22 giugno 2022

E' TORNATO IL DREAM TEAM - GREGORIO D'ARGENTO

Rossella GREGORIO
Come da programma il 19.06.22 si sono svolte le prove di sciabola femminile e spada maschile che hanno chiuso le gare individuali.
Argento per Rossella Gregorio nella sciabola, battuta in finale dall’azera Anna Bashta con il punteggio di 15-9. Notevole la prova nella semifinale dove ha effettuato una eccellente rimonta sulla francese Sara Balzer.
Si è fermata agli ottavi Martina Criscio, sconfitta dalla tedesca Larissa Efler per 15-11. Mentre ai sedicesimi Eloisa Passaro perde contro la greca Despina Georgiadou. Anche Michela Battiston perde ai sedicesimi dall’azera Sabina Karimova.
Spadisti sottotono, finiva ai gironi con cinque sconfitte Gabriele Cimini e poco dopo veniva seguito da Davide Di Veroli, il quale nei trentaduesimi perdeva dallo slovacco Lukas Jakub Johanides  per 13-15.
Nel turno successivo andavano fuori Andrea Santarelli e Federico Vismara che hanno perso rispettivamente da Yannick Borel (7-15), vincitore della gara, e Max Heinzer (13-15). 
Forse una condizione fisica non al massimo e probabilmente anche la struttura fisica potrebbe aver giocato il suo ruolo nella deludente prestazione dei nostri ragazzi. Certo è che da loro, dopo una stagione condotta a buoni livelli, era lecito attendersi di più. L’auspicio è che si facciano valere nella gara a squadre.
E’ chiaro che, al momento, non intendo discutere della parte tecnica, ma certamente qualcosa va rivisto.
Francesca PALUMBO, Arianna ERRIGO, Alice VOLPI , Martina FAVARETTO
Quindi al termine della terza giornata di gare gli azzurri portano a casa una medaglia d’argento, rimpinguando il medagliere portandolo a 9 medaglie.
Il 20.06.22 ha visto scendere in pedana il fioretto femminile e la sciabola maschile a squadre.
Nel fioretto femminile siamo di fronte ad un nuovo dream team? Forse è presto per dirlo però queste ragazze inducono a sognare. Intanto hanno conquistato l’oro demolendo in finale la Francia con il punteggio di 45-25 e la gara è stata totalmente dominata dalle azzurre fin dall’incontro con la Romania, passando sopra la Germania della campionessa d’Europa Leonie Ebert.
Gli sciabolatori, Luca Curatoli, Michele Gallo, Pietro Torre e Giovanni Repetti hanno chiuso al settimo posto, perdendo con la Germania per 45-40 e poi vincendo con la Polonia per 45-33.
Considerata qualche importante assenza, forse non si poteva fare di più. Anche qui non entro nella parte tecnica però credo che vada fatta una attenta analisi.

Ezio RINALDI

19 giugno 2022

Europei scherma - Antalya 2022: Italia in testa con otto medaglie dopo due giornate!

Sono scattati
venerdì 17 giugno, i Campionati Europei di scherma in programma ad Antalya, in Turchia, fino a mercoledì 22 giugno, con le gare individuali di fioretto femminile e sciabola maschile che hanno visto salire sul podio Arianna ERRIGO , battuta in finale dalla tedesca Leonie EBERT (allenata da Bortolaso) la quale, in semifinale, aveva battuto la VOLPI; mentre nella sciabola Luca CURATOLI ha perso contro il georgiano Sandro Bazadze.
Giovanni Repetti è stato eliminato negli ottavi, nei sedicesimi sono stati fermati Michele Gallo e Pietro Torre.
Dunque, al temine della prima giornata gli azzurri/e portano a casa due argenti e un bronzo.
Nella giornata di sabato 18 giugno sono scesi in pedana i fiorettisti e le spadiste. Nel fioretto è stata conseguita una storica tripletta, infatti GAROZZO, MARINI e AVOLA hanno occupato l’intero podio. GAROZZO ha battuto in finale MARINI (22 anni), il quale al primo europeo centra subito la finale; mentre AVOLA in semifinale ha perso con GAROZZO.
Nella spada femminile FIAMINGO perde in finale con l’ucraina Kharkova, mentre NAVARRIA vince il bronzo dopo aver perso il derby azzurro con FIAMINGO. Ai sedicesimi si ferma SANTUCCIO, l’altra azzurra ISOLA viene battuta dalla polacca Martyna Swatowska-Wenglarczyk, che salirà sul terzo gradino del podio insieme a NAVARRIA.
Dopo due giornate di gare questa la situazione del medagliere:

#

Paese

O

A

B

T.

1

Italia

1

4

3

8

2

Georgia

1

0

0

1

2

Germania

1

0

0

1

2

Ucraina

1

0

0

1

5

Francia

0

0

4

4

6

Polonia

0

0

1

1

#

Totale

4

4

8

16

 

 
  
  
 
Da sx verso dx: Garozzo, Marini, Avola, Errigo, Volpi, Curatoli, Fiamingo e Navarria.
Ezio RINALDI

15 giugno 2022

RITORNO AL PASSATO?

La stagione agonistica volge al termine, di fatto è già finita, almeno per quel che riguarda il calendario nazionale, e credo che alcune considerazioni vadano fatte.
E’ da tempo che non presenzio alle gare, né regionali né nazionali, un po’ per il Covid ma anche per una certa riluttanza, dovuta quasi sicuramente ad un rigetto dopo anni ed anni di parterre e pedane, quindi le riflessioni che faccio sono il frutto di quanto mi viene segnalato dai frequentatori della “PIAZZA”.
Nell’arco di questi ultimi anni talune cose primarie sono state già dette e scritte, ma ciò che emerge dalle segnalazioni ricevute è un rafforzamento dell’idea che dalla precedente stagione, segnata ancora dall’emergenza Covid19, la Federscherma non abbia recepito gli umori, se non lamentele, da parte della base.
Infatti, secondo i tanti, il calendario 2021/22, sarebbe ripreso all’insegna del “come se nulla fosse successo”, ovvero intasamento di gare, luoghi ameni con grandi difficoltà al loro raggiungimento, orari di inizio inutilmente albeggianti ed, ancora, una certa tutela per gli atleti più forti, per talune importanti società, per tecnici che in alcuni casi percepiscono il doppio stipendio, pubblico-privato. Per le famiglie, ed in particola per quelle che non hanno i propri figli inseriti in qualche gruppo sportivo militare, ci sarebbero state solo spese e problemi logistici.
A detta degli stessi, Il Covid19 ha avuto anche un risvolto positivo, le stringenti norme per il prosieguo dell’attività agonistica avrebbero imposto, finalmente, un po’ d’ordine nel parterre e, soprattutto, una qualche regolamentazione nell’accesso di accompagnatori e tecnici nelle strutture. In effetti, le regole già c’erano, ma puntualmente sarebbero state a favore di organizzazioni di gare federali che, sempre secondo i frequentatori della “PIAZZA”, generosamente si potrebbero definire “caserecce”.
La prima competizione “a porte aperte”, di una certa importanza, è stato il Gran Premio Giovanissimi, certamente un banco di prova per valutare le capacità e le differenze di questo direttivo rispetto al precedente. Da questo punto di vista sembrerebbe che la competizione abbia dato indicazioni negative. Non fosse stato per le mascherine, ultimo residuo dell’emergenza sanitaria, sembrava di essere nel 2019. Parterre di gara regno di nessuno, dove tutti potevano entrare, sostare e uscire a proprio piacimento. I genitori, ovviamente si parla di una minoranza, si sono esibiti nei loro consueti stratagemmi per accedere, ogni qualvolta lo desiderassero, alle pedane. Ogni momento era buono per dare allo stesso bambino una bottiglietta, un’asciugamanina, un passante, una succhino, insomma qualcosa di assolutamente necessario ma che avrebbe consentito di sostare perennemente a fondo pedana. Il personale preposto al controllo, spessissimo ragazzi, alcuni dei quali appena pochi mesi più grandi degli atleti in gara, non avrebbero avuto la necessaria autorevolezza per gli adeguati accertamenti, talchè sfuggire al controllo sarebbe stato facilissimo.
Peraltro, la conformazione del palazzetto avrebbe consentito con un esiguo numero di personale, ma ben addestrato, di fermare facilmente chiunque avesse voluto accedere al parterre senza pass, scendendo dalla tribuna. Si sarebbe poi assistito anche alle consuete scenate al limite della crisi di nervi, con urla scomposte, livelli adrenalinici da infarto ed immancabili svenimenti per assalti del tabellone da 128; in buona sostanza: il solito film già visto.
Sembrerebbe che Il parterre fosse più simile ad un campo nomadi che ad un luogo dove si stesse svolgendo un campionato italiano, disseminato di immondizie di ogni genere, dalle cartine delle brioche alle bucce di banana, armi sparse in prossimità del fondo della pedana, bambini che non sapevano dove mettersi non essendoci praticamente spazio tra la pedana e le transenne (dove sarebbero finite le sedie?) Gli spazi tra pedana e pedana? L’ordine? Insomma, tutto come prima, senza alcun correttivo.
Anche il livello organizzativo sarebbe rimasto uguale alle precedenti edizioni, con la solita ciliegina sulla torta delle gare su due strutture, con tutti i vari disagi e le ben note difficoltà che una simile organizzazione comporta nello svolgimento di una gara.
Una segnalazione interessante riguarda il main sponsor della manifestazione, il quale collabora da alcuni lustri con la federscherma, il cui contributo cala di anno in anno, arrivando al punto che saremmo noi come Federscherma a comprarci le loro t-shirt per fare finta di essere fighi. Sono tanti i prodotti che hanno negli adolescenti e pre-adolescenti il loro target di riferimento, potrebbe essere necessario girare lo sguardo altrove e lavorando seriamente per trovarne uno/due marchi da coinvolgere.
La domanda che si pongono i lettori è: cosa ci toccherà nella prossima stagione? Si sa che è stato presentato un nuovo progetto per l’attività agonistica e ci si augura che vengano corrette le carenze che si sono manifestate, in particolar modo con un complesso di gare le cui sedi siano logisticamente accessibili con facilità; il loro svolgimento preveda a livello cadetti qualificazioni alla categoria giovani più adeguate ai numeri espressi; che si comprenda l’importanza di una premiazione relativa ai primi 8; si concepisca una attività che privilegi più le gare interregionale; modificare l’orario di inizio, posticipandolo di qualche decina di minuti affinché non si debba partire il giorno prima, soprattutto per coloro che abitando in un raggio chilometrico potrebbero raggiungere la sede di gara la mattina stessa; rivedere i termini di qualificazione adeguandoli ai numeri dei partecipanti.
Sarebbe stata accertata una diminuzione partecipanti con un calo di quasi 600 unità. Una flessione che dovrebbe far riflettere l’attuale dirigenza (non può essere addebitata solo alla pandemia).
Come accennato, sembra sia stato presentato un nuovo progetto di quella che potrebbe essere l’attività agonistica della prossima stagione e sembrerebbe che ci siano diverse criticità. In questo caso posso esprimere il mio personale parere: il progetto è ben impostato ed è presentato altrettanto bene, quindi a prima vista, almeno per me, potrebbe essere una riforma accettabile. Divergente è il parere dei lettori della “PIAZZA”. Non entro nel merito del progetto poiché mi mancano gli elementi tecnici per farlo, ma spero vivamente che in esso vengano recepiti i suggerimenti che nascono anche da questo articolo.
Ezio RINALDI

12 giugno 2022

CAMPIONATI EUROPEI – ANTALYA 17-22 GIUGNO 2022

L’edizione degli europei di scherma 2022 si svolgerà ad Antalya, Turchia, da 17 al 22 giugno e per la competizione continentale la Federazione Italiana Scherma ha convocato 25 atleti. La rappresentativa italiana sarà presente in tutte le gare individuali ed a squadre e gareggerà nei primi tre giorni nelle gare individuali e negli altri tre in quelle a squadre.
Come noto, causa la pandemia, nel 2020 e 2021 i campionati europei non si sono svolti, l’ultima edizione nel 2019 a Dusseldorf, da dove l’Italia tornò a casa con un bottino di medaglie di tutto rispetto, 10 in totale così suddivise: 2 ori, due argenti e 6 bronzi.
Questi gli atleti convocati:
Alessio Foconi, Daniele Garozzo, Tommaso Marini, Giorgio Avola (solo gara individuale). Riserva (solo gara a squadre): Guillaume Bianchi per il fioretto maschile;
Arianna Errigo, Martina Favaretto, Francesca Palumbo, Alice Volpi, fioretto femminile;
Luca Curatoli, Michele Gallo, Luigi Samele, Pietro Torre, sciabola maschile;
Michela Battiston, Martina Criscio, Rossella Gregorio, Eloisa Passaro, sciabola femminile;
Gabriele Cimini, Davide Di Veroli, Andrea Santarelli, Federico Vismara, spada maschile;
Federica Isola, Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Alberta Santuccio, spada femminile.
Si può notare l’assenza della neo campionessa italiana di fioretto femminile, Camilla MANCINI, probabilmente perché a livello internazionale ha ottenuto meno risultati delle colleghe convocate.
La competizione prevede il seguente programma gare:

17 giugno:

Fioretto femminile individuale (inizio ore 9); Sciabola maschile individuale (inizio ore 13,00);

18 giugno:

Spada femminile individuale (inizio ore 9); Fioretto maschile individuale (inizio ore 12,00).

19 giugno:

Spada maschile individuale (inizio ore 9); Sciabola femminile individuale (inizio ore 13,00).
20 giugno:

 Fioretto femminile a squadre (inizio ore 9); Sciabola maschile a squadre (inizio ore 09,00).
21 giugno:

Spada femminile a squadre (inizio ore 9); Fioretto maschile a squadre (inizio ore 09,00).
22 giugno:

Spada maschile a squadre (inizio ore 9); Sciabola femminile a squadre (inizio ore 09,00).

Alla delegazione italiana un grande in "Bocca al lupo" dalla "PIAZZA"

Ezio RINALDI

 

08 giugno 2022

SENTENZE E RISPETTO ISTITUZIONALE

Certamente ricorderete il deprecabile episodio che vide un tecnico italiano accreditarsi come tale per la Repubblica Ceca in occasione di una prova di Coppa del Mondo di fioretto maschile, assistendo a fondo pedana un atleta di quella nazione. La FIS deliberò l’invio di una informativa al Procuratore federale per le indagini del caso al fine di verificare eventuali responsabilità disciplinari. Espletate tali indagini la Procura federale comunicava al su menzionato tecnico il “Provvedimento di conclusioni indagini e l’intendimento di deferirlo”.
La decisione pubblicata è stata letta ed analizzata e quindi, pur rispettando il principio, noto e condivisibile, secondo il quale i provvedimenti giurisdizionali devono essere rispettati, non possiamo esimerci da alcuni opportuni commenti.
Il Tribunale Federale si è pronunciato su una vicenda molto scabrosa che riguarda un tecnico, accreditato più volte come maestro della rappresentativa nazionale italiana, il quale, indossando addirittura la divisa dell’Italia, si recava a bordo pedana a sostenere un atleta di altra nazionalità che tirava contro un ragazzo della nostra squadra.
Rispettiamo certamente la decisione del tribunale federale ma ci sembra opportuno svolgere qualche lecita considerazione critica di carattere generale.
Il tecnico ha posto in essere una condotta gravissima in quanto ha sostenuto un atleta straniero a bordo pedana dandogli consigli affinché potesse battere un rappresentante della nostra nazionale.
Lo stesso organo giudicante ha ritenuto che questo comportamento viola i principi di lealtà e correttezza sportiva nei confronti della FIS e dei suoi affiliati e tesserati ed integra una infrazione disciplinare di non lieve entità.
Effettivamente non può revocarsi in dubbio che, tenuto conto del divieto di cui all’art.7 co.4 del vigente codice etico FIS, che inibisce a tecnici ed accompagnatori di fornire assistenza a bordo pedana in assalti in cui sono coinvolti due atleti italiani, a fortiori quanto accaduto nel caso de quo appare di una gravità estrema.
Tanto è vero che la stessa Procura Generale del CONI, interessata ai fini di un patteggiamento poi effettivamente non realizzato, riteneva assolutamente non congrua la sanzione concordata. Infatti ad opinione della Procura CONI si era in presenza di un comportamento particolarmente grave perché tenuto in una gara internazionale di Coppa del Mondo e nel corso di un assalto contro un atleta italiano. Si trattava di una sanzione pecuniaria proposta nella misura di €400 da suddividere in due rate.
Inopinatamente a seguito del procedimento disciplinare il Tribunale federale, ritenuta comunque la non lieve responsabilità dell’incolpato, lo sanzionava proprio con l’onere pecuniario ritenuto non congruo dalla Procura CONI!
Certamente di tratta di un giudizio discrezionale e quindi legittimo da parte del Tribunale federale della FIS ma non possiamo non rimarcare da un lato lo “sgarbo” istituzionale nei confronti della Procura CONI, organo certamente rappresentativo e autorevole a livello centrale, sia in concreto la inadeguatezza della sanzione inflitta.
Sembrerebbe che l’organo federale, pur riconoscendo la responsabilità disciplinare dell’incolpato, abbia voluto comunque mitigare con la determinazione della sanzione la gravità del fatto.
A nostro avviso questo atteggiamento è inaccettabile, il fatto meritava un ben altro approccio e l’applicazione di una sanzione ben più pesante.
Si rileva, inoltre, come la FIS in presenza di indicazioni del CONI, sia di carattere disciplinare che amministrativo, tenda ad assumere posizioni oscillanti nel senso che le recepisce a seconda della propria convenienza. È pur vero che la Federazione è autonoma ma è altrettanto vero che un minimo di coerenza e di rispetto istituzionale non guasterebbe.

05 giugno 2022

DALL'ETNA AL MONTE BIANCO

Etna
Parafrasando il “Cuore” di De Amicisiana memoria si potrebbe dire dall’Etna al Monte Bianco. Infatti, nel giro di pochi giorni, la carovana schermistica ha percorso l’Italia per ben 1472 chilometri, dando seguito ad una pletora di competizioni compresse temporalmente, senza soluzione di continuità, e disseminate lungo tutta la penisola, isole comprese. Vorremmo complimentarci con coloro che ci hanno proposto quest’ultimo sforzo, soprattutto economico, dopo una stagione che ha oltremodo appesantito il calendario anche a causa degli effetti ritardanti del lockdown pandemico, laddove non ce ne sarebbe stato bisogno. Abbiamo contato, dal 28 di aprile ad oggi, ben 21 giorni di gara senza considerare quelli di trasferimento, ben oltre la metà di quelli a disposizione sul calendario! Mi sembra conveniente per un’attività sportiva che viene definita dilettantistica, tanto più per i “mister” o “coach” non militari vengono etichettati dalla stessa FIS “volontari” o “dilettanti”. Viaggi continui e costosi, talvolta per competizioni di modesto spessore e di pochi partecipanti, che si sono riflessi sulle finanze delle famiglie (in special modo dei non militari, i veri dilettanti di questo sport) e delle associazioni sportive, in particolare quelle piccole e medie, ancorché non adeguatamente attrezzate come agenzie di viaggio. Che dire poi dei tecnici, per non usare l’obsoleto e sconveniente termine caro al Presidente Mattarella, quello di “maestri”, che non hanno potuto svolgere il loro compito lasciando sguarnite le sale, provocando risentite lamentele degli atleti che non si sono sentiti adeguatamente seguiti.
Monte Bianco
Ma c’è una logica, un disegno, un significato, uno straccio di programma dietro questo “giro d’Italia” schermistico? La Federazione che abbiamo voluto e votato si è pienamente resa conto dei dissesti provocati nel fondamentale mondo di coloro che praticano lo sport per diletto, seppure nell’accezione agonistica, che traduce la possibilità di provarsi e di conoscere se stessi, formandosi ed educandosi alla vita e alle molteplici difficoltà che essa propone?
Probabilmente, senza esserne nemmeno pienamente consapevoli, sulla scia di quanto è andato maturando negli ultimi anni, allontanandosi dalla mission fondamentale dello sport che mira alla crescita delle persone, i nostri rappresentanti politici, i nostri consiglieri, sono sempre più sbilanciati nel delineare il profilo professionistico (che non coincide per forza con professionale) di quest’attività sportiva. La loro attenzione è sempre più rivolta alla formazione dei campioni, al loro sostegno (l’intervento militare o paramilitare nei confronti di circa centotrenta atleti, per non parlare dei “tecnici”, fa del nostro uno “sport di stato”, differentemente da quanto si verifica nella maggior parte delle altre nazioni), alle loro vittorie internazionali. Fin quando questo fa da traino, da specchietto per le allodole alla pratica sportiva ben venga ma quando diviene fine a se stesso provoca sconquassi anche prevedibili. La perdita di praticanti, la concorrenza sleale tra militari e civili, la migrazione dei nostri maestri, soprattutto giovani, all’estero e così via.E’ questa l’interpretazione e il grido d’allarme che preme sottolineare commentando un calendario discutibile per numero di gare e per la loro dislocazione geografica, in cui poco ci si sofferma sul significato e gli obiettivi dello sport nelle diverse epoche della vita e sulla sostenibilità da parte di atleti, famiglie, associazioni, e insegnanti che, al di fuori di un aiuto statale, vengono abbandonati a loro stessi.

26 maggio 2022

EDUCAZIONE FISICA: scherma e scuola elementare - II parte: Sarebbe stato meglio essere uniti.

È risaputo come lo sport sia il luogo prediletto dagli insegnanti di scienze motorie per il loro “tempo libero” in veste di volontari o dilettanti, per applicare i loro sogni sportivi facendo gli allenatori o i collaboratori di società sportive. Ovviamene quelli che hanno una competenza al di sopra della media sono di certo dei professionisti dello sport e non penseranno a entrare nella Scuola statale, se non come a una valida possibilità di raggiungere una minima pensione, senza dover per forza allenare fino all’età di Matusalemme. Fra queste due figure vi è poi quella che non vede l’ora di inserire nella scuola in cui è destinato la propria disciplina, con il secondo e legittimo fine di aumentare le fila della popolazione del proprio sport.
Questa introduzione ci porta a fare alcune riflessioni obbligatorie a sfondo schermistico.
In primo luogo negli ultimi 7 anni (dal 2015 ad oggi) la separazione tra i titoli validi per l’insegnamento della scherma (quelli rilasciati dell’Accademia Nazionale di Scherma) e le Licenze sportive CONI (quelle rilasciate dalla FIS), non hanno creato la necessaria preparazione a inserirsi come insegnanti scolastici per lo meno di scuola primaria, mediante una proposta di qualità presso il Ministero. Non è certo questo il luogo dove fornire consulenze gratuite su cosa e come fare per approfittare di questa importantissima situazione lavorativa.
In secondo, al contrario di quanto si possa immaginare, i Licei sportivi e le Facoltà di scienze motorie in convenzione con l’ANS queste occasioni sapranno coglierle molto bene e molti passi sono stati fatti in tal senso.
In terzo luogo, ci consta ammettere che la nostra amata disciplina sportiva, cioè la scherma in quanto movimento, sia immobile (oltre che divisa). Infatti in questi anni, soprattutto con la pausa forzata legata alla pandemia, non ha saputo rinnovarsi, nemmeno creando un ipotetico “giocosport” accattivante, da inserire nelle scuole e tale da far rinascere l’interesse almeno per quelli che un tempo erano i celebri “Giochi della gioventù”, oggi chiamati “Giochi sportivi studenteschi” dove la Scuola primaria non sembra essere presente.
La separazione tra sport e scuola sembra dolorosamente alquanto marcata. Chi vive nella scuola può vederlo da solo, e anche all’interno dello sport, in particolare del nostro sport, tale ferita non ha giovato. Oggi, invece di fare tesoro del passato, cioè quando gli insegnanti di educazione fisica furono forgiati e trasformati in maestri di scherma, tanto che alcuni divennero grandi maestri forse anche grazie alla loro cultura sportiva generale, si è arrivati all’impoverimento prima della cultura schermistica e quindi tecnica e infine sportiva. Al che mi preme ricordare che tutto lo sport è una risorsa.
 Invece, con largo anticipo il mondo della scherma si è predisposto al litigio, alla divisione, appellandosi alla giustizia per chiarire e consolidare i diritti di questi e di quelli, ma che purtroppo ancora vedono scettici molti dei suoi aspiranti maestri e soprattutto si è privato delle competenze di chi avrebbe potuto creare un’occasione per lo sport che tutti noi amiamo. Un appuntamento cui non si doveva mancare, anzi, andava addirittura programmato per tempo, per raggiungere l’obiettivo di entrare nella Scuola con un’attività su misura per le finalità della Scuola primaria e non per il solo agonismo, che più che essere un punto di arrivo, pare esser un’angosciante incombenza sociale.
Una diversa visione avrebbe fatto bene, se non benissimo a tutta la categoria magistrale, all’associazionismo sportivo in generale, e a tutto il nostro sport nazionale così debole nei numeri e nella pratica, che deve farci riflettere su molti, se non moltissimi aspetti.
Ora, con il senno di poi, dobbiamo iniziare ad ammettere che sarebbe stato meglio essere uniti, anziché divisi, e questo per il bene di tutto il movimento schermistico, della Scuola, e dell’Italia.
M° Emilio Basile
 

23 maggio 2022

MEA CULPA

M° Vito MANNO
Ho rimurginato alcuni giorni prima di decidere di scrivere le mie scuse alle donne in genere, alle schermitrici e, in particolare, alle due ragazze coinvolte nel “Bucca gate”.

Mi è capitato molte volte di ascoltare pettegolezzi riguardanti personaggi illustri della scherma italiana, da  CT della nazionale ad arbitri da  maestri a preparatori atletici. Non ho mai avuto cognizione di causa e non ho mai dato credito a queste voci seppur provenienti da diverse fonti. Chi riferiva queste illazioni lo faceva sempre con un senso quasi di ammirazione nei confronti dei personaggi coinvolti giustificando l'abuso di posizione dominante a seconda del numero di medaglie vinte in qualità di …. Ammiravano la forte personalità del soggetto in causa e talvolta mi è capitato di ascoltare anche frasi derisorie e offensive riferite alle “vittime" (sempre consenzienti visto il fascino irresistibile del personaggio di turno).

Il punto è questo: non sono mai intervenuto in queste amichevoli chiacchierate per esprimere il mio disaccordo o per condannare i comportamenti e gli episodi che venivano raccontati veri o falsi che fossero. Ho assecondato i miei interlocutori pensando che non facendolo sarei stato preso per bacchettone o per ingenuo o uno senza palle. Forse avere una figlia ora ventenne e immaginarla in situazioni analoghe è stata la molla che mi ha spinto a scrivere questo mea culpa .

In qualche modo sento di non aver fatto o detto quello che avrei dovuto. Queste forme di machismo, a volte apprezzate anche da alcune donne, non solo sono anacronistiche ma danneggiano fortemente l'immagine di un mondo, quello della scherma, che dovrebbe cavalcare altri valori intrinseci e largamente riconosciuti alla “noble art”. 

Vito MANNO

21 maggio 2022

EDUCAZIONE FISICA: scherma e scuola elementare

Due anni di claustrofobia legata alla limitazione dell’attività fisica e sportiva hanno prodotto nella popolazione italiana danni incalcolabili, specie per i più piccoli. Di questa tipologia di problema, unita anche ad una società sempre più tecnologica e quindi pigra rispetto all’attività fisica e sportiva, si è fatta carico la nostra governance statale che con una serie di decreti e riforme, negli ultimi anni, aveva provato a ristrutturare sia il mondo dello sport agonistico che quello dello sport come promozione e benessere dando vita alla società “partecipata”, chiamata Sport e Salute.
Fin dal nome gli obiettivi erano chiarissimi e le azioni dei due ministri che in serie si sono adoperati per far si che il famoso detto “un euro speso nello sport equivale a molti euro risparmiati per curare la salute dei cittadini” sono in qualche modo, pian piano, diventate una realtà. Ovviamente un obiettivo così ambizioso e culturalmente innovativo per la nostra Italia ha subìto non poche spallate, vuoi appunto i due anni di pandemia e quindi le emergenze contingenti hanno tardato a far vedere gli effetti di uno sconvolgimento solo annunciato, in quanto alla fine dei conti non c’è stato.
Attualmente gli equilibri tra CONI (lo sport olimpico-agonistico) e Sport e Salute (lo sport per i cittadini ed il benessere) sono tornati alle origini e non è dato sapere se l’ambizioso processo vedrà mai una fine e la realizzazione dell’obiettivo reale.
Un progetto di tale portata non poteva realizzarsi senza un cambiamento culturale degli italiani e del loro stile di vita, benché la pandemia sembrerebbe aver favorito la creazione di un ambiente sociale più ricettivo di prima. Proprio in questo senso la recente legge di bilancio ha previsto l’assunzione di molte unità nel comparto dell’insegnamento, in particolare alla scuola primaria. Il ministro dell’istruzione Bianchi, il 13 aprile, con la firma del decreto sugli organici, ha ufficializzato l’inserimento dell’educazione fisica (oggi denominata scienza motorie) anche nella scuola primaria (quella che comunemente è la scuola elementare) con uno docente specializzato e non più a carico di un docente genericamente titolato all’insegnamento. La notizia ha prodotto gioia e tripudio anche nel mondo dello sport che ha salutato questo evento come un vero successo personale del sottosegretario allo sport, la quale, essendo stata una valente schermitrice nonché consigliere della Federscherma, ha generato ulteriore entusiasmo quasi a voler intendere che in Italia si potesse immaginare un insegnante di scherma in ogni classe… ma pare sia solo marketing politico, e nulla più.
Perdonate la lunga introduzione, ma personalmente è dal 1987 che sento parlare di questa “riforma” e dell’inserimento degli insegnanti di educazione fisica nella scuola elementare, ma da allora il tempo è passato e la realtà è stata molto diversa: le classi maschili e femminili (ciascuna con un proprio insegnante uomo e donna) sono state unificate dimezzando il numero di posti per i docenti di educazione fisica creando un mare di soprannumerari che solo in questi anni sono stati riassorbiti grazie ai pensionamenti frutto della mitica “quota 100”, partorita da abili algebristi statali. Da bravo “iseffino” con un Onorevole come preside, nutrivo un sogno che solo ora si sta realizzando. Ora però il mondo dello sport ha tutte le ragioni per gioire e sarebbe necessario comprendere meglio la situazione prima di illudere tanti giovani tecnici sportivi, i quali è bene che sappiano che purtroppo i titoli sportivi (maestri di scherma, tennis, nuoto, atletica, ecc…) non potranno entrare nella scuola se non come esperti del loro settore, e in nessun altro modo se non come è accaduto fino ad ora, ovvero grazie alle amicizie con dirigenti ed insegnanti e in qualità di “esterni”.
Vediamo ora alcuni preziosi dettagli che rispondono alla domanda quasi amletica: insegnare o non insegnare? Ovvero chi potrà beneficiare della nuova norma che introduce l’educazione fisica nella scuola primaria? La risposta è semplice, quasi lapalissiana: il candidato dovrà essere in possesso di un titolo di studio valido, ma al momento nella Repubblica Italiana per insegnare l’educazione fisica in qualsiasi scuola di ogni ordine e grado, è necessario possedere una Laurea magistrale in Scienze motorie conseguita in un arco di 5 anni, che qui di seguito elenco:
  1. LM 67 (Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattative);
  2. LM 68 (Scienze e tecniche dello sport)
  3. LM 47 (Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie)
  4. Titoli di studio equiparati alle predette lauree magistrali ai sensi del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 9 luglio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 ottobre 2009, n. 233 (cioè gli ISEF);
  5. Tutti i sopracitati titoli dovranno essere accompagnati ancheda 24 CFU/CFA, acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.
Ora, in attesa che le graduatorie si palesino per consentire la stipula dei contratti così da poter avviare l’anno scolastico 2022/2023 con tutti i docenti, il Ministero dell’istruzione è autorizzato ad attribuire contratti di supplenza anche ai soggetti collocati nelle graduatorie provinciali per le supplenze di cui all’articolo 4, comma 6-bis, della legge 3 maggio 1999, n. 124 nelle classi di concorso A048 – Scienze motorie e sportive negli istituti di istruzione secondaria di II grado e A049 – Scienze motorie e sportive nella scuola secondaria di I grado (i cd “precari”). Ciò permetterà l’assorbimento di tutti i docenti già inseriti nelle graduatorie di merito o soprannumerari negli altri ordini di scuola.
 Al netto degli aggiustamenti legati alle varie contrattazioni sindacali su precedenze nelle nomine di questa o quella categoria è, almeno in questa fase, evidente che il mondo dello sport sia stato messo da parte, o se vogliamo dirla con meno eleganza: non è cambiato nulla, se non il fatto che molti insegnanti a spasso e grazie a questo decreto tappabuchi, potranno essere reimpiegati nelle scuole primarie, facendo così bella figura dinanzi ai giornalisti e gli elettori.
Ma nonostante tutto quanto vi ho raccontato, c’è un aspetto ben più interessante di cui vorrei parlarvi in un secondo articolo.
 
M° Emilio Basile

16 maggio 2022

IL BILANCIO DEL WEEKEND DI COPPA DEL MONDO: un grande Marini, Volpi e Foconi abbonati al podio. G.P.G.: qualche riflessione?

Mentre in quel di Riccione si svolge il G.P.G. in giro per il mondo hanno avuto luogo le prove individuali di fioretto, disputate in quel di Incheon (Corea del Sud), di spada femminile negli Emirati Arabi, mentre la spada maschile ha gareggiato sulle pedane tedesche di Heidenheim.

Non sono mancati i risultati, infatti nel fioretto maschile ha primeggiato il classe 2000 Tommaso Marini, un atleta che si sta confermando come un astro nascente della specialità, schermidore dalle enormi potenzialità. L’anconetano rappresenta, ormai una certezza del fioretto azzurro. Alessio Foconi, dimostrando di essere in un grande momento di forma, si piazza sul terzo gradino del podio. Una nota di merito per Francesco Ingargiola, uscito agli ottavi per mano del vincitore del torneo.

Il fioretto femminile ha visto Alice Volpi piazzarsi al terzo posto dopo tre vittore in coppa del mondo.

Purtroppo la prova di spada femminile è stata annullata per la morte dello sceicco Khalifa Bin Zayed, presidente della federazione emiratina, che ha determinato la cancellazione di tutti gli eventi sportivi.

Il Gran Premio Giovanissimi avrà termine mercoledì p.v. ma sembra che più di qualcosa non abbia risposto alle aspettative. Infatti, rumors, riferiscono di numeri particolarmente decrescenti, che starebbero a testimoniare come in questi due anni di pandemia non si sia fatto nulla per la promozione. Infatti nel 2019 gli iscritti alle varie categorie erano circa 3.200 mentre nel 2022 circa 2.600. Se tali numeri venissero confermati andrebbe fatta una seria riflessione con la quale, senza voler condannare nessuno e non sarebbe il caso, capire quali siano stati i fattori incidenti su tale calo. Ne parleremo a conclusione del G.P.G.

Ezio RINALDI