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| Giordana COMPARINI |
Qualche
giorno fa, passeggiando sul web mi sono fermato sulla pagina facebook di
Pianeta Scherma perché mi aveva incuriosito e colpito una lettera scritta da
una ex spadista, che riporto per intero, in quanto merita non solo pieno
rispetto ma anche una seria e profonda riflessione.
Pianeta
Scherma scrive:
”A seguito della
tragedia del crollo del Ponte Morandi, la Fis, di concerto col Comitato
Regionale Liguria, ha deciso di ammettere tutti gli atleti liguri alla prima
prova Open senza dover passare dalla qualifica regionale, stanti anche i
problemi di viabilità che rendono particolarmente complicato il raggiungimento
del luogo di gara (l'appuntamento, da calendario, era fissato a Voltri per il
14 ottobre). Sulla decisione della Fis riceviamo e pubblichiamo una lettera
scritta da una spadista ligure.
Cara Fis,
Mi è stato insegnato che a “caval
donato non si guarda in bocca” e quindi prendo atto per alcuni, del tuo regalo,
per tanti, fortunatamente, del tuo gesto che hai fatto per la mia Regione e
città colpita dalla tragedia del Morandi e a, prescindere da come abbia
cominciato e andrò avanti, ti voglio comunque ringraziare di cuore.
Sinceramente.
Però ci tenevo a dirti che mi è
anche stato insegnato, e ti sarà familiare, ad aspettare fino alla 15esima
stoccata, ed oggi più che mai la mia amata/odiata Zena (=Genova ndr) lo sta facendo. Ho
visto vigili del fuoco, volontari della croce, polizia, municipale, infermieri
e medici mettersi le loro divise e scendere in strada per affrontare
quell’orrore che è il Morandi. Orrore che si è portato via, come ben sai, 43
persone accertate e che ha stravolto tutta la precaria certezza di quotidianità
a cui ci siamo sempre aggrappati, sperando non cadesse mai. Quindi ti chiedo,
tradendo le mie prime righe, tra tutte le cose che si potevano fare, come mai
ci rendi ancora “vittime” impedendoci di scegliere, noi che possiamo, il nostro
sport e di rendere omaggio alla nostra città con l’unica divisa che ce lo può
permettere? Non so Fis, forse si poteva trovare un altro posto più “agevolmente
raggiungibile” nei limiti della “nuova viabilità” del resto stiamo affrontando
il Salone nautico, a breve avremo la consueta Coppa Pompilio…
Non so,
forse, da buona genovese potevate ridurci le quote iscrizione gare…
Non so, destinare i nostri soldi alle unità cinofile, agli enti di volontariato
che stanno aiutando nella zona colpita gli operatori…
Non saprei, in effetti non indosso
la tua di divisa. Probabilmente è solo una riflessione mugugnosa di una vecchia
calcatrice di pedane che poteva essere, come ognuno di noi, una del 14/8.
Grazie
Giordana”
La prova cui
lei si riferisce si sarebbe disputata a Voltri, località a ovest di Genova, la cui
raggiungibilità era agevolata dal vicino ponte Morandi e che dopo il suo crollo
è diventata molto più difficoltosa.
Non giudico e
non intendo strumentalizzare una tragedia che non ha colpito solo Genova ma,
moralmente tutta l’Italia. Quindi, in linea generale il provvedimento trova
tutta la sua validità nel voler essere vicino a Genova ed ai Genovesi e
francamente, sotto questo aspetto sono d’accordo con la FIS. Non posso, altresì
sottacere il malessere di una genovese e forse non solo suo, la quale rivendica
il diritto di scelta, nel senso che la ex spadista avrebbe visto meglio un
provvedimento di conferma della gara in altro luogo ligure, con la donazione
delle quote di iscrizione a qualche associazione di volontariato che ancora
operano in quel territorio. Insomma dare un segno più tangibile di solidarietà
piuttosto che agevolare poche unità schermistiche. In questo senso apprezzo
molto il pensiero di Giordana COMPARINI, ancorché espresso in forma pubblica.
E’ altrettanto vero che nella regione ed a Genova in particolare avranno luogo
ben altri eventi i quali dovranno fare i conti con una viabilità divenuta
complicatissima, quindi l’ex spadista, mi pare di capire, avrebbe gradito altro
tipo di intervento da parte federale che non una carità forse non richiesta.
Giordana
COMPARINI, che ho avuto nella Sezione Scherma dell’allora Centro Sportivo
dell’Esercito (CSE), la ricordo come una persona dalla grande sensibilità ed un
profondo senso delle istituzioni e se ha sentito il bisogno di scrivere il suo
pensiero lo ha fatto certamente per il grande amore che nutre per la sua città.
Leggendo poi i post dei commentatori che ritenevano e ritengono giusto il provvedimento
della FIS, nessuno ha risposto alla domanda di Giordana:” perché è giusto il
provvedimento?” Ecco, si può essere d’accordo o meno con la lettera pubblicata
ma alla domanda posta bisognerebbe dare una risposta e ciò non è avvenuto, ci
si è limitati a dire che il provvedimento è stato giusto e non mi risulta che
la FIS le abbia dato un qualche riscontro. Ci provo Io. Cara Giordana
spesso pecchiamo di mancanza di idee, oppure in circostanze tragiche come
quella di Genova siamo attanagliati dalla paura di sbagliare, oppure nella
fretta di aiutare o di voler dare un segnale di vicinanza assumiamo iniziative
di valore non all’altezza dell’evento che ci colpisce. E’ l’unica risposta che
posso ipotizzare, altre teorie le lascio alla tua immaginazione.
Forza Genova!
E forza a tutte quelle regioni e località colpite da eventi tragici.