo che un ringraziamento a queste ragazze sia dovuto. A mio avviso hanno dato l’anima per raggiungere l’obiettivo, ad esse nulla è imputabile ed auguro loro tutto il bene possibile. GRAZIE COMUNQUE!
Ezio RINALDI

08 febbraio 2016

DISONESTA' MORALE = OPPORTUNISMO

Risultati immagini per persona opportunistaNella giornata del 7 feb. u.s. sono stato a Norcia ove si svolgevano i Campionati Italiani U.23. Francamente non sono andato lì per assistere alle gare, ancorché interessanti, ma per farmi vedere e cercare di capire chi possa o possano essere il/gli individuo/i che, in un modo o nell’altro, sfruttano la mia persona quale mezzo di contrattazione per ottenere una qualche prebenda. Perché dico questo? Semplice. Non più tardi di qualche settimana fa una persona aveva manifestato ad un mio amico il proposito di chiamarmi, chiedendo allo stesso di verificare la mia disponibilità. Quando mi è stato riferito tale proposito mi sono dimostrato riottoso. Il motivo è molto semplice: la persona che intendeva chiamarmi era stata diffidata, in modo garbato ed amichevole, a non avere contatti con il sottoscritto, poiché ciò gli avrebbe precluso la possibilità di interagire con le alte sfere federali. Il soggetto in questione, nonostante avesse aderito all’invito, non ha ottenuto le attese attenzioni e ciò gli ha fatto affermare:” E’ arrivato il momento di telefonare a RINALDI”.
Ebbene questi giochetti con me non funzionano, non sono il raccoglitore delle insofferenze degli opportunisti, i quali osannano il Presidente quando ottengono qualcosa ma pronti a dirne di tutti i colori non appena le loro aspettative segnano il passo. Sono disponibile ad ascoltare chiunque abbia voglia di parlarmi con serietà e la serietà non la intendo come un consenso alle mie idee, bensì un contributo al movimento, anche in un contesto di contrapposizione ideologica.
Non dovrei stupirmi più di tanto, anche se un Consigliere federale mi ha detto: “ Mi meraviglio del fatto che ancora ti sorprendi di tali comportamenti. ” Come faccio a non stupirmi? Posso capire che una simile condotta appartenga ai meno giovani, a quelli che hanno meno esperienza ma non lo posso accettare dai 60enni. Da gente matura che dovrebbe essere d’esempio ai più giovani. No! Non ci potrò mai fare l’abitudine. La credibilità degli esseri umani si manifesta attraverso la loro onestà morale, intellettuale e materiale e, purtroppo, devo constatare che nel nostro mondo siffatte qualità sono latitanti per diversi individui. Costoro ritengono conveniente rinunciare a principi o ideali e scendono spregiudicatamente a compromessi per tornaconto o comunque per trarre il massimo vantaggio dalle condizioni e dalle opportunità del momento, anche se ciò è a danno di altre persone o di un intero movimento.
Finché ciò sarà il livello in cui viviamo ritengo che perseguire uno sviluppo migliorativo sia molto difficile e in questo contesto il nostro Presidente si muove a proprio agio.
Non dispero e da inguaribile ottimista credo nel futuro e nei cambiamenti perché è la storia a dircelo: il mondo non si ferma.
Ezio RINALDI

30 gennaio 2016

UN MONTANO D'ORO

Aldo Montano, con una condotta di gara di primissimo piano, consegue il gradino più alto del podio alla 59^ edizione del trofeo Luxardo di Padova (29/31-01-2016), e stacca aritmeticamente il pass olimpico per Rio.
La performance del livornese è stata assolutamente eccezionale, confermando, qualora ce ne fosse bisogno, di essere l’indiscusso n.1 della sciabola italiana ed uno dei migliori al mondo. Per lui non esistono infortuni ed età ma solo classe cristallina. BRAVO Aldo, alle Olimpiadi ti seguiremo non solo come italiani e sportivi amanti di questo sport ma anche con tanto e tanto affetto.
Rimane da conquistare il 2° pass e sia Curatoli che Occhiuzzi hanno buone possibilità di raggiungere l’obiettivo, quindi FORZA RAGAZZI.

Per le ragazze ad Atene non è andata molto bene a livello individuale, ma al momento non importa quel che conta è la gara a squadre.  Nella circostanza sarà importante non perdere terreno dalle dirette concorrenti, CINA e POLONIA, sulle quali hanno, rispettivamente, 18 e 6 punti di vantaggio. Un fortissimo “in bocca al lupo” e speriamo che crepi tanto.
Ezio RINALDI

28 gennaio 2016

SPADA FEMMINILE: le probabilità di qualificazione olimpica

foto BIZZI
Forse non sarebbe stato il caso di pubblicare l’articolo che segue in quanto, come pone in evidenza l’autore, la pressione sulla squadra sarà ancora più pesante. Tant’è, ormai l’articolo di OA il tempio dello sport (www.oasport.it) a firma di Federico Militello ha già fatto il giro del web per cui credo sia doveroso riprenderlo su Piazza della scherma.
Sostanzialmente sono d’accordo sull’analisi tecnica e quella matematica non la si può discutere. Ritengo che le ragazze abbiano tutti i requisiti per portare a casa il pass olimpico quindi stringiamoci intorno a loro a facciamogli sentire tutto il nostro affetto e tifo: FORZA RAGAZZE!
Tutto in una gara. Dentro o fuori. Un intero quadriennio il cui esito, probabilmente, sarà deciso da una singola stoccata. E’ la dura legge della scherma, in particolare della spada. Le azzurre, che a febbraio dello scorso anno erano addirittura in testa al ranking mondiale, ora rischiano seriamente di non qualificarsi alle Olimpiadi di Rio 2016. Dall’inizio del periodo utile per conseguire il punteggio a cinque cerchi, le nostre portacolori non sono state più le stesse. Di certo può aver pesato sugli equilibri emotivi l’avvicendamento nel quartetto tra Francesca QUONDAMCARLO e Francesca BOSCARELLI, tuttavia l’impressione è che la responsabilità di dover necessariamente staccare il pass olimpico abbia rappresentato una zavorra mentale che le spadiste italiane non hanno saputo gestire in alcun modo, rimanendo distanti anni luce dai loro reali standard di rendimento. La situazione è in parte compromessa, ma c’è ancora una speranza costituita dall’ultima tappa di Coppa del Mondo a Buenos Aires. L’Italia è ancora padrona del proprio destino, a patto di ritrovare convinzione e grinta smarrite.
COME CI SI QUALIFICA ALLE OLIMPIADI?
Partiamo dal regolamento. Saranno otto le nazioni partecipanti di diritto, cui si aggiungerà il Brasile come Paese ospitante. Si qualificano le prime quattro squadre del ranking olimpico, a prescindere dalla loro provenienza continentale. A queste si aggiungono altri quattro team, ovvero i meglio piazzati di ciascun continente (l’Oceania in questo caso è ‘inglobata’ dall’Asia), a patto che rientrino nella top16 del ranking. Se ciò non dovesse accadere, la ‘quota continentale’ verrebbe ceduta alla nazione più in alto in classifica tra quelle escluse. Possiamo già dire, in questo senso, che la prima compagine del Continente Nero si trova al ventesimo posto (il Sud Africa), senza nessuna chance di rientrare nelle 16. Ecco, dunque, che si libera un posto in più che potrebbe rivelarsi determinante per l’Italia.
COME SI CALCOLA IL RANKING OLIMPICO?
Si possono accumulare punti in sette gare complessive. Il punteggio finale si ottiene sommando i risultati ottenuti ai Mondiali, nel torneo continentale (gli Europei, nel caso dell’Italia) ed in quattro tappe di Coppa del Mondo. Ecco un punto saliente: si scarta il peggior piazzamento conseguito in Coppa del Mondo. In quest’ultima competizione i punti vengono assegnati in questo modo:
1) 64; 2) 52; 3) 40; 4) 36; 5) 32; 6) 30; 7) 28; 8) 26; 9) 25; 10) 24; 11) 23; 12) 22; 13) 21; 14) 20; 15); 19; 16) 18; dal 17° posto in poi: 8
NB: tali punteggi vengono raddoppiati per i Mondiali.
LA SITUAZIONE ATTUALE
Al netto degli scarti, la classifica ad una tappa dalla fine è la seguente.
1)       Cina                     316;
2)       Romania              300;
3)       Russia                  268;
4)       Corea del Sud     226;
5)       Estonia                226;
6)       Usa                      220;
7)    Francia                198;
8)    Ucraina               194;
9)    Italia                    188;
10)  Svezia                  164.
Al momento Cina, Romania, Russia e Corea del Sud sarebbero qualificate di diritto. L’Estonia come migliore europea, gli Usa come miglior americana ed il Giappone (ampiamente nella top16) come miglior asiatica. La quota mancante dell’Africa verrebbe assegnata alla Francia. Perché al momento la Corea è davanti all’Estonia? A parità di punti, prevale la squadra che ha conseguito il maggior numero di primi posti, o di secondi, terzi e così a scalare. Al momento le baltiche, a parità di primi e secondi posti, vantano una terza piazza in meno delle asiatiche.
Il risultato dell’Estonia a Buenos Aires sarà fondamentale per l’Italia: se riuscisse a chiudere tra le prime quattro, ecco che automaticamente, classifica alla mano, la quota europea passerebbe alla Francia, mentre quella africana all’Ucraina, appena 6 lunghezze avanti all’Italia.
L’ITALIA SI QUALIFICA SE….
Ecco dunque tutte le possibilità in base al piazzamento finale delle azzurre a Buenos Aires. 
1) L’Italia vince: si qualifica sicuramente per Rio, senza dover attendere i risultati altrui.
2) L’Italia arriva seconda: si qualifica per Rio, a patto che non vincano Francia o Ucraina. Se Francia o Ucraina dovessero vincere, l’Italia dovrà sperare che l’Estonia finisca davanti alla Corea e non perda più di sei punti dagli Usa.
3) L’Italia arriva terza: si qualifica a Rio se l’Ucraina arriva quinta o peggio, la Francia sesta o peggio e la Svezia non vince. Se l’Estonia finisce davanti alla Corea e non perde più di sei punti dagli Usa, all’Italia basterà o che l’Ucraina arrivi quinta o che la Francia chiuda sesta, a patto che la Svezia non vinca.
4) L’Italia arriva quarta: si qualifica a Rio se l’Ucraina finisce sesta o peggio, la Francia ottava o peggio e la Svezia non vince. Se l’Estonia chiude davanti alla Corea e non perde più di sei punti dagli Usa, all’Italia basterà o che l’Ucraina arrivi sesta o che la Francia finisca ottava, a patto che la Svezia non vinca.
5) L’Italia arriva quinta: si qualifica a Rio se l’Ucraina arriva ottava o peggio, l’Estonia precede la Corea e non perde più di sei punti dagli Usa e la Svezia non vince.
6) L’Italia arriva sesta: si qualifica a Rio se l’Ucraina finisce decima o peggio, l’Estonia finisce davanti alla Corea e non perde più di sei punti dagli Usa e la Svezia non vince.
7) L’Italia arriva settima: si qualifica a Rio se l’Ucraina chiude dodicesima o peggio, l’Estonia finisce davanti alla Corea e non perde più di sei punti dagli Usa e la Svezia non arriva seconda o prima.
8) L’Italia arriva ottava: è matematicamente fuori dalle Olimpiadi.
RIASSUNTO
Faber est suae quisque fortunae“, diceva il console romano Appio Claudio Cieco. L’Italia è artefice del proprio futuro, a patto che riesca a vincere. Anche una finale dovrebbe garantire con ogni probabilità il pass olimpico. Dal terzo posto in giù sarà necessario munirsi di calcolatrice ed affidarsi alla sorte. La sensazione è che si possa sperare fino al quinto posto: andare oltre e qualificarsi a Rio rappresenterebbe un autentico miracolo.
Il trend recente non induce all’ottimismo, anzi. Le spadiste italiane, dai Mondiali in avanti, non sono mai andate oltre un sesto posto in quattro gare…Lo diciamo con franchezza: finora le azzurre non hanno fatto nulla per meritarsi la qualificazione, rendendo ben al di sotto di un potenziale smisurato. Servirà ora un colpo di teatro a Buenos Aires per ribaltare un Fato avverso, ma nel quale si intravede ancora un piccolo spiraglio di luce verso la redenzione.
Ezio RINALDI

25 gennaio 2016

SPADA: fine settimana di alti e bassi

Immagine per il risultato di tipo notizieNel fine settimana appena trascorso (22-24/01/2016) la spada italiana ha avuto alti e bassi. A Barcellona la splendida Mara Navarria è salita sul gradino più alto del podio, migliorando la prestazione della passata edizione (2^ cl), confermando uno stato di grazia che unito ad una completa maturazione, la pone tra le più forti spadiste in circolazione. La competizione a squadre ha visto le ragazze classificarsi al 6°posto, quindi una gara non all’altezza del loro valore. Tale risultato le obbliga nella prossima tappa di Buenos Aires ad una prestazione di primissimo piano per poter staccare il pass per Rio. Le possibilità ci sono ma sarà anche l’ultima occasione per conseguire il visto per le olimpiadi.
Risultati immagini per mara navarriaCiò che desta stupore è il rendimento della campionessa del mondo, Rossella Fiamingo, per la quale ci si augura che possa tornare presto quella di qualche mese fa.   Ma ci si è chiesti cosa le sta succedendo? E’ stata esaminata con attenzione e scrupolosità la situazione? Mi auguro che il CT, il Maestro Sperlinga ed il settore medico trovino soluzioni adeguate e risolutive, poiché nella malaugurata ipotesi che la squadra non si qualifichi (tocchiamo ferro e qualcos’altro) la siciliana, se non erro, sarebbe l’unica a rappresentare l’Italia alle olimpiadi e stando allo stato attuale il cielo sarebbe grigio.
Gli azzurri prima della finale con la FranciaLa spada maschile ad Heidenheim ha invece visto la debacle nell’individuale ed il trionfo nella squadra. I ragazzi hanno staccato il biglietto per Rio: impensabile fino a qualche mese fa. Probabilmente l’inserimento del dr. MAZZONE ha sortito effetti benefici. BRAVI! Credo sia quanto mai opportuno inserire il Dr. MAZZONE della squadra per le olimpiadi.
E’ stata presentata a Padova, alla presenza di autorità civili, sportive e militari la 59^ edizione del Trofeo Luxardo una delle massime competizioni internazionali di sciabola maschile ed orgoglio della scherma nazionale e la Coppa Europa per club. Il Presidente federale ha, tra l’altro, dichiarato: …. In palio ci sono punti assai preziosi per la qualificazione olimpica a Rio2016 e fare bene qui significa avanzare in classifica e porre una importante ipoteca nella conquista del pass”.
Cosa significa? Andiamo a Rio anche con la squadra di sciabola maschile? Se la risposta fosse affermativa tanto di cappello e SCARSO Presidente a vita!
Ezio RINALDI


12 gennaio 2016

VENTICELLO

Risultati immagini per venticello di romaCaro Ezio,
ho letto quello che hai scritto qualche giorno fa a proposito delle dicerie e dei pettegolezzi che rimbalzano fra le pedane.
Concordo con te, effettivamente sui campi di gara si raccolgono le notizie più fresche.
Dato che il 2016 è l'anno del rinnovo delle cariche federali, il mormorio fra le pedane si è fatto più serrato e intrigante e ha attraversato lo Stretto senza fermarsi neppure ad aspettare la costruzione del ponte.
Questo venticello è, così, giunto addirittura sino a me, entrando dalla finestra aperta in questa tiepida giornata di sole, mentre mi trovavo seduta dinanzi al computer, giusto pronta a buttare giù due righe.
Il venticello mi ha sussurrato che la prossima tornata elettorale sarà molto affollata, perché sembrerebbe che il candidato più quotato abbia promesso quasi a tutti, amici e vecchi nemici, oppositori e compagni di cordata, un posticino in consiglio. Gli esclusi sarebbero solo tre pecorelle così cariche di peccati che neppure il cuore più magnanimo potrebbe perdonare. Ma a parte loro, tutti gli altri potranno ben contare su una poltroncina comoda.
Così, a sentire il vento, ognuno esibisce quel sorriso sodisfatto e sussiegoso di chi sa bene dove gli dorme il lepre.
Che dire, Ezio, potrebbe esserci un inizio d’anno più promettente?
Certo è possibile che ciò che a me appare come un venticello sia soltanto il soffio di un mantice azionato ad arte da qualcuno che ha cominciato ad avere paura e che, alla fine, chi è troppo credulone o troppo convinto di sé si possa ritrovare senza posto a sedere.
Chissà!, certo è che l’anno appena iniziato sarà molto intrigante con molte cose da vedere e da ascoltare e che starà bene solo chi non ha nulla da perdere.
Paola Puglisi

11 gennaio 2016

LETTERA APERTA AD UNA MAMMA

Gentilissima Signora DE LUCA,
ricordo bene il commento da Lei postato in data 6 aprile 2015,

inerente l’articolo “VENGO ANCH’IO, NO TU NO”. In quella occasione, Lei espresse chiaramente La sua opinione, su quanto trattato in quel pezzo, che vedeva coinvolto anche le convocazioni per Suo figlio, pezzo, peraltro, più letto di sempre, con 41 commenti a testimonianza dell’interesse suscitato. Non voglio tornare sull’argomento poiché ognuno di noi deve poter esprimere la propria opinione in piena libertà.
Sostanzialmente, come genitore, ero dalla Sua parte pur con qualche distinguo. Ho cresciuto tre figlie a pane e scherma ed una di esse è ben conosciuta dal Maestro Guido Marzari, quindi sotto l’aspetto affettivo La capisco benissimo.
Si domanderà del perché di questa lettera aperta e lo scoprirà leggendo quel che segue.
Certamente mi avrà visto a Terni aggirarmi nel parterre e, mi creda, non sapevo ancora chi fosse la mamma di Preziosi e solo quando ho visto la Sua gioia per le vittorie del ragazzo ho intuito chi potesse essere.
Fatta tutta questa premessa, credo Le sia dovuto un riconoscimento e cioè Lei ha difeso un ragazzo, a prescindere dal fatto che fosse Suo figlio, il quale ha dimostrato in pedana quel che vale: non lo avevo mai visto tirare.
Nelle vittorie, ancorché nella spada, non ci sono raccomandazioni, non c’è il condizionamento arbitrale, lo ripeto soprattutto nella spada, c’è invece la bravura dell’atleta e la sua capacità di stare in pedana. Pertanto, non avendo i Suoi recapiti, ma sono certo che Le farà più piacere questa lettera aperta che non una privata, pubblicamente ed in prima pagina, Le faccio i miei complimenti in quanto mamma, ma li faccio soprattutto al ragazzo al quale rivolgo l’augurio di continuare così e al suo maestro Guido che gode della mia totale stima.
Ezio RINALDI