29 luglio 2025
TBILISI - CAMPIONATI DEL MONDO DI SCHERMA: Medaglia d'oro per l'Italia nella sciabola maschile a squadre.
26 luglio 2025
LA SCHERMA ITALIANA ESPORTATA ALL'ESTERO.
| Da sx: BORTOLASO - CERIONI - ZOMPARELLI |
E così come è evidente che il successo di Choi è frutto di
un lavoro intenso e paziente, allo stesso modo appare lampante che Greg Koenig
abbia visto in Zomparelli non solo un valido collaboratore, ma anche uno dei
migliori conoscitori del fioretto italiano e della programmazione di un
campione.
È quindi inevitabile pensare che l’Italia sia una
inestinguibile fabbrica di talentuosi tecnici, i quali come al solito migrano
da questo paese che non permette di rendere il lavoro del maestro di scherma
una vera e propria professione, se non a un livello molto alto.
Parliamo quindi dei soliti problemi, anche se dalle parole
di Zomparelli non emerge solo la questione economica, sebbene in modo
estremamente velato, quanto il quello della soddisfazione professionale.
Se da un lato gli schermitori in Italia sono in lento
ricambio, non più di un paio per arma ogni quadriennio, in altre nazioni c’è
ben più movimento, anche se i numeri in quella nazione sono minori che in
Italia stessa. Basti pensare all’Estonia per la spada, o a Hong Kong per il
fioretto, ma gli esempi sono molti di più.
I risultati danno ragione all’Italia, dove vediamo che
risultano complesse le fasi di inglobamento e messa a regime dei nuovi atleti e
quindi del gruppo. Entrambi i metodi presentano pro e contro e preferisco non
spendermi più per uno che per l’altro, sebbene il pensiero vada in modo
naturale verso l’enorme numero di talenti schermistici che questo paese in
buona fede ha dovuto sacrificare in ossequio alla medaglia a tutti i costi.
Forse sarebbe stato più giusto avere qualche medaglia in meno, ma più campioni.
Fabrizio ORSINI
24 luglio 2025
UNA SOLITA STORIA ITALIANA DI SUCCESSO
| Maurizio ZOMPARELLI |
di Fabrizio ORSINI
Ieri 23
luglio a Tiblisi in Georgia, la prima medaglia maschile nel campionato mondiale
di scherma è stata quella del fioretto e non è stata messa al collo di un
italiano, ma di un hongkonghese, che però di italiano ha molto, anzi
moltissimo, perché a bordo pedana abbiamo visto Maurizio Zomparelli che abbiamo
chiamato e intervistato per i lettori di PIAZZADELLASCHERMA.
Complimenti per il successo di
ieri!
Grazie è stato bellissimo. Quando abbiamo visto il tabellone delle dirette, ci siamo detti che la gara era in salita, ma non ci siamo abbattuti. D’altra parte è un campionato mondiale, e pertanto sono tutti forti.
Sapevate che prima o poi un
italiano o un francese lo avreste incrociato.
Esatto. Fa
parte del gioco e ci eravamo preparati ad affrontare i migliori del mondo.
Un lavoro lungo quindi.
Dalla gara
di Vancouver Rayan (Choi) era ventisettesimo del ranking. Subito dopo ha vinto
il GP di Shanghai scalando al diciassettesimo posto e solo dopo aver vinto il
Campionato asiatico è salito al decimo. Ma dopo la vittoria di ieri è schizzato
al primo posto così da vincere anche la Coppa del mondo.
Una escalation formidabile.
Eh già.
Parlaci allora di come è
iniziata la tua avventura nella scherma, dagli esordi e di come sei arrivato a
Hong Kong.
Io sono
bresciano, seppure la famiglia non lo sia. Sono stato formato schermisticamente
dal maestro Nicoli, alla Forza e Costanza, passando per alcuni dei migliori
schermitori e insegnanti del fioretto lombardo. Poi sono entrato nel circuito
della nazionale stando nelle Fiamme Oro, e a quel punto ho cominciato a
insegnare al CS Roma. Per qualche anno le cose sono andate bene, ma poi ho
voluto provare a sperimentarmi in altre discipline sportive.
Come allenatore, giusto?
Come
preparatore fisico. Ho lavorato con il rugby, con il volley e il basket, ma
anche nell’automobilismo in particolare con la Ferrari nel settore endurance
tipo Le Mans, pur mantenendo vivo il rapporto con alcuni grandi amici della
scherma, fra i quali Stefano Cerioni. Ed è stato lui che nel 2004 diventò CT
del fioretto italiano che pensò di chiamarmi come preparatore fisico della
nazionale. Sono rimasto con lui fino all’olimpiade di Londra nel 2012 quando è
andato in Russia ed è stato naturale per me seguirlo nella nuova avventura.
A quel punto le tue mansioni
sono cambiate o sono rimaste le stesse?
In Russia ho
cominciato a occuparmi non solo della preparazione fisica, ma anche dei
cosiddetti infortunati, che andavano riportati a un livello ottimale e a fare
anche le prime lezioni con atleti di qualità.
E quanto sei rimasto?
Sono rimasto
fino all’olimpiade di Rio nel 2016 cioè fin quando Stefano, mi ha portato negli
Stati Uniti, perché era stato ingaggiato per allenare Race Imboden e di
riflesso Isaora Thibus, sua fidanzata.
E poi cosa è accaduto?
Greg Koenig,
che conoscevo da tempo, aveva capito il mio ruolo accanto a Cerioni e poiché
era stato ingaggiato dalla Federazione di Hong Kong voleva un collaboratore
della mia esperienza e mi ha proposto di seguirlo, così ho accettato. È
avvenuto nel 2020, prima dell’olimpiade di Tokyo.
Quando sei arrivato lì che
realtà hai trovato?
Hong Kong è
una città piccola per gli standard cinesi.
Stiamo parlando di alcuni
milioni di abitanti, giusto?
Circa otto
milioni.
Se pensiamo che la Lombardia
ne conta dieci…
Rispetto
alla realtà italiana è grande, ma per la Cina no. Dal punto di vista
schermistico poi è ancora più piccola, anche rispetto all’Italia.
In che senso?
Nel senso
che per un campionato assoluto di fioretto i partecipanti sono circa una
settantina. Raggiungiamo il centinaio se vengono coinvolti i cadetti e i
giovani. La base di reclutamento è scarna, ma grazie ai successi olimpici e
mondiali, stiamo vedendo che la risposta della popolazione è interessante.
Come in Italia, allora.
Tutto il
mondo è paese.
Quanti club ci sono a Hong
Kong?
Questo non
te lo so dire, ma i numeri ripeto sono in generale piuttosto bassi. Ogni sala
scherma conta poche decine di schermitori, dai trenta ai cinquanta.
Ma nonostante questi numeri
siete riusciti a raggiungere grandi risultati.
Dipende
tutto dal lavoro che fai. Quanto dedichi all’atleta, quanto l’atleta si dedica,
ma soprattutto non bisogna avere fretta di vincere. L’obiettivo quindi va
pianificato e bisogna lavorarci con estrema serietà e pazienza. L’atleta deve
avere fiducia negli allenatori, così come la federazione di appartenenza.
È tutto frutto di una grande
squadra.
Esatto. Greg
è il coordinatore di tutti i maestri perché non ci sono solo io a lavorare, ma
c’è anche Giacomo Fanizza che si occupa del settore junior e cadetto,
insegnando il metodo per passare da cadetti a senior. Siamo inoltre affiancati
da altri due maestri cinesi.
Torniamo alla gara di ieri.
Che gara vi aspettavate di fare?
Rayan aveva
lavorato bene sia nel Campionato asiatico, che aveva vinto, che in Coppa del
mondo, per cui noi sapevamo di avere messo in pedana un atleta forte. Sapevamo
come già detto che tutti sono forti man mano che ci si avvicina alla finale.
Trovare gli italiani come vi
ha fatto sentire?
Prima
Guillaume Bianchi e poi Filippo Macchi non è stato per nulla facile. Specie con
Macchi, che è stato un assalto con alti e bassi. Prima in vantaggio Rayan, poi
Filippo, infine il pareggio dell’ultima stoccata.
Molto combattuto.
Sì, ma anche
di grande livello, soprattutto perché una sola stoccata, quella finale, ha
cambiato il senso della gara. Per entrambi.
E il fatto di trovare Kirill
Borodachev, ti ha sorpreso?
No, per
nulla. E anzi se posso permettermi di dire la mia sulla esclusione degli atleti
russi e bielorussi, era ora che ritornassero in gara. La politica faccia il suo
lavoro, ma lasciasse stare lo sport. Lo sport è lo sport.
Sono d’accordo e condivido in
pieno la tua posizione.
Inoltre la
presenza dei russi ha dato più valore ai campionati ed è giusto che sia così.
Passiamo adesso alla gara a
squadre. Non ti chiedo un pronostico, perché rispetto il cosiddetto silenzio
scaramantico sportivo pre gara, ma tu come la vedi?
Il problema
si porrà quando, per entrare nei Top 4, con ogni probabilità dovremo incrociare
gli USA. Una squadra non facile che è sempre stata ai vertici internazionali. A
questa va aggiunta la presenza di Italia, Giappone, Russia e Korea, dove anche
l’Egitto può in qualche modo fare la differenza.
E la squadra di Hong Kong?
La squadra
conta, oltre che Rayan Choi, anche Cheung, già campione olimpico, e due giovani
sui quali puntiamo molto, Chin You Leoung e Laurens Ng.
Di certo sarà una competizione
di alto livello.
Imperdibile.
Veniamo adesso al futuro.
Quanto resterai a Hong Kong?
Per ora non solo sto benissimo
qui, ma anche la Federazione mi ha confermato fino al 2028 e visti i risultati,
siamo davvero tutti molto felici e desiderosi di continuare. E poi per cambiare
è necessario trovare le condizioni adatte nel posto dove si va. Se c’è una base
solida per la formazione di maestri e atleti e del loro reclutamento sul
territorio, allora il lavoro sulla nazionale ha un senso, ma se non c’è è
difficile che io arrivi nella medesima veste che ricopro qui.
Magari un
domani, quando sarà un vecchio maestro, che i successi li ha raggiunti, e il
ritmo della nazionale maggiore non mi sarà più sostenibile, potrò andare in un
luogo per fare quel lavoro di formazione di base che è necessario per poi
ottenere dei risultati di livello. Ma per ora credo di poter dare molto in
questo ruolo in cui sono. Per esempio ho amici che lavorano in Arabia, ma lì
manca lo strato necessario per costruire il grande castello agonistico
maggiore. È necessario quindi lavorare sulle fondamenta di questo sport,
altrimenti è solo una grande fatica.
E ti piacerebbe tornare a
lavorare in Italia?
(ride) Per ora l’Italia è il
luogo delle mie vacanze e di lavoro non se ne parla. Il mio legame con la FIS
era Stefano Cerioni, ma tolto lui, non penso ci sia posto per me. Resto suo
debitore per ciò che mi ha trasmesso, assieme a Giulio e Tito Tomassini, oltre
Nicoli, che per me sono i miei punti di riferimento per la mia formazione
magistrale. Ma ripeto che qui a Hong Kong sto benissimo e sono felice, sia per
i rapporti che ho instaurato, che per i risultati che stiamo ottenendo, quindi
non ho nessuna intenzione di andare in nessun luogo se non quello dove sto
lavorando ora.
Grazie per le tue parole e in
bocca al lupo per la prossima gara.
Grazie a te per questa intervista e crepi il lupo!
23 luglio 2025
IL GIALLO DELLA DIRETTA DEI MONDIALI DI SCHERMA
| Panorama di Tbilisi |
Con l’inizio dei campionati del mondo di
scherma la Federazione ha fatto un passo avanti in termini di comunicazione ed
immagine del nostro sport. Infatti ha attivato il canale “ASSALTO” sulla
piattaforma SPORTFACE, per accedere al quale, come accennato dal Vice
Presidente GAROZZO, è necessario iscriversi con la propria e-mail e password.
Niente di complicato, però è un ostacolo da superare e che dà l’impressione che
non ci sia immediatezza nel fruire delle immagini. Altro problema è dato dal
fatto che non ci sia la diretta ma che il tutto venga registrato e poi messo a
disposizione dell’utente. Le immagini in diretta dell’evento le si hanno
attraverso il canale della FIE, magari non specificatamente degli italiani,
però a questo punto non era meglio la web TV della federscherma?
Mi chiedo: cosa succede tra la FIS, la Rai e
la FIE in merito alla diretta streaming dei mondiali di Tbilisi in Georgia?
Nello scavare tra le notizie relative alla
trasmissione della gara più attesa dell’anno, l'invio/ricezione di segnali audio e video via Interne appare come una specie di
giallo in cui ufficialmente tutti scaricano il barile sul più vicino o lontano a seconda di come la si guardi.
Dapprima sembrava tutto facile e bello, come il sorriso del vicepresidente Fis, il quale con la maglia dell’Italia annunciava allegramente che il mondiale si sarebbe potuto vedere sul “nuovo” canale “Assalto” posizionato sulla piattaforma Sportface. Molti si sono iscritti e anche io l’ho fatto, ma la sorpresa è che la diretta non c’è, in quanto ogni filmato è tagliato, cucito e ritrasmesso in differita, cosa molto comoda per chi segue i propri beniamini, tutto l’opposto per chi vuole seguire la gara intera.
Mi sono attivato quindi per vedere la diretta
sul solito FIE channel di YouTube, che negli anni ha sempre riservato un ottimo
servizio e una facilità di fruizione, anche per chi non è molto esperto di web.
La nuova sorpresa è stata quella di scoprire che il FIE channel non trasmetteva
il mondiale, se non dal sito FIE, dal quale si viene rimbalzati, previa
registrazione, login e via dicendo, su Fencinworldwide, ma in una nuova formula
limitata a una regia ristretta a una sola diretta live.
Da chi si trova a Tbilisi arriva la notizia
che è in qualche modo “colpa della Rai”, che ha chiesto l’oscuramento per i
diritti di trasmissione, che per la cronaca saranno visibili su Raisport dalle
ore 17.00 circa.
È un giallo all’italiana in salsa georgiana
che non ci permetterà di vedere questo mondiale come gli anni passati,
accontentandoci della telecronaca in inglese e solo per gli assalti che dal
Fencingtv vengono trasmessi, senza poter saltare da una pedana all’altra come
si faceva dal canale fencingworldwide o da YouTube.
Credo di poter dire che sia mancata la
chiarezza a ogni livello, sia nelle federazioni che nel comitato organizzatore,
alla cui cosa aggiungo che con tanta tecnologia si è pasticciato un pochino.
Non si prenda questo scritto come una
critica, semplicemente rilievi costruttivi ad una eccellente iniziativa
federale.
Ezio RINALDI
21 luglio 2025
IL PIU' GRANDE TORNEO DEL MONDO.
Interessante l'articolo a firma di USA Fencing e pubblicato sul sito della FIE. A completamento di quanto in esso contenuto, per la conduzione di tutto il torneo sono stati impiegati 221 arbitri. Per la mentalità italiana non credo che da noi sia possibile oreganizzare una simile manifestazione, però sarebbe oltremodo interessante cimentarsi in un analogo progetto.
Ezio RINALDI
19 luglio 2025
PROCESSI E RIFORME
| Alberto ANCARANI |
A seguito di tale pubblicazione l’ex consigliere federale Alberto ANCARANI postava sulla propria pagina Facebook una riflessione inerente il comportamento di alcuni avversari politici del Consiglio federale allora in carica, più precisamente due donne facenti parte del mondo schermistico, una ex atleta ed oggi scrittrice e l’altra componente di una Commissione federale, le quali, secondo l’ex consigliere federale, fecero partire una forte contestazione contro la federazione accusandola di difendere due soggetti poco raccomandabili non ritenuti meritevoli di garanzie, ancorchè accusati di violenza sessuale o tentata violenza. In sintesi l’ex Consigliere federale Ancarani si chiedeva se per la vicenda CASSARA’ avrebbero assunto lo stesso atteggiamento, in particolare affermava (riporto integralmente quanto da egli scritto sulla propria pagina facebook): “
| Andrea CIPRESSA |
Le affermazioni di Ancarani vennero condivise dall’ex CT del fioretto Andrea CIPRESSA ed a seguito di tutto ciò la signora Anna FERRARO segnalava alla Procura federale i post e le condivisioni pubblicate. Sottoposti ad indagine l’ex consigliere e l’ex commissario tecnico in sede dibattimentale sono stati “assolti per non aver commesso il fatto” (provv.n.3/2025).
| Anna FERRARO |
L’esito della sentenza era preventivabile e, personalmente, non capisco
perché il Procuratore federale abbia disposto il deferimento dei due attori:
una inutile perdita di tempo.
Quanto sopra non certo per il gusto di pubblicare un provvedimento di
assoluzione quanto per porre in evidenza l’ineludibilità di alcune riforme
assolutamente necessarie, peraltro già attenzionate dalla nuova Giunta CONI.
Infatti, il Presidente BUONFIGLIO avrebbe intenzione di procedere con una
riforma complessiva del CONI, individuando una serie di argomenti per ognuno
dei quali nominare una apposita commissione. Al di la delle intenzioni e sul
procedere del massimo vertice sportivo italiano, a mio avviso, sono tre le
riforme più urgenti da realizzare:
Mandato dei Presidenti;
Marketing;
La madre di tutte le riforme riguarda la Giustizia Sportiva e il nodo da
sciogliere è la mescolanza tra il Potere politico e quello Giudiziario.
Attualmente i Presidenti, attraverso il Consiglio, scelgono i procuratori ed i
Giudici Federali e, come si può ben intuire, in questo senso non esiste alcuna
imparzialità. Si potrà avere una autentica riforma togliendo alle Federazioni
la possibilità di nominarsi i Giudici altrimenti la montagna avrà partorito il
classico topolino. Subito dopo andrebbe rivisto il Regolamento di Giustizia Federale.
Recentemente il governo, mediante un emendamento, ha permesso ai Presidenti
di Federazione di candidarsi all’infinito. Credo che tre mandati siano più che
sufficienti per la realizzazione di un programma gestionale presentato in sede
di campagna elettorale e se ciò vale per il Presidente del CONI a maggior
ragione deve valere per i Presidenti delle FSN.
Nella considerazione che i fondi a disposizione del CONI olimpico saranno
sempre meno consistenti, il marketing assumerà in futuro un ruolo fondamentale,
giacchè dal suo successo dipenderà la vita stessa del massimo ente sportivo,
poiché dopo le olimpiadi di Milano-Cortina esso dovrà vendere il prodotto sport,
quindi porsi sul mercato, affichè reperisca risorse finanziarie per autoalimentarsi
ed evitare gestioni ansiose.
Ezio RINALDI
18 luglio 2025
ABBANDONO PRECOCE NEL MONDO SCHERMA
Ogni anno, tra comunicati e convegni, si solleva la questione dell’abbandono precoce nella scherma italiana. Ci si interroga sui numeri dei tesserati in calo, sulle difficoltà a fidelizzare i giovani, sulla perdita di potenziali talenti. Ma troppo spesso il dibattito si arena in un generico “bisogna fare qualcosa”, senza mai entrare davvero nel merito delle cause strutturali.
Eppure, due motivi principali sono sotto gli occhi di tutti. Sono noti agli insegnanti più esperti, sono evidenti a chi vive ogni giorno le dinamiche di sala. Ma restano sistematicamente ignorati a livello centrale.
1. LA MONOCULTURA
SCHERMISTICA: il limite di proporre una sola arma
La prima grande falla è di tipo
tecnico-strutturale: in moltissime società si propone ai giovani schermidori
una sola arma. Punto. Che ti piaccia o no. Che tu sia portato o meno.
E se non ti ci trovi? Se non ti diverte? Se non
riesci ad esprimerti in quell’ambiente tecnico?
A 9, 10, 11 anni, la scelta dell’arma non
dovrebbe essere una condanna ma un'opportunità. I bambini non hanno ancora una
formazione tecnico-tattica stabile, ma portano con sé caratteristiche fisiche,
ritmi interni, attitudini che possono trovare spazio in una diversa specialità.
Un fiorettista frustrato può diventare un ottimo sciabolatore. Uno sciabolatore
troppo irruente può trovare controllo nel fioretto.
Quando questo percorso di esplorazione non viene
offerto, quando l’unica opzione è “quest’arma o niente”, accade la cosa più
semplice e più grave: il bambino se ne va. Non si diverte, non si sente adatto,
non capisce. E smette.
Le società devono strutturarsi, nei limiti del possibile, per garantire almeno due armi. È una scelta strategica, non solo educativa. Significa offrire una seconda chance, un piano B tecnico, una possibilità di permanenza. Significa ridurre in modo significativo l’abbandono.
2.
L’ETÀ DELL’OBLIO: il paradosso degli over 20
La seconda
criticità emerge più avanti, quando il ragazzo o la ragazza ha già investito
anni nella scherma, ha partecipato a gare, magari ha preso una medaglia in un
Europeo U20 o in un Mondiale giovani. Eppure, al raggiungimento dei 21 o 22
anni, accade una frattura silenziosa e devastante: viene considerato “vecchio”.
Non è più under. Non è ancora “pronto” per la
nazionale assoluta. Non è in quel giro ristretto di atleti in orbita FIS. E
quindi? Semplice: sparisce dal radar. Nessuno più lo segue.
E questa, lo abbiamo già discusso più volte, è
una delle assurdità più grandi del nostro sistema. Stiamo parlando di ragazzi
che hanno fatto tutto il percorso, che hanno preso medaglie internazionali, che
hanno talento, voglia, sacrificio alle spalle. Eppure vengono lasciati andare.
Etichettati. Bruciati.
In Italia, ancora oggi, si investe troppo poco
su quella fascia cruciale che va dai 20 ai 23 anni. Una fascia che all’estero,
nelle grandi scuole di scherma (Russia, Francia, Corea), è considerata l’età
della maturazione tecnico-tattica definitiva.
Noi invece tagliamo. Archiviamo. Dimentichiamo.
Ma questi ragazzi non sono “falliti”. Sono un patrimonio tecnico ed emotivo che
andrebbe coltivato, sostenuto, reinserito anche in ottica futura. Sono una
preziosa riserva tecnica per la nazionale maggiore.
Se li perdiamo, perdiamo futuro. Perdiamo
esperienza. Perdiamo la possibilità di formare anche futuri maestri completi,
che abbiano vissuto un vero percorso schermistico. Il problema è strutturale.
Da sempre, le gare internazionali Under 23 sono state trascurate, quando invece
dovrebbero rappresentare un passaggio fondamentale. Un ponte. Perché è lì che
si forma davvero l’atleta che ha ancora margini di crescita e bisogno di
esperienze di alto livello, ma che non è ancora pronto per confrontarsi stabilmente
con il mondo assoluto. Per costruire una base solida, bisogna avere
visione.
Serve un investimento concreto sulle gare Under
23, sia a livello italiano che internazionale. Serve valorizzarle e usarle come
campo di sviluppo, come palestra formativa. Serve far capire ai ragazzi che a
21 o 22 anni non sono “fuori tempo massimo”, ma nel pieno del loro percorso. E
parallelamente, bisognerebbe rivedere anche la struttura degli allenamenti
collegiali: se si lavora con gli "azzurrini", che siano Under 23, non
più Under 20.
3. CONCLUSIONE: il
coraggio di cambiare modello
L’abbandono
precoce non è colpa dei ragazzi. È la diretta conseguenza di un sistema che
offre poche scelte, che spegne la motivazione, che mette da parte troppo
presto.
Serve una svolta culturale. Serve un modello che
preveda la doppia arma come standard obbligatorio per ogni società. Serve una
Federazione che non resti a guardare, ma vincoli l’apertura delle nuove sale a
criteri tecnici seri, che includano anche la possibilità concreta di impiegare
giovani maestri in cerca di spazi.
E serve infine una progettualità a lungo termine
che abbracci anche i post-under20, non come “residui”, ma come risorse vive e
pronte per la scherma italiana.
Solo così potremo tornare a crescere davvero.
Non in numeri di tesserati, ma in profondità, qualità e futuro.
Michele BONSANTO
14 luglio 2025
CORSI FEDERALI PER TECNICI DI SECONDO E TERZO LIVELLO
Il coordinamento dei corsi è affidato al
Maestro Leandro Giurdanella, mentre al Maestro Luca Salis è affidato il
coordinamento della formazione. Tra i docenti spiccano i nomi di Massimo Omeri,
Giovanni Sirovich e Dino Meglio.
Per il primo modulo del Terzo livello è da
rilevare l’impiego di Luca Salis quale docente per la sciabola. In tale veste,
le solite malelingue, e tra queste quella del Maestro Saverio CRISCI,
riferiscono che i pochi interventi siano di esiguo spessore.
Naturalmente sono voci e non mi voglio
addentrare in questioni che potrebbero lasciare il tempo che trovano, ma, tra
le altre cose, parrebbe che alcuni docenti convocati ed arrivati in sede in una
fase successiva non abbiano trovato una immediata sistemazione logistica.
Insomma, sembrerebbe che qualche problemino ci sia stato, eh si che, sempre quanto
riferito dal Maestro CRISCI, il Luca Salis sarebbe stato nominato responsabile
della Scuola Magistrale in quanto capace di assicurare ai frequentatori dei corsi
federali vitto ed alloggio. Se così fosse, le domande sorgono spontanee:
- quando ad organizzare i corsi era l’AIMS i discenti provvedevano in proprio nella ricerca di vitto ed alloggio?;
- se quanto riferitomi rispondesse al vero, il responsabile della Scuola Magistrale avrebbe fallito nella parte più significativa dell’organizzazione di un corso?
Nell’augurare un proficuo lavoro ai docenti e discenti, come sempre, siamo a disposizione di chi vorrà smentire quanto riportato.
Ezio RINALDI
11 luglio 2025
LA FEDERAZIONE AUMENTA L'ISCRIZIONE ALLE GARE
Accadde nel 2012 dopo che Giorgio Scarso fu rieletto presidente, che l'iscrizione alle gare aumentò da 15 a 20€. Esordì dicendo: “Mettiamoci l’anima in pace: soldi non ce ne sono” da cui capimmo che le gare sarebbero aumentate, cosa che avvenne con puntualità svizzera.
Questa
volta nonostante i bilanci ben messi, l’aumento per la partecipazione alle gare
è arrivato lo stesso, giustificato dal fatto che i costi arbitrali di ogni
competizione stanno diventando un peso federale. Oltre a questo non possiamo
ignorare il fatto che la curva dei partecipanti, intrecciata con quella dei
costi del noleggio delle pedane e gli affitti dei palasport, unito al costo
arbitrale, fino a un certo punto risultano convenienti, ma se superano un
limite che per ora io non conosco, diventano sì gare che inorgogliscono i
Comitati regionali, e gli enti organizzatori, ma alla fine presentano problemi
di costi-benefici non indifferenti.
Tempo
fa avevo individuato nelle gare piccole, cioè regionali, un vantaggio per i COL
(Comitati organizzatori locali) e la FIS, prevedendo che le gare con grandi
numeri sarebbero state ridimensionate. Ero poi stato raggiunto da una persona
che mi diceva che la mia lettura non era vera, cioè che a ogni gara regionale
lombarda, il Comitato regionale doveva mettere di tasca sua la differenza per
colmare i pagamenti degli arbitri, ma che anche i COL non riuscivano a
rientrare nei costi, nonostante i grandi numeri.
Eppure
quando io organizzai la mia unica gara a Treviglio – BG (Qualificazione
regionale assoluti di spada M e F) incassai una cifra di tutto rispetto per il
bilancio della piccola società che dirigo. Qualcosa era accaduto negli ultimi
anni? Forse sì, ma allo stesso tempo e sempre forse, è mancata l’analisi del
bilancio, pre e post gara, pensando che aumentando il numero di partecipanti
alle gare, il guadagno sarebbe aumentato. E invece no. Quando infatti si
superano certi numeri, come accennavo prima, si invertono i profitti. Aumentano
infatti le pedane, cioè i costi di montaggio e smontaggio, le location devono
essere più capienti, si passa perciò dalle grandi palestre ai palasport e
affini, che hanno costi ben maggiori, e infine gli arbitri, perché per restare
nei tempi è necessario aumentare l’attività arbitrale e quindi i costi
relativi.
Mi
chiedo se sia giusto o no organizzare gare corte per tutte e sei le armi,
mettendo un tetto massimo a pedane e arbitri (e atleti), per ottenere la magica
cifra che consente di tenere a bada costi e benefici per FIS e COL. Ai managers
l’ardua sentenza.
Nel
frattempo sta girando infatti in modo febbrile presso le società sportive
lombarde la richiesta di organizzare le gare perché per ora l’offerta è andata
semi deserta: “tanto sbatti e poco guadagno” è il commento che serpeggia fra le
pedane. Credo infatti che se si fossero attuati per tempo adatti correttivi,
l’aumento del costo delle gare forse si sarebbe potuto evitare.
Non
faccio mistero del fatto che la riforma del calendario era e rimane necessaria,
e il tempo per farlo era ed è in questo quadriennio, in quanto nel precedente,
il Covid non ha di certo aiutato.
Spero
quindi in una riforma sensata e più agile rispetto a quella attuale, ovviamente
sempre confortato da solidi ben stretti numeri alla mano.
Fabrizio ORSINI
04 luglio 2025
LA BRUTTA STORIA DI CHIANCIANO: assunto un provvedimento di radiazione.
RADIATO dalla Federazione Italiana Scherma uno degli atleti imputato di stupro ai danni di una schermidrice di origine Uzbeka che all’epoca dei fatti era minorenne.
Certamente
ricorderete che nel mese di agosto 2023, precisamente il 4 e 5, a Chianciano
Terme si tenne un camp la cui organizzazione fu curata dal maestro Sorin RADOI.
Raccontammo di un stupro organizzato da tre schermidori italiani e che sulla
vicenda stava indagando la Procura della Repubblica di Siena. Nel registro
degli indagati furono iscritti due dei tre in quanto uno di essi era minorenne,
come la vittima. Uno degli imputati, pugliese di origine, era un atleta del
Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito.
La vicenda, così come venne raccontata, fu di una gravità assoluta, più ancora di altri fatti analoghi trattati sul blog.
L’avvocato della ragazza in quella circostanza pose in evidenza l’inerzia della Procura, che a suo dire non attivò il codice rosso, e della federazione che non sospese nessuno. Insomma una pagina nera di cui se parlò molto anche sul blog:
(https://piazzadellascherma.blogspot.com/2024/04/la-brutta-storia-di-chianciano.html;
https://piazzadellascherma.blogspot.com/2024/03/la-nota-della-procura-della-repubblica.html;
https://piazzadellascherma.blogspot.com/2024/03/ancora-una-brutta-storia-di-stupro.html.
Non è dato ancora conoscere quali provvedimenti abbiano subito gli altri due atleti coinvolti. Cercheremo di saperne di più.
Sono convinto che la vicenda non possa essere dichiarata chiusa poichè, sentito l'avv. difensore dell'incolpato, verrà posto ricorso in tutti i gradi di giustizia sportiva. Intanto si prenda atto della decisione del Tribunale federale.
Ezio RINALDI
